Massimiliano Allegri

Ma Dio ci salverà dalle inglesi?

La Coppa dei Campioni, dopo i soliti due mesi di ferie, è tornata e, dopo i primi quattro turni degli ottavi di finale, la domanda da porsi è proprio quella in cima a questo articolo.

C’era da chiederselo già al termine della fase a gironi, allorché le cinque compagini della Premier League avevano dimostrato di essere in salute, qualificandosi – Chelsea a parte – prime nei propri raggruppamenti, e niente affatto con le noccioline.

Adesso, però, attendendo l’interessante scontro tra Montella e Mourinho in Siviglia-Manchester United e l’affascinante sfida tra Antonio Conte e il Barcellona di settimana prossima, il quesito riprende forza.

Vuoi perché il Tottenham ha il 51 per cento di eliminare la Juventus nello scontro dopo il 2-2 all’Allianz Stadium, vuoi perché City e Liverpool hanno stritolato in trasferta Porto e Basilea senza troppi complimenti, vuoi perché giocano un calcio più europeo, anche perché in panchina hanno allenatori non autoctoni. Sarà solo un caso?

E il Real Madrid? I due volti campioni d’Europa e del mondo sono ancora vivi per sfortuna del Paris Saint Germain. Ronaldo segna anche con i gollonzi (a proposito, ha fatto 100 e 101 con i Blancos nella Coppa dalle grandi orecchie), e gli arbitri gli danno pure una mano.

Basilea-Manchester City 0-4

La capolista d’Oltremanica ci mette appena 23 minuti a mettere in cassaforte il passaggio del turno, nonostante il 5-4-1 messo in campo dagli svizzeri. Troppo forti i citizens di Guardiola rispetto agli avversari in qualità, possesso palla – alla fine sarà 70 a 30 per gli inglesi – tattica e tecnica, ma questo lo si sapeva già. Domandina, quindi: davvero il City non è pronto per vincere la Champions League come dice il suo allenatore?

Porto-Liverpool 0-5

Spostandoci, nel giro di 24 ore, dalla Svizzera al Portogallo, il risultato non cambia. C’è sempre la solita formula matematica.

Il Porto deve alzare subito bandiera bianca contro i Reds, che quel genio della panchina che corrisponde al nome di Jurgen Klopp continua a far giocare bene, con ottima densità di gioco, sempre proiettato all’attacco e, almeno ieri, anche equilibrato quando si tratta di difendere.

È andato via mister 160 milioni di euro Coutinho, ma il vero affare nella città dei Beatles lo hanno fatto in estate prelevando Mohamed Salah dalla Roma pagandolo un’insalata. E pure a Roma se ne stanno rendendo conto, perché il 25enne egiziano delizia non soltanto in Inghilterra, ma anche fuori dai confini inglesi. E occhio pure a Firmino, per nulla uno sprovveduto…

Real Madrid-Psg 3-1

È l’ottavo di finale più affascinante, se non altro perchè si affrontano due allenatori sulla graticola.

Ed emozioni e momenti vibranti non sono mancati. Tutto sommato, però, è stata una partita al contrario. Nel primo tempo sono i padroni di casa a farsi preferire, a collezionare il festival delle occasioni mancate, ma è Zidane a sentirsi in bilico con il gol di Rabiot e poi con il pareggio su rigore (quanto meno dubbio) di Cristiano.

Nella ripresa, i parigini mostrano più coraggio, Mbappè entra nel vivo del gioco ma devono arrendersi a una rete di ginocchio sempre di Cristiano e a un tiro deviato di Marcelo. Episodi. Dettagli. Fortuna, se volete. E adesso è Emery a vedere i fantasmi dei ricchissimi sceicchi.

Nel complesso, le merengues sono apparse più squadra. I transalpini con buona personalità, ma un po’ fragilini in difesa. Possono rimontare, certo, ma è assai difficile.

Juventus-Tottenham 2-2

La classica gara che non ti aspetti, soprattutto dopo i primi 10 minuti. Sembra l’ennesima serata di gala per Massimiliano Allegri, che senza Dybala, Cuadrado e Matuidi, non sceglie tanta legna a centrocampo affidandosi al 4-2-3-1 con la fantasia a farla da padrone. L’incipit di match gli dà ragione, tanto più che Higuain sembra esser super ispirato e gli inglesi deboli come sempre in trasferta.

Due reti subito, sembra una passeggiata. Poi, però, i ragazzi di Pochettino carburano, salgono di tono nelle zone nevralgiche del campo, la mettono sulla forza fisica, e fanno libidine con Eriksen, Kane e Ali.

I sei volte Campioni d’Italia soffrono, concedono troppo e, purtroppo per loro, sbagliano pure troppo. Persino un rigore, proprio con il Pipita. Poteva essere la mazzata decisiva, il 3-1 che tanto avrebbe potuto dire. Invece finisce 2-2, con tante recriminazioni, e tanti interrogativi.

I bianconeri sono più forti degli inglesi, ma questo Tottenham l’impresa la può fare davvero. Ha il 51 per cento di possibilità di sbattere fuori Buffon e compagni, anche grazie al calore del pubblico amico tra tre settimane, nella bella Wembley. Che da Vinovo sperano di esorcizzare affinché non sia come Monaco di Baviera nel 2016.

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