Luigi Di Maio

Riaprire il Parlamento ad agosto ed approvare subito la legge che prevede la presenza della polizia giudiziaria a bordo delle navi Ong. Lo chiede, in un video su Facebook, il vicepresidente della Camera M5S Luigi Di Maio.

“Le condotte irregolari di alcune ONG noi le avevamo denunciate quattro mesi fa. A sostegno dell’allarme lanciato dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro. E avevamo chiesto di mettere in condizioni le procure siciliane di poter accertare i fatti. Per tutto questo siamo stati accusati e insultati in ogni modo. Ma alla fine avevamo ragione noi”, spiega Di Maio.

“Ora, sia chiaro, io non pretendo alcuna scusa. Non mi interessano le scuse. Ma mi auguro innanzitutto che la politica e tutti coloro che non hanno perso occasione di infangare il nome di un illustre magistrato, si scusino con il procuratore Zuccaro, che per primo ha denunciato i fatti. Questo è il primo passo per rimettere le cose al loro posto. In alcune intercettazioni in mano ai magistrati, si ascoltano membri dell’equipaggio della Ong dire: ‘Non è nostro compito contribuire alle indagini, non daremo foto degli scafisti'”, prosegue l’esponente campano del M5S.

“Queste intercettazioni, conclude Di Maio, dimostrano una cosa: che sulle operazioni di salvataggio o traghettamento nel Mediterraneo serve un controllo della nostra polizia per combattere concretamente lo sporco lavoro dei trafficanti. E, se necessario, anche uomini della nostra intelligence. Serve una Legge, non un futile codice di condotta. Di questo gioverebbero anche tutte quelle organizzazioni che svolgono correttamente le loro attività umanitarie”.

Le notizie sul coinvolgimento di “Medici senza Frontiere” nell’inchiesta della Procura di Trapani che ha portato al sequestro della nave Iuventa dell’organizzazione non governativa tedesca Jugend Rettet e il clima diffuso di ostilità che si è creato intorno alle Ong e ai loro difensori ad ogni costo, hanno provocato “smarcamenti” pubblici anche nel Pd.

Lo stesso segretario Matteo Renzi ha cambiato decisamente toni e linguaggio rispetto a qualche tempo fa. “Se qualcuno tra le molte Ong che lavorano bene hanno contatti e frequentazioni con scafisti, come potrebbe essere da quanto emerge, tuona Renzi, bisogna usare il pugno di ferro nel far rispettare le regole”.

Un cambio di rotta che provoca l’immediata reazione di Luigi Di Maio: “Pugno di ferro? Faccia di bronzo! Quando sollevai io il tema in aprile si mise a sparare a zero sul Movimento 5 Stelle e sulla mia persona. Prima mi attaccava, oggi fa il pappagallo”.

Sembrano lontani un secolo quei giorni. “Il vicepresidente della Camera, attaccò Renzi, sta cercando di fare uno spot. Non ha un’idea di Europa. Guardano i sondaggi, vedono che la questione migranti attira l’attenzione della gente e ci si buttano”.

A quattro mesi di distanza, usando la sua stessa logica, ci si è buttato anche lui.

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