Aleksandr Zakharchenko

l 31 agosto, nel centro di Donetsk, nel Donbass, si è verificata un’esplosione nel ristorante “Separ” (abbreviazione di “separatista”), nella quale è rimasto ucciso il capo della Repubblica Popolare di Donetsk (DPR), Aleksandr Zakharchenko. È morta anche la sua guardia del corpo, mentre alcuni civili sono rimasti feriti.

Aleksandr Zakharchenko (42 anni) è stato un simbolo della resistenza del Donbass al regime ucraino, salito al potere a seguito del colpo di stato filo-americano. La firma di Zakharchenko è anche sotto gli accordi di Minsk, che l’Ucraina aveva chiesto di stipulare per salvare i resti del suo esercito.

Gli ufficiali della DPR hanno parlato di lui con ammirazione. Zakharchenko, a detta di molti, era coraggioso in battaglia ed era dotato di grande fascino. Ha goduto di un’immensa popolarità tra la popolazione civile. Zakharchenko era il leader indiscusso e lo stendardo di entrambe le repubbliche del Donbass.

Pertanto, la sua eliminazione, anche con mezzi terroristici, è stata molto utile all’Ucraina. Mentre la sua morte rappresenta un lutto per le repubbliche del Donbass e per la Russia, per l’Ucraina è invece una vittoria.

Zakharchenko, poco prima della sua morte, aveva detto: “Loro (gli ucraini) non hanno potuto sconfiggerci in battaglia, quindi ci prendono (cioè commettono atti terroristici) qui”. Le sue parole si sono rivelate profetiche: i servizi speciali ucraini hanno “preso” il capo della DPR nella stessa Donetsk.

Il noto parlamentare ucraino Igor Mosiychuk, uno dei creatori del battaglione Azov, il giorno dopo la morte di Zakharchenko ha sollecitato le autorità ucraine ad ammettere apertamente che l’attentato è stato opera dei servizi segreti militari dell’Ucraina.

Ma Mosiychuk ha anche dimostrato l’incoerenza degli interessi ucraini: infatti, anche se l’Ucraina conduce da tempo una strenua caccia ai “terroristi” separatisti delle repubbliche del Donbass, è restia ad ammetterlo. Più di dieci importanti personaggi e comandanti delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk sono stati uccisi dai servizi speciali ucraini.

A metà aprile di quest’anno, il capo del servizio stampa della MGB (Ministero della sicurezza di Stato) della Repubblica di Lugansk (LPR), Yevgenij Lyubenko, aveva riferito che l’intelligence della Repubblica aveva ricevuto informazioni su attacchi terroristici pianificati a danno dei capi delle DPR e LPR. Secondo il MGB della Repubblica di Lugansk, la liquidazione dei capi delle repubbliche è affidata alle strutture private dai servizi speciali dell’Ucraina.

In questo si può notare una certa influenza straniera. I metodi della guerra terroristica degli ucraini, infatti, sono appresi dagli inglesi e dagli americani. I loro istruttori militari stanno addestrando l’intelligence militare dell’Ucraina ad organizzare una guerra terroristica. Pertanto, riconoscere, come richiesto da Mosiychuk, la responsabilità ucraina nell’omicidio di Zakharchenko, significherebbe suscitare interesse in una possibile connessione con il terrorismo di stampo anglo-americano.

Con l’omicidio di Aleksandr Zakharchenko, l’Ucraina ha violato il principio di base degli accordi di Minsk sul cessate il fuoco. Non a caso, subito dopo l’omicidio del leader della Repubblica Popolare di Donetsk, l’Ucraina ha condotto esercitazioni militari dimostrative e ha trasferito attrezzature militari ai confini della repubblica stessa. Questo può essere letto come una provocazione alle repubbliche del Donbass, da parte dell’Ucraina, a interrompere il relativo cessate il fuoco.

Un altro motivo per l’atto terroristico ucraino a Donetsk è la campagna, iniziata quest’anno, per l’elezione del presidente dell’Ucraina nel 2019. Per l’attuale presidente, Petro Poroshenko, l’eliminazione dei leader del Donbass significherebbe aumentare la propria popolarità tra gli ucraini e, nonostante non ammetta apertamente questo gioco, gli ucraini lo capiscono. Nel frattempo, l’Ucraina stessa si sta trasformando nel Paese più povero e corrotto in Europa. Pertanto, il terrorismo diventa un modo economico ed efficace per aumentare la popolarità dell’attuale presidente filoamericano.

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