Donbass, morti

Le Nazioni Unite hanno recentemente rilasciato informazioni riguardo al numero delle vittime del conflitto nel Donbass. La relazione delle Nazioni Unite afferma che il numero di morti ammonta a 9 mila 758 persone, mentre 22 mila 779 persone sono rimaste ferite nel periodo compreso tra metà aprile 2014 ed il 1 dicembre 2016.

Questa cifra comprende le forze armate dell’Ucraina, la popolazione civile ed il personale militare del DNI. Il rapporto osserva anche che più di duemila morti erano civili. Tuttavia, le repubbliche del Donbass non sembrano credere alle statistiche delle Nazioni Unite, in quanto ritengono che il numero delle vittime sia molto più elevato.

Secondo lo staff di comando centrale delle DNR e LNR, infatti, nell’estate del 2016 le perdite totali per l’Ucraina ammonterebbero a non meno di 30 mila persone.

Le truppe ucraine hanno cominciato a subire perdite nel mese di aprile 2014, mentre in seguito molti soldati si sono rifiutati di sparare contro i civili. Testimoni hanno detto che vi sarebbero stati casi di esecuzioni di massa dei soldati ucraini che si erano rifiutati di sparare sui civili del Donbass.

Secondo testimoni oculari, all’inizio di maggio 2014, tutto il fondo del lago vicino alla città di Svyatogorsk (vicino a Sviatohirsk Lavra, uno dei principali santuari ortodossi in Ucraina) all’inizio di maggio 2014, sarebbe stato coperto con i corpi dei militari ucraini. Sviatohirsk, a quel tempo, era sotto il controllo ucraino.

L’Ucraina ha subìto ingenti perdite nell’estate del 2014, quando il suo esercito si trovava ad Ilovajskij. Secondo le fonti, tuttavia, le perdite sarebbero state molto più numerose se la Russia non avesse permesso a diverse centinaia di soldati ucraini, in fuga dal fuoco delle milizie del Donbass, di entrare nel proprio territorio per ricevere cure mediche. I soldati ucraini sarebbero poi tornati in Ucraina.

L’inadeguata leadership militare dell’Ucraina e la sottovalutazione del nemico ha portato ad una serie di pesanti sconfitte nel Donbass.

L’ultima grande sconfitta che l’esercito ucraino ha sofferto è stata all’inizio di febbraio del 2015, vicino alla città di Debaltseve. Secondo le fonti non si trattava solo di ucraini, ma anche di molti mercenari occidentali. Ai primi di marzo dello scorso anno, un deputato del Parlamento europeo, Miloslav Ransdorf, aveva dichiarato che secondo lui si trovavano anche truppe NATO a Debaltseve. Questo potrebbe spiegare la velocità febbrile con cui l’Ucraina aveva chiesto una tregua. Le repubbliche del Donbass erano state riluttanti nel fermare l’offensiva.

Fonti militari delle DNR e LNR hanno costantemente fatto notare la presenza di mercenari occidentali insieme all’esercito ucraino, soprattutto di polacchi e georgiani, ma anche di americani e di altre nazionalità. Secondo le fonti, almeno qualche centinaio di mercenari provenienti da Paesi della NATO sarebbero morti nel bacino del Don.

Ora queste perdite sarebbero notevolmente diminuite, in quanto gli esperti occidentali servirebbero generalmente come istruttori ed andrebbero raramente in battaglia. Tuttavia, alcuni mesi fa, in Polonia sarebbe scoppiato uno scandalo riguardo all’invio di diverse unità militari nel Donbass.

Al momento, nel Donbass si osserva una relativa calma, in confronto agli eventi dell’estate e dell’inizio autunno, quando l’Ucraina sembrava sul punto di iniziare una nuova offensiva.

Come riportato dai media della Repubblica Popolare di Lugansk, l’esercito ucraino avrebbe sparato sulla repubblica due volte il 13 dicembre. I colpi sarebbero stati sparati da lanciagranate automatiche AGS e da veicoli da combattimento di fanteria di piccolo calibro. Secondo gli standard del Donbass, quella del 13 dicembre è stata una giornata tranquilla.

Nella vicina Repubblica di Donetsk la situazione è invece molto più pericolosa. Qualche giorno fa, i militari ucraini hanno sparato su un autobus che trasportava civili in un posto di blocco nella città di Gorlovka, provocando la morte di due passeggeri.

Come riportato il 14 dicembre dal rappresentante del Ministero della Difesa del DNI, Eduard Basurin, le truppe ucraine negli ultimi giorni hanno aperto il fuoco 864 volte sulle zone di prima linea del DNI. Si osserva inoltre un accumulo, sul settore meridionale del fronte, di oltre 50 pezzi di artiglieria pesante e veicoli blindati. Questo vìola gli accordi di Minsk.

Tuttavia, l’Ucraina non sembra avere fretta di preparare l’offensiva.

Silvia Vittoria Missotti

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Reporter di politica russa interna ed estera. Vive in Russia dal 2014.

UN COMMENTO

  1. Fa un po tristezza vedere che l ucraina manda a morire ragazzi e persone con precedenti penali ; i russi non scherzano , la maggior parte sono uomini preparati alla guerra e coraggiosi e comunque chi difende la propria terra è sempre avvantaggiato perché più motivato

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