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derby cinese, lacrime Icardi

Il tabellino

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Medel, Miranda, Nagatomo; Gagliardini, Kondogbia; Candreva (45′ st Biabiany), Joao Mario (35′ st Murillo), Perisic (22′ st Eder); Icardi. Allenatore: Stefano Pioli

Milan (4-3-3): Donnarumma; Calabria (35′ st Ocampos), Zapata, Romagnoli, De Sciglio; Kucka (12′ st Locatelli), Sosa (28′ st Lapadula), Mati Fernandez; Suso, Bacca, Deulofeu. Allenatore: Vincenzo Montella

Arbitro: Orsato

Marcatori: 36′ Candreva, 44′ Icardi (I), 38′ st Romagnoli, 52′ st Zapata (M)

Ammoniti: Candreva, Handanovic, Gagliardini (I); Kucka, Locatelli (M)

Lunch Match globale nel sabato di Pasqua

Il derby del mondo, così come lo ha definito qualche quotidiano, di più difficilmente poteva concedere.

Record di incassi (e si giocava il sabato di Pasqua, e pure alle 12.30) per una sola partita di serie A. Prima volta per un derby italiano completamente cinese.

Quattro goal, di cui due realizzati da italiani, e uno assegnato con la Line Tecnology. Un palo. Le polemiche per alcune scelte arbitrali (gli interisti contestano, e non poco, l’extra recupero concesso da Orsato). Le lacrime di Mauro Icardi, meglio di qualunque altra parola.

Inter-Milan, anticipo del 32esimo turno di Campionato, insomma, non potrà non far parlare di sé anche nei prossimi giorni, nonostante lo spettacolo non sia stato di casa nella scala del calcio.

Lo guarderanno e lo riguarderanno i nerazzurri, per capire come hanno fatto a non portarsi a casa i (meritati) tre punti dopo che conducevano 2-0 all’83’, e avevano fallito – molto grave l’errore di Perisic – più di una chance per fare tris.

Se lo spulceranno bene anche i rossoneri, per godersi l’incredibile rimonta (quasi storica, perché poche volte nessuno è riuscito a rimontarlo segnando due reti dopo l’80’), per capire i gravi errori offensivi e difensivi del primo tempo, il grande cuore e forza di volontà della ripresa, diventato un tratto distintivo del diavolo targato Vincenzo Montella.

E alla fine il punticino non dispiace al Milan, che resta davanti ai cugini di due lunghezze e hanno un calendario forse più agevole, ma non condanna definitivamente neanche l’Inter, perché anche le dirette concorrenti per l’Europa League, Lazio e Atalanta, hanno fatto “X”.

Tutta la responsabilità su Pioli, e il Milan ride

Cosa è successo al “San Siro”, dunque? I rimpianti sono tutti dei ragazzi di Stefano Pioli, incapaci di portarsi a casa un successo che sembrava praticamente fatto.

Già, perché dopo un primo tempo in cui i nerazzurri sono stati cinici e spietati, sfruttando al meglio le uniche due occasioni create dalle parti di Donnarumma, nella ripresa, seppur mostrando una qualità superiore a quella avversaria, hanno commesso tre errori fatali: non chiudere il match con le due-tre situazioni create nei primi 20′, decidere di controllare l’ultima parte di partita senza praticamente mai più affondare i colpi.

Ed emblematico, a riguardo, è stato il cambio di Joao Mario (uno dei migliori in campo) con Murillo, un difensore.

Essere disattenti in occasione dei due calci piazzati che hanno consentito a Romagnoli prima e Zapata poi di segnare.

Restano solo le lacrime di capitan Icardi, e il fatto che da via Durini si è raccolto due miseri punticini nelle ultime quattro partite. Ma questo pareggio fa più male della sconfitta contro il Crotone di domenica scorsa.

Il Milan, invece, porta a casa un pareggio che sa di vittoria. Ottenuto in rimonta come spesso è accaduto questa stagione (anche nella Torino granata era sotto di due reti a fine primo tempo), e con quelle doti di casa a Milanello. Quella volontà e voglia di lottare fino alla fine che stanno consentendo ai rossoneri di sopperire all’obiettiva mancanza di qualità.

E che è emersa anche nel primo tempo. Perché il pareggio non cancella gli errori commessi nella prima frazione, dove si è vista una squadra sì propositiva con i pimpanti Suso e Deulofeu, ma lenta nel far girare la palla, in difficoltà a centrocampo specie con Sosa e per colpa della vitalità di Joao Mario, disattenta in occasione di entrambe le marcature nerazzurre. Cosa fa De Sciglio in occasione della rete di Candreva? Come è piazzata la retroguardia milanista sul raddoppio di Icardi? Mistero.

Nella ripresa, poi, Bacca e compagni non subiscono il pugno definitivo, restano a galla e colpiscono alla fine. Con due ganci sotto la cintura che hanno provocato un dolore indescrivibile al popolo interista.

La metafora pugilistica non è casuale. Il Milan di questa stagione è un po’ come quel pugile che incassa tanti e tanti pugni, tracolla, non alza bandiera bianca e improvvisamente piazza una serie di montanti che fanno rumore.

Top e flop

Top

Joao Mario: il valore aggiunto dell’Inter per 70′. Grande partita di quantità e qualità per il centrocampista nerazzurro, presente in tutte le azioni offensive dei suoi. Poi Pioli decide di toglierlo, e fa male…

Deulofeu: è di gran lunga il più pericoloso del Milan in tutti i 100′. Nel primo tempo prende un palo, e nella ripresa costringe Handanovic a una bella parata.

Flop

De Sciglio: male sia in fase offensiva che in quella difensiva. Grave il suo sbandamento sul goal di Candreva. Non in grande giornata.

Bacca: presenza quasi impalpabile quella dell’attaccante colombiano. Si muove tanto, ma non lo fa bene e in area dà sempre la sensazione di non essere pericoloso.

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