Propaganda del Falun Gong a Milano nel 2016.

E’ opinione di tutti, non soltanto in Occidente, che i disabili rappresentino una categoria meritevole di rispetto e di aiuto da parte delle rispettive famiglie, della società e delle istituzioni pubbliche e private. Affermare il contrario ci riporterebbe dritti al nazismo, o alla barbarie.

Tuttavia nel caso di numerose sette religiose anche questi valori di civiltà possono essere messi in discussione e persino sovvertiti: anche il Falun Gong, di cui spesso ci occupiamo, in questo senso non fa eccezione. Per esempio Li Hongzhi, il guru che ha fondato e che tuttora guida la setta, ha proibito a molti suoi seguaci di prendersi cura dei disabili, anche se erano loro familiari.

Una volta, per esempio, ha detto: “Spronati da orde di demoni, non si fermano al male. I valori e gli standard morali stanno scivolando verso il basso il più velocemente possibile… Gli uomini sfoggiano capelli lunghi mentre le donne li tagliano corti, un’inversione tra donne e uomini. Le opere d’arte sono prive di norme morali e cercano di liberare la natura umana, creando un gigantesco spettacolo del demoniaco… E per quanto riguarda la musica, vedasi quella “disco” e “rock-and-roll”, con la gente che si arrampica sul palco in eleganti discoteche e che urlacchiano quel rumore. Con un po’ di clamore da radio e televisione, cantanti ciechi o portatori di handicap con voci rauche ed altri con sguardi ripugnanti diventano stelle”.

Sulla base degli stessi insegnamenti di Li Hongzhi, sembrerebbe che una persona sia disabile perché non ripagata interamente dal Karma, dal momento che potrebbe aver compiuto azioni diaboliche nella sua vita precedente.

In un’altra occasione, infatti, ha così dichiarato: “Perché le persone soffrono? Mentre si vive in questo mondo, la gente si crea il proprio Karma. Il Karma di alcune persone è grande, quello di altre è piccolo. Alcune persone soffriranno prima di morire. Con la sofferenza possono pagare molto del Karma creato in una vita, e nella prossima vita condurranno una bella vita. “Se” non vogliono soffrire, non vogliono ripagarlo. Così quando nascono nelle loro prossime vite possono nascere con corpi malati, o essere portatori di handicap o avere una vita breve”.

Nel 1997, per esempio, mentre spiegava la sua dottrina Fa a Zhengzhou nella Provincia dell’Henan, un suo seguace gli chiese: “Come dovremmo prenderci cura dei disabili?”. La sua risposta fu inequivocabile: “Perché mi stai facendo domande su argomenti che riguardano persone comuni? Mi chiederesti come prendermi cura dei tuoi genitori, o come badare ai tuoi figli? Queste sono tutte cose che riguardano le persone comuni. Io sto insegnando il Fa e cose che ci coltivano ai massimi livelli. Detto ciò, se i disabili hanno ricevuto il Karma troppo facilmente, quindi non lo possono ripagare. Nella loro prossima vita potrebbero essere di nuovo disabili”.

Nel 2003, invece, un altro suo discepolo gli chiese: “Nel New Jersey c’è una donna che proviene dalla madrepatria cinese. Tutti e quattro i suoi arti sono stati amputati tre anni fa per via di un’infezione batterica. La sua mente, però, è sempre acuta. Un discepolo del Falun Gong vive là accanto. Cosa dovrebbe fare costui per aiutarla?”. Anche in quel caso Li Hongzhi non fu affatto ambiguo: “Discepoli del Falun Dafa, la cosa più importante che dovete fare oggi è di chiarire i fatti e di salvare le persone che hanno un senno. Tu dovresti scoprire se questa donna sia stata avvelenata o no, quindi dovresti fare qualunque cosa tu sia ovvio che debba fare. Il governo fornisce aiuto alle persone disabili, perciò non dovresti pensarci nemmeno troppo. Se sei troppo attaccato a queste cose, allora posso dirtelo subito: puoi anche dimenticarti della coltivazione (del Fa)”.

Gran parte di questi dialoghi, ma ve ne sono anche altri, possono essere rinvenuti nelle letture e nei testi scritti di Li Hongzhi, come ad esempio “The Law of Zhuan Falun Explained” oppure “Explaining the Fa During the 2003 Lantern Festival”.

Questo atteggiamento di rifiuto nel dare assistenza a chi ne abbia veramente bisogno si manifesta anche quando si deve parlare di carità o di solidarietà. Ad esempio, secondo Li Hongzhi le calamità e i disastri naturali sono un modo divino di eliminare le persone di troppo procedendo anche ad una selezione. Pertanto, non bisognerebbe mai aiutare le vittime e i superstiti di certe calamità o disastri, come terremoti o tsunami, perché significherebbe molto semplicemente ostacolare tali piani divini.

Nel 2005, parlando dell’immenso tsunami che aveva appena colpito l’Oceano Indiano, così s’espresse Li Hongzhi: “I problemi sorgono quando il Karma del genere umano raggiunge una quantità enorme… Quando le persone diventano troppo cattive, vengono distrutte. L’evento dello tsunami in quel momento era un monito per le persone: trecentomila persone erano sparite nel giro di pochi secondi. Quando il grande terremoto di Tangshan colpì la Cina, non perirono forse in un lampo centinaia di migliaia di persone?”. Ancora, disse: “Dopo un certo periodo di tempo si verifica una grande catastrofe, e dopo qualche tempo si verifica una piccola catastrofe. In una piccola catastrofe le persone vengono spazzate via su scala locale; quando una certa area è diventata molto cattiva, viene distrutta. Ci sono terremoti, sommersione di placche continentali, diffusione di tempeste di sabbia, carestie e guerre. Una piccola catastrofe è localizzata, mentre una grande catastrofe colpisce la maggior parte dell’umanità. Una grande catastrofe si verifica solo dopo il passaggio di molti anni. I cambiamenti che avvengono sulla Terra, come il movimento degli oggetti, seguono determinati schemi”.

Chiaramente tali parole furono uno sprone per i seguaci del Falun Gong a non fare nulla per allievare le condizioni delle popolazioni colpite dall’immenso tsunami, anzi, addirittura ad ostentare la volontà di non volerle aiutare arrivando persino a fare pubblicità per il “non aiuto”. Uno dei modi di non offrire aiuto o solidarietà fu rappresentato, per esempio, anche dal rifiutare qualsiasi idea di donare il sangue.

In un incontro pubblico, infatti, un suo seguace gli chiese: “Non dovrebbe essere un problema per qualcuno che coltivi il Fa donare il sangue, è giusto?”. Li Hongzhi gli rispose: “Certo, noi non stiamo dicendo che tu non debba donare il sangue. Ma, dopotutto, il tuo sangue è troppo prezioso perché venga iniettato in altre persone. Comunque, sembra che queste cose capitino ben di rado ai nostri studenti e discepoli del Falun Dafa. Perciò non è di sicuro un problema importante”. E anche in questo, purtroppo, il “maestro” Li Hongzhi venne preso in parola.

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