Cinquantanove missili da crociera “Tomahawk” sono stati lanciati intorno alle due di notte ora italiana dalle unità della Sesta Flotta Usa USS Ross e USS Porter contro la base aerea siriana di Al-Sharyat, a 38 Km a Sud-Est di Homs.

Stranamente, l’effetto di questa salva offensiva è stato incredibilmente limitato.

A quanto rivelato poche ore fa dal Maggior Generale Igor Konashenkov durante una conferenza stampa ben 36 dei 59 vettori lanciati sarebbero caduti lungo il tragitto.

Se la cosa trovasse ulteriori conferme ci troveremmo di fronte a un fatto di enorme imbarazzo per la U.S. Navy e per il prestigio dell’industria bellica a stelle e strisce.

Ma non solo, le foto pubblicate la mattina dopo dalla SANA e i filmati che hanno fatto loro seguito mostrano una struttura sì colpita ma lungi dall’essere stata devastata: hangar rinforzati con segni di danno ma tuttavia integri, diversi Su-22 intatti ricoverati sotto di essi, nessuna traccia di carcasse di aerei o elicotteri sulle piste, a loro volta non craterizzate e, infine, le batterie di missili antiaerei intatte e apparentemente efficienti intorno alla struttura.

Il bilancio delle vittime viene dato, alternativamente, a quattro militari e due civili, oppure a tre militari e due civili; alcune ore dopo l’attacco ha iniziato a circolare una foto di tre giovani in uniforme militare siriana, accreditata come quella dei martiri militari.

Molto strana, inoltre, la decisione di far volare i missili a bersaglio dal Mediterraneo e non dal Golfo Persico, dove la Quinta Flotta Usa ha base in Bahrein. Dal Golfo infatti lo stormo di cruise avrebbe dovuto sorvolare l’Arabia Saudita (protettore dei terroristi e ferocemente anti-Assad) e sarebbe penetrato in Siria dal poroso e deserto confine sudorientale.

Invece col lancio dal Mediterraneo i Tomahawk sono stati avvistati subito dai radar delle unità russe presenti davanti alle coste siriane (che avranno avuto agio a disturbarne il volo con le contromisure elettroniche) e inoltre sono passati sopra le zone più popolose e difese della Siria.

Il numero altissimo di missili caduti (deviati, intercettati o guasti), il numero bassissimo di perdite umane, le distruzioni molto limitate e l’assenza di apparecchi distrutti all’aperto fa pensare alla possibilità di un attacco quasi concertato, effettuato per consentire a Trump di segnare un punto a favore nella sua lotta con lo “Stato Profondo” innervato specialmente tra CIA e Dipartimento di Stato.

Naturalmente questa è una pura supposizione.

Non è invece supposizione quella riguardante un preavviso di Washington a Mosca prima di procedere con lo ‘strike’, visto che la cosa è confermata anche dal network americano ABC.

Di norma nelle aggressioni militari USA i ‘cruise’ danno il primo colpo distruggendo radar, postazioni antiaeree e ogni tipo di struttura comunicativa o di intelligence, poi partono i bombardamenti strategici e quindi la campagna aerea vera e propria condotta coi cacciabombardieri.

Niente di tutto questo sta succedendo né vi sono segni di portaerei in viaggio per la zona, anzi, da pochi minuti il Presidente Usa ha dichiarato che “non intende ripetere l’attacco”.

Certamente oggi si è assistito a una grave violazione del Diritto Internazionale, a una aggressione militare ingiustificata, ma di certo non è cominciata la guerra contro la Siria.

 

UN COMMENTO

  1. Mi pare una ricostruzione perfetta … constatando le ridicole distruzioni e soprattutto la dinemica dell’attacco parrebbe di capire che era una farsa … In effetti Putin ha acconsentito che Trump usasse “malamente” 59 missili dal costo esorbitante per raggiungere un risultato ridicolo.
    La Siria con questo “attacco” non ne esce colpita affatto, può continuare a sconfiggere i terroristi tranquillamente e usare la base aerea da subito visto che danni non ne sono stati fatti.
    In questa vicenda si vede quanto Putin e Trump lavorino in coordinamento … a parte le successive conseguenze di facciata non credo che Trump ci riprovi … non è autorizzato da Putin …
    uno sberleffo alla faccia di certi sui alleati come i sauditi o i sionisti che immaginavano chissà quale inizio di riscossa e ora vedranno che era solo un bluf a uso interno di olitica americana.
    Putin è sicuramente una volpe ….
    Alp arslan

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