Riguardo il salvataggio delle banche italiane in difficoltà, Di Maio sostiene che gli obbligazionisti, se gli investitori privati o istituzionali, non dovrebbero essere vittime di un bail-in, che potrebbe portare a grandi perdite sul lungo periodo.

“Un bail-in ora non può essere fatto. Sarebbe il colpo finale ai risparmiatori “, ha detto Di Maio.

Poi Di Maio afferma che qualsiasi danno agli investitori privati creerebbe problemi perché “i cittadini pagherebbero per errori non hanno commesso.”

Ma ha anche detto, suscitando le perplessità perfino del Financial Times, che pure le istituzioni, come ad esempio i gestori di fondi, anche straniere, dovrebbero essere risparmiate, sostenendo che fare altrimenti causerebbe un  “problema ancora più grande in termini di investimenti stranieri, e anche per gli investimenti italiani che si trasferirebbero all’estero.”

Di Maio afferma tuttavia di credere come migliore soluzione una nazionalizzazione completa di MPS, e forse anche di altre banche. Tuttavia, una tale mossa sarebbe in contrasto con le norme comunitarie e potrebbe innescare una punizione da Bruxelles, così come l’aumento del debito in Italia, che è già tra i più alti della zona euro.

Di Maio, è per trovare una “soluzione di mercato” al problema bancario, con l’obiettivo di evitare un intervento pubblico che potrebbe essere osteggiata da Bruxelles. Anche se un meccanismo di qualche tipo infine venisse trovato, non ci sarebbero garanzie di ottenere una soluzione duratura.

“Se non ci fosse un intervento pubblico, sarebbe un’altra storia. Ma lasciare [MPS] privata con la stessa governance che l’ha distrutta, significa fare quello che abbiamo fatto in passato”, dice, riferendosi al 4 miliardi di euro prestati a MPS nel 2012.

I funzionari dell’UE sottolineano che l’Italia è libera di compensare gli investitori al dettaglio che avevano obbligazioni rischiose fraudolente.

Massimiliano Greco

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