Vitalizi addio

L’ufficio di presidenza della Camera ha approvato la delibera del presidente Roberto Fico che taglia i vitalizi degli ex deputati, ricalcolando gli assegni percepiti in base al metodo contributivo. I sì sono stati 11 (9 della maggioranza gialloverde M5s e Lega, 1 del Pd e 1 di Fdi). I deputati di Forza Italia si sono astenuti.

Il taglio, al momento, interessa 1240 ex deputati. Gli ex senatori sono ancora al “riparo” perché, a Palazzo Madama, il presidente, la forzista Maria Elisabetta Alberti Casellati, temporeggia, temendo l’anticostituzionalità della “sforbiciata”.

Il presidente della Camera Fico, esulta: “Finalmente ripariamo a un’ingiustizia sociale”.

Durante l’esame della delibera in Ufficio di presidenza è stato approvato l’emendamento a firma di Ettore Rosato del Pd che prevede un aumento dell’assegno fino al 50%, dopo il ricalcolo su base contributiva, “se viene provata una situazione di particolare difficoltà” dell’ex deputato.

Forza Italia boccia senza appello la proposta giallo-verde. Per gli azzurri “non risponde ai criteri di legittimità costituzionale ed è certamente destinata, in questa formulazione, a essere impugnata e annullata dagli organi giurisdizionali”.

Leu, non ha partecipato alla votazione della delibera sul ricalcolo degli assegni mensili, motivando la decisione con una “mancanza di condivisione”. “Ho sempre sostenuto la necessità di tagliare i vitalizi e per tutta la scorsa legislatura mi sono battuto per arrivare a questa misura. Ma avevo chiesto, in una lettera al presidente Fico, di seguire un percorso condiviso per arrivare a una soluzione che permettesse il raggiungimento dell’obiettivo. Invece i tempi sono stati forzati, tanto che alla Camera i vitalizi saranno tagliati e al Senato no”, ha detto Luca Pastorino.

I tagli del governo giallo-verde potrebbero riguardare non solo l’entità dell’assegno ma anche il numero dei parlamentari. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, ha annunciato che il governo presenterà la proposta di riforma della Costituzione per ridurre il numero dei parlamentari portando a “400 i deputati e a 200 i senatori”, per “migliorare il processo decisionale dei cittadini”.

Luigi Di Maio parla di giornata storica. “Abbiamo abolito i vitalizi agli ex parlamentari della Repubblica. Questa è una cosa che negli ultimi 5-6 anni ci hanno detto che non si poteva fare. E invece l’abbiamo fatta. Abbiamo tolto questa ingiustizia. D’ora in poi, i parlamentari che hanno versato i contributi per tre anni in Parlamento, prenderanno il corrispettivo di quei contributi nella pensione che spetta a tutti i cittadini italiani”, ha dichiarato il capo politico del M5s.

 

 

Così Matteo Salvini, ministro dell’Interno e leader della Lega, su Facebook: “Approvato in Parlamento il taglio dei VITALIZI a 1.240 ex parlamentari: STOP a vecchi e assurdi privilegi. Con la Lega, dalle parole ai fatti!”.

 

 

Sul piede di guerra gli ex parlamentari che, in un Paese in cui si muore ancora di lavoro per pochi euro, hanno annunciato una class action contro i membri dell’ufficio di presidenza. Per Antonello Falomi, presidente dell’associazione che li rappresenta, “quella di oggi è una brutta pagina della storia di questo nostro disgraziato Paese. Le vere vittime non sono gli ex deputati, persone piuttosto anziane molte delle quali hanno gravi problemi di salute e di assistenza. Le vere vittime sono i cittadini italiani. Per loro non ci sarà più certezza dei diritti stabiliti dalle leggi. Per loro non ci saranno più parlamentari liberi di svolgere in piena autonomia il loro ruolo, ma parlamentari sottomessi ai condizionamenti economici e ai ricatti delle lobby e dei potenti di turno”.

“Adesso, aggiunge Falomi, parleranno avvocati e giudici e quando la legalità costituzionale sarà ripristinata chiederemo conto a quanti hanno alimentato una indegna campagna di criminalizzazione della politica e del Parlamento”.

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