Il decreto Sicurezza diventa legge passando agevolmente alla Camera. A Montecitorio, con la blindatura della questione di fiducia, non ci sono sgambetti o mal di pancia palesi. 336 i voti a favore, 249 quelli contrari. Nessun astenuto. Le opposizioni masticano amaro e accusano la maggioranza di barattare i provvedimenti. Tiene meglio del previsto il Movimento Cinque Stelle, il cui patto di governo con la Lega, che ha voluto fortemente questo pacchetto di misure, appare più solido.

A votare per la fiducia al governo sul decreto sicurezza sono stati i deputati M5s e Lega, più 3 del gruppo Misto (Maie) (Salvatore Caiata, Antonio Tasso e Catello Vitiello). A Montecitorio la maggioranza può contare su 346 voti. Contrari Fratelli d’Italia, Pd, LeU, Forza Italia ed esponenti del gruppo misto. Non hanno partecipato al voto 3 deputati della Lega e uno del Movimento 5 stelle, mentre gli assenti, perché in missione, sono stati uno del Carroccio e 7 dei pentastellati. Fratelli d’Italia e Forza Italia votano contro, ma solo perché è stata posta la fiducia.

“Questo decreto, rivendica il capogruppo leghista Riccardo Molinari, lo votiamo con rabbia ed orgoglio”. E ancora: “La nostra terra tornerà ad essere casa nostra e non terra di nessuno”.

 

IN DIRETTA il mio intervento in dichiarazione di voto sulla questione di fiducia al #decretosicurezzaGrazie a Matteo #Salvini la #Lega passa, ancora una volta, dalle parole ai fatti.#iostoconSalvini

Posted by Riccardo Molinari on Tuesday, November 27, 2018

 

“Votiamo con convinzione questa fiducia”, dice il deputato pentastellato Federica Dieni durante la dichiarazione di voto. “Non c’è nessuna ragione per non farlo: il nostro governo è riuscito a fare in 5 mesi quello che i suoi detrattori non hanno fatto in 5 anni”, aggiunge l’onorevole Deni.

 

In diretta dalla Camera, ho alcune cose da dirvi sul #DecretoSalvini che diventa legge! Siete con me?

Posted by Matteo Salvini on Tuesday, November 27, 2018

 

Soddisfatto il vicepremier Matteo Salvini, secondo il quale “il decreto darà più tranquillità, ordine e regole nelle città italiane, mettendo all’ultimo posto le questioni sull’immigrazione”.

Il decreto si compone di 39 articoli, suddivisi in 4 capitoli. Tra le misure previste spiccano l’abrogazione dell’istituto del permesso di soggiorno per motivi umanitari, il restringimento dell’azione degli Spar, il poter trattenere i migranti più a lungo nei Centri di permanenza per i rimpatri, le norme più severe per la concessione della cittadinanza, l’estensione del taser, i Daspo urbani e le norme in materia di contrasto alle mafie.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.