Alessandro Di Battista si smarca pubblicamente dall’agenda “di guerra” statunitense che accomuna la politica italiana da destra a sinistra, sindacati e cespugli compresi.

“Comunque la pensiate su Putin, scrive Alessandro Di Battista su facebook, dovreste riconoscere che per la pace a livello mondiale una Russia forte politicamente è fondamentale. Guardate la crisi venezuelana. Senza Putin già ci sarebbe stato un intervento armato USA (che non escludo purtroppo ancora del tutto). Qua non si tratta di stare o non stare con Maduro. Io non l’ho mai difeso come non ho mai difeso Gheddafi (e ovviamente non li sto paragonando). Qua si tratta di evitare che il Venezuela già martoriato dalle violenze possa diventare una Libia sudamericana”.

Una presa di posizione coraggiosa e intelligente, quella del grillino, che fa a cazzotti con gli immancabili deliri russofobi buona parte degli esponenti dei partiti e degli opinionisti italiani, a cominciare da Emma Bonino, sempre in prima fila quando si tratta di perorare le cause care a Washington e a quel deep state che in politica estera sta costringendo Donald Trump ad adottare la scellerata linea clintoniana.

Ancor più lucide e condivisibili, sono le parole di Di Battista sul disastro libico. “Guardate la Libia oggi. Nessuno sostiene, continua il post, che fosse un paradiso sotto Gheddafi ma non era l’inferno che è adesso, un inferno creato ad hoc dai francesi con quell’intervento armato scellerato avallato purtroppo da collaborazionisti degli interessi di Parigi come Napolitano o da codardi come Berlusconi. Oggi, a distanza di anni da quella guerra infame, tutti dicono che le bombe sulla Libia non vennero sganciate per i diritti umani violati ma per il petrolio. L’Italia ci ha rimesso. Ci ha rimesso l’ENI e ci ha rimesso la sicurezza nazionale con l’aumento dei flussi migratori. Ci ha rimesso anche la popolazione libica non scordiamolo”.

Dibba ne ha anche per la Francia e per il tuttologo Saviano: “Poi è venuta fuori un’altra storiaccia. Gheddafi stava pensando di proporre a diversi paesi africani l’utilizzo di una nuova moneta agganciata al dinar libico. In pratica stava portando avanti un progetto che avrebbe messo in pericolo il Franco delle Colonie, la moneta che si stampa ancora oggi a Lione e che viene utilizzata da 14 paesi dell’Africa nera. Pensate che Maduro (che ha commesso svariati errori politici) lo si voglia buttare giù per altro rispetto alla questione petrolifera? Siamo seri per cortesia. Questo può provare a farlo credere soltanto Saviano”.

“L’Italia, conclude il pentastellato, inviando un messaggio chiaro ai suoi compagni di partito al governo, ha il dovere di scongiurare qualsiasi ipotesi di intervento armato in Venezuela. Sarebbe una tragedia ancor peggiore per la popolazione. Questo Putin l’ha capito, Macron evidentemente no”.

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