Luigi Di Maio

Tira già aria di europee nel governo gialloverde. Luigi Di Maio, più volte accusato di andare a traino della Lega, prova a smarcarsi dal Carroccio in diretta nazionale nel salotto televisivo più rappresentativo della sinistra italiana: Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio.

Ospite del leader non ufficiale della sinistra italiana Fabio Fazio, il vicepremier Di Maio ha provato a spiegare al pubblico di Raiuno i programmi del Movimento Cinquestelle in vista delle Europee, non risparmiando alcune punzecchiature all’alleato di governo. Ad andare sotto accusa del leader politico penstastellato è la rete di alleanze costruita da Salvini con i sovranisti europei: “il sovranismo sia sul piano dell’austerity che sui flussi migratori non sta aiutando l’Italia” è uno dei passaggi chiave dell’intervista rilasciata a Fazio.

Sui flussi migratori Di Maio sostiene quella che in fondo è la linea ufficiale del governo Conte: gli sbarchi devono essere sostenuti da tutti i paesi Europei, “se di 60 persone ogni paese ne prende 3, abbiamo risolto il problema” dice il leader pentastellato, secondo il quale il sovranismo entra in corto circuito quando Orban, che dovrebbe essere sovranista come Salvini, nega il suo appoggio all’Italia sui flussi migratori. Poi ribadisce che la linea dei Cinquestelle è che “chi sbarca in Italia entra in Europa”.

Di Maio non risparmia critiche all’alleato di governo anche su altri temi: propone una flat tax “progressiva” per aiutare il ceto medio e ritorna sulla Tav: “veniamo da anni di soldi spesi male – dice il leader pentastellato – sulla Tav abbiamo fatto un’analisi costi benefici, ma è fondamentale il dialogo Italia-Francia”, ma rilancia lo sblocca-cantieri che dovrebbe “consentire a più persone di lavorare”. Il vicepremier spende belle parole anche per Saviano: “in passato abbiamo avuto delle discussioni, ma riconosco il suo lavoro contro la camorra”, dichiarazioni che non faranno molto piacere al Ministro degli Interni.

Incalzato sulle europee Di Maio rinnega i colloqui con i gilet gialli: “abbiamo scoperto che ci sono dei violenti tra di loro” e spiega che ci sono altri movimenti in Europa con i quali si può collaborare. Una marcia indietro utile ai Cinquestelle per preparare al meglio la campagna elettorale per le europee, puntando a raccogliere il consenso di quel ceto medio-alto che lo ha premiato alle politiche del 2018 e che non ama le prese di posizione troppo “rivoluzionarie”.

La tenuta del governo dovrebbe tuttavia non essere in discussione, all’interno dell’alleanza fra Lega e Cinquestelle ognuno fa il suo gioco, ma a nessuno dei due soci conviene rimettere il mandato nelle mani di Mattarella a breve termine. Il rischio di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano è troppo alto.

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