Luigi Di Maio

“Fuori i prenditori dallo Stato” ha scritto il vice premier nonché Ministro del Lavoro Luigi Di Maio in un post pubblicato sul blog dei 5 Stelle e su Facebook.

“Chi stava al governo li ha sempre protetti. I privilegi dei prenditori vengono pubblicati e saranno eliminati. Chiedo ai Benetton di pubblicare i nomi di tutti i politici e di tutti i giornali finanziati nel corso di questi anni.”

Di Maio prosegue parlando di un’altra piaga italiana: quello dei grandi imprenditori che non rischiano mai nulla di tasca propria.

“L’imprenditore a rischio zero è un’invenzione tutta italiana. Di solito è amico di quelli che furono i partiti di governo, non disdegna di assumere nelle sue aziende uomini di partito (trombati o meno) finanzia lautamente in maniera opaca o meno i partiti e i giornali a loro collegati e infatti il suo nome non compare quasi mai nella carta stampata” afferma Di Maio.

“Chiamiamolo col suo nome: PRENDITORE. I prenditori hanno preso possesso delle infrastrutture italiane, pagate dai nostri nonni e dai nostri padri, e grazie a politici compiacenti le hanno trasformate in macchinette mangiasoldi dei cittadini” aggiunge Di Maio. “I prenditori delle autostrade, per un decennio, ci hanno fatto pagare i pedaggi molto più cari di quanto avremmo dovuto. Con il benestare della mala politica dei vecchi partiti  hanno anche fatto molto meno manutenzione di quanto avrebbero dovuto. In cambio hanno preso miliardi che fino al 2012 hanno dichiarato in una holding con sede in Lussemburgo.”

Di Maio poi si scaglia contro Renzi: “E la cosa più grave è che chi stava al governo li ha sempre protetti, addirittura fino all’anno scorso con il governo di Renzi che ha dichiarato solo dieci giorni fa: “Quando e perché è stata prorogata la concessione? Nel 2017, seguendo le regole europee, dopo un confronto col commissario UE Vestager (altro che leggina approvata di notte, è una procedura europea!), si è deciso di allungare la concessione di quattro anni, dal 2038 al 2042, in cambio di una fondamentale opera pubblica”. Bravo! Anziché preoccuparsi dei piccoli imprenditori e dei loro drammi quotidiani, hanno pensato a prolungare, mantenendoli secretati, i privilegi dei prenditori”.

Di Maio ha poi replicato a Giovanni Toti, presidente della Liguria, il quale ha chiesto che sia Società Autostrade a ricostruire il ponte.

Toti vuol far ricostruire il ponte Morandi ad Autostrade? Lo dica alle famiglie delle vittime. A rifare il ponte dovrà essere un’azienda di Stato.

 

Di Maio ha poi approfondito il proprio pensiero con un altro post su Facebook.

Danilo Toninelli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è concorde con il vicepremier sulla necessità di far ricostruire allo Stato.

 

“Oggi a Montecitorio l’ho ribadito: è una svolta storica. Su sito mitgov finalmente piena trasparenza per tutti gli atti delle concessioni autostrade. I cittadini capiranno come e perché i “padroni del casello” hanno fatto profitti immani alle loro spalle. Ed è solo l’inizio.”

Toninelli ha poi approfondito il proprio pensiero con un altro tweet

 

 

“La costruzione delle #autostrade è stata pagata con soldi pubblici, recuperati circa 20 anni fa. Poi sono state cedute ai privati che ci hanno fatto profitti immani. I pedaggi andavano ridotti drasticamente molti anni fa”

Toninelli poi scrive un lungo post molto dettagliato di feroce critica al sistema di connivenze politico-economiche, da tempo un cancro di questo Paese.

Massimiliano Greco

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