Si terrà domani a Roma, presso lo ‘Spazio Europa’ della Rappresentanza della Commissione europea, il Convegno internazionale ‘Tunisia: Speranza nel Mediterraneo’ promosso dalla Fondazione Bettino Craxi e patrocinato dal Parlamento europeo ed il Ministero dei beni e le attività culturali.

Un momento di studio, di riflessione e di confronto che vuole contribuire fattivamente a capire le ragioni storico – politiche che risiedono alla base della positiva evoluzione democratica del paese maghrebino e che vuole rafforzare i legami culturali, economici ed istituzionali tra la Tunisia, l’Italia e l’Europa tutta, che non può che trovare nello sviluppo e nella pacificazione della vasta area mediterranea uno sbocco alle tante crisi in atto.

Oltre alle relazioni di illustri accademici e studiosi, nazionali ed internazionali, nel corso della giornata daranno il loro contributo il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, i Ministri tunisini dei Beni culturali e degli Affari regionali e dell’ambiente, Mohamed Zine El Abidine e Riadh Mouakher unitamente a Dario Franceschini ed Angelino Alfano, il Ministro algerino degli Affari del Maghreb, dell’Unione Africana e della Lega Araba, Abdelkader Messahel, del premio Nobel per la Pace Ouided Bouchamaoui ed il direttore del Museo del Bardo Moncef Ben Moussa.

A conclusione delle sessioni mattutine, sulla scia di quanto già fatto in Francia, sarà presentato alla stampa l’appello promosso dalla Fondazione Craxi e dal Cercle Kheireddine, sottoscritto da oltre 50 personalità del mondo delle istituzioni, della cultura, dell’economia e dell’impresa, per una mobilitazione internazionale a sostegno della Tunisia’.

La Tunisia rappresenta un unicum nell’area mediterranea e l’unico esperimento felice nel complesso panorama delle primavere arabe.

Una transizione ben riuscita, la promulgazione di una costituzione all’avanguardia sul fronte dei diritti e delle libertà individuali e della donna ed una sana e responsabile dialettica politica ed istituzionale, fanno del paese magrebino un interessante argomento di studio, utile a comprendere le ragioni storico – politiche che risiedono alla base della sua positiva evoluzione democratica.

Il rapporto tra Stato e religione, il ruolo della donna e le questioni del pluralismo sono questioni cruciali che attraversano il corso dei secoli, caratterizzano i sessant’anni di indipendenza della Tunisia ed indicano l’esistenza di un forte legame tra questa terra e l’Europa.

Non è pertanto un caso se la rivoluzioni dei gelsomini ha prodotto in Tunisia una stagione costituente caratterizzata da un processo democratico e partecipativo, che ha dato corso ad una ordinata vita politica ed istituzionale, all’insegna di un dettato costituzionale che rappresenta una speranza per l’intera regione e che decreta la Tunisia come il primo paese arabo-musulmano “libero”.

L’influenza che l’esperimento tunisino potrà avere nella regione resta però tutto da capire. Al pari, bisognerà decifrare, sulla scorta delle posizioni storiche consolidate, le scelte che i paesi europei ed occidentali, su tutti gli Stati Uniti d’America, intenderanno compiere rispetto alle nuove dinamiche mediterranee e mediorientali, che rappresentano un tema non secondario negli assetti geopolitici futuri.

Il tema dello sviluppo di una cultura mediterranea resta pertanto centrale per affrontare le sfide più ardue del nostro tempo e rappresenta un imprescindibile punto di partenza per un mediterraneo pacificato, prospero, aperto ai valori condivisi dell’Occidente.

Questa giornata di studi si propone di ricostruire il contesto storico, politico, culturale e giuridico che è all’origine ed ha caratterizzato il positivo epilogo della primavera tunisina. Il convegno mira poi ad approfondire i rapporti storici tra l’Italia, l’Europa e l’occidente tutto con il vasto ed articolato mondo mediterraneo, avvalendosi altresì della documentazione archivistica emersa negli ultimi anni e delle testimonianze di importanti protagonisti istituzionali.

PROGRAMMA

9.30 Interventi di saluto:
Nicola Carnovale, Segretario Generale della Fondazione Craxi
Mourad Fradi, Presidente della Camera Tuniso-italiana di Commercio e Industria
Moez Sinaoui, Ambasciatore della Tunisia in Italia
Raimondo De Cardona, Ambasciatore d’Italia in Tunisia

I sessione 10.00 – 11.30 “La Tunisia tra storia passata e recente”
“Tunisia: Il quadro storico” – Prof.ssa Leila El Houssi, Università degli Studi di Padova
“Italia e Tunisia: Un legame lungo due secoli di storia” – Prof.ssa Bruna Bagnato, Università degli Studi di Firenze
“La Tunisia laica: da Burghiba ad Essebsi” – Mohamed Raja Farhat, Scrittore e Senior consultant per la Cultura
“Islam e politica: l’esperienza di Ennahda” – Prof. Stefano Maria Torelli, Ispi
“Oltre la cronaca: le rivolte arabe e la necessità della Storia” – Prof. Giorgio Musso, Università per gli stranieri di Perugia

II sessione 11.30 – 12.30 “La costituzione tunisina: la più bella del mediterraneo”
“La costituzione tunisina nel quadro del costituzionalismo globale” – Prof.ssa Tania Groppi, Università di Siena
“Dalla polarizzazione di visioni al peculiare rapporto Stato-religione nella Costituzione” – Dott.ssa Tania Abbiate, Max-Planck Institute di Monaco
“Uguaglianza e questione femminile nella costituzione tunisina” – Prof.ssa Eleonora Ceccherini” – Università degli studi di Genova

12.30 – 13.30 – “Presentazione dell’appello per una mobilitazione internazionale a favore della Tunisia” con:
Silvio Berlusconi, Presidente di Forza Italia
Ouided Bouchamaoui – Présidente de l’UTICA – Prix Nobel de la paix, Tunisie
Stefania Craxi, Presidente della Fondazione Craxi
Chekib Nouirà, Presidente Cercle Kheireddine
Giovanni Ottati, Presidente di Assafrica & Meditterraneo

Lunch

III sessione – 15.00 – 16.00 “La politica mediterranea”
Chair: Prof. Leopoldo Nuti
“L’Italia e la politica mediterranea” – Prof. Roberto Aliboni, Iai
“Gli Stati Uniti e la politica mediterranea” – Prof. Mattia Toaldo, European Council of Foreign Relations, Londra
“Le relazioni euro – mediterranee” – Prof. Matteo Gerlini, Università “Sapienza” di Roma
“Storia dei rapporti italo–tunisini”– Hatem Ben Salem, Directeuer Général Institut Tunisien des Etudes Stratégiques

IV sessione – 16.00 – 18.00 – Tavola rotonda: “Euromed: Politiche economiche per la democrazia e lo sviluppo”
Presiede: Alberto Negri
Angelino Alfano – Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Riadh Mouakher – Ministre des Affaires locales et de l’Environnement, Tunisie
Alberto Baban – Presidente Piccola Industria e Vice Presidente di Confindustria
Ouided Bouchamaoui – Présidente de l’UTICA – Prix Nobel de la paix, Tunisie
Abdelkader Messahel – Ministre des Affaires Maghrébines, de l’Union Africaine et de la Ligue des Etats arabes, Algérie

V sessione – 18.00 – 19.00 – Tavola Rotonda: “La Tunisia tra occidente e mondo arabo: incontro di culture e civiltà”
Presiede: Patrizio Nissirio
Dario Franceschini – Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo
Mohamed Zine El Abidine – Ministre des Affaires culturelles de Tunisie
Antonio Tajani – Presidente del Parlamento europeo
Tarak Ben Ammar – Imprenditore
Moncef Ben Moussa – Conservateur en chef du Musée National du Bardo – Tunis

 

UN COMMENTO

  1. L’esperimento della transizione democratica in Tunisia, pur tra mille difficoltà ed enormi pressioni esterne, con paesi terroristi come l’Arabia Saudita che mirava a destabilizzare il paese con gruppi terroristici per riportare l’evoluzione tunisina in un ambito islamista e wahhabita che per ora risulta fallita anche per merito del popolo tunisino che predilige i diritti civili e le libertà democratiche alla scelta islamista di una shiaria gestita da criminali e tagliagole, sta dimostrando che un paese arabo può vivere perfettamente in un sistema democratico.
    La Tunisia ha subito attacchi terroristici e potrebbe avere ancora tentativi di infiltrazione dalla Libia, completamente in balia delle orde terroristiche alimentate da Qatar e sauditi …
    Per questa ragione l’Europa dovrebbe essere più presente in tutti i modi possibili,dalla cooperazione economica a quella militare, come supporto contro i tentativi didestabilizzazione che sicuramente ci saranno ancora.
    L’Europa sempre assente quando si dovrebbe intervenire veramente ( la Siria è l’esempio più becero di sudditanza a interessi anti europei soprattutto americani e israeliani) dovrebbe invece pensare a una politica di presenza attiva in paesi come la Tunisia, l’Algeria , il Marocco e tutta la fascia nord africana senza lasciare l’iniziativa ad altri che non percorrono la strada della pace ma delle rivolte per destabilizzare l’area.
    Un Mediterraneo di pace è tutto nell’interesse europeo, mentre quello di guerra è tutto nell’interesse americano e sionista.
    Alp Arslan

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