Vladimir Putin

La Russia si muove a 360°: accordi con la Grecia e con la Spagna, avvertimenti a Romania e Polonia, difesa delle Isole Curili e altro ancora.

Durante gli incontri di Atene, Putin e Tsipras hanno deciso di ampliare la collaborazione tra Russia e Grecia nei limiti imposti dalle sanzioni UE.

“Nonostante i tempi difficili, la collaborazione greco-russa avanza” ha detto Putin al termine dell’incontro.

Per Tsipras l’Europa non può andare avanti con le sanzioni contro la Russia, con la militarizzazione e la retorica dei tempi della Guerra Fredda, per poi aggiungere che le sanzioni danneggiano la Grecia. Senza la cooperazione con la Russia – ha concluso Tsipras, non può essere garantita la sicurezza europea.

Per quanto riguarda il settore energetico, oltre alla recente intesa Edison-DEPA-Gazprom, sarà siglato un’importante accordo tra Rosneft e Elpe.

Per quanto riguarda il fronte interno, Putin ha sottolineato che non perderà tempo in discussioni riguardo la possibilità di un ritorno della Crimea all’Ucraina.

Sempre durante l’incontro con Tsipras, Putin ha ammonito Romania e Polonia: accettando di ospitare lo scudo antimissile americano diventano di fatto dei bersagli per la risposta russa a tale sistema, che non solo compromette il bilancio strategico, ma che può anche essere facilmente commutato in offensivo, semplicemente cambiando il software e utilizzando missili con una gittata di 2400 km con testate nucleari, cosa che lascerebbe ai russi pochissimi minuti dal lancio per organizzare una risposta.

Putin ha ricordato che il mondo intero sa cosa sono in grado di fare i missili russi a medio raggio lanciati dal mare: in Siria sono stati micidiali contro i terroristi. E ha anche ricordato la potenza degli Iskander (missili balistici russi a corto raggio in grado di compiere manovre evasive e rilasciare falsi bersagli). Putin ha sottolineato quindi che la Russia è pienamente in grado di reagire a tale minaccia.

La leadership politica e militare della Russia ha più volte espresso timori nei confronti dello scudo di difesa missilistica da quando è stato proposto durante l’amministrazione di George W. Bush, e Putin ha ribadito che Mosca non crede al fatto che sia un mezzo per difendersi dal programma nucleare iraniano, tanto più che, a seguito dei recenti accordi, tale programma non esiste più.

Tuttavia, non c’è solo la Grecia fra i Paesi europei restii allo scontro con la Russia.

Gli USA hanno accusato di tradimento la Spagna, perché Madrid consente alle navi militari russe l’accesso al porto della città autonoma spagnola di Ceuta, in Nord Africa, di fronte a Gibilterra. Lo ha scritto oggi il Times.

“L’autorizzazione data dalla Spagna alle navi russe compromette il principio di solidarietà della NATO. I paesi del mondo intero permettono alla Russia di espandere la propria presenza militare attraverso l’accesso ai porti”, ha dichiarato un membro del Congresso USA, Joe Pitts.

Secondo Pitts, “l’Alleanza dovrebbe avere una precisa strategia per impedire alla Russia tale accesso.”

La pubblicazione riporta le parole degli esperti militari americani che sostengono che Cueata è diventata di fatto una base della flotta russa nel Mar Mediterraneo Occidentale. Secondo il Times, dal 2011 il porto spagnolo avrebbe accolto almeno 57 navi e sottomarini russi.

La critica da parte di Washington verso Madrid è risuonata dopo che a maggio di quest’anno nel porto spagnolo ha sostato il pattugliatore “Ladnyj”. Nell’agosto dello scorso anno vi era stata la sosta a Ceuta del sottomarino russo “Novorossijsk” che suscità il malcontento dei deputati britannici.

Madrid ha ribattuto dicendo che l’accoglienza di navi russe “non è in contrasto con il regime sanzionatorio.”

Intanto, l’Ossezia del Sud, nel 2017 lancerà un referendum sull’adesione alla Federazione russa. Lo hanno annunciato la presidenza della Repubblica e quella del Parlamento in un comunicato congiunto.

“Guidati dagli interessi a lungo termine della popolazione dell’Ossezia del Sud e per cercare la stabilità socio-politica della Repubblica — si legge nel testo — stiamo emettendo un comunicato congiunto a sostegno dell’opportunità di tenere un referendum sull’adesione alla Federazione russa nel 2017.”

Sul fronte interno, la Russia potrebbe presto aprire una nuova base navale per la sua Flotta del Pacifico su una delle isole delle Curili. Una commissione militare e geologica speciale sta ora valutando il potenziale delle infrastrutture dell’isola di Matua, su cui il Giappone ha stabilito delle pretese.
“L’obiettivo principale della spedizione è quello di studiare la possibilità di basare sull’isola le forze della flotta del Pacifico” ha detto il comandante del distretto militare orientale, il colonnello generale Sergey Surovikin .

Durante la seconda guerra mondiale, l’isola vulcanica nei pressi del centro della catena Isole Curili nel Mare di Okhotsk apparteneva al Giappone col nome di Matsuwa. Il comandante ha sottolineato che l’intero Estremo Oriente, tra cui le isole contese, sta diventando vitale per la sicurezza nazionale.

“Al fine di scongiurare qualsiasi, anche minima, le minacce, misure senza precedenti vengono prese dalla leadership russa e il Ministero della Difesa, volte a sviluppare infrastrutture militari, il riarmo delle unità militari e una maggiore protezione sociale di tutto il personale militare e delle loro famiglie.”

Il piano di riarmo include anche 60 nuovi aerei ed elicotteri, oltre a tre imbarcazioni e oltre 20 droni. Inoltre un contingente extra di 22.000 soldati, per un totale 65.000 persone, sono stati dislocati nell’Estremo Oriente russo.

Alla fine di marzo il ministro della difesa russo Sergey Shoigu aveva detto che la base navale delle Isole Curili sarebbe stato sviluppato insieme alle basi artiche russe. In precedenza Shoigu aveva annunciato l’intenzione di distribuire un complesso di difesa missilistica sulle Curili.

“Il riarmo programmata di contingenti e basi militari sulle isole Curili è in corso.”

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha chiarito che Mosca proteggerà le isole Curili e continuerà a sviluppare la loro infrastruttura.

E, proprio la settimana scorsa, intervenendo al terzo vertice ASEAN-Russia, Vladimir Putin ha chiarito che la Russia non è e non si impegnerà in nessun negoziato al fine di “vendere” il controllo sulle isole.

Se qualcuno pensava di vedere i russi tremare e invocare pietà per le mosse americane (sanzioni, guerre mediatiche, speculazione finanziaria, scudo antimissile) dovrà ricredersi.

Massimiliano Greco

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Nato a Siracusa, si occupa prevalentemente di politica estera e strategia. Ha scritto "Battaglia per il Donbass" (Anteo Edizioni, 2014) https://pagineirriverenti.wordpress.com/

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