Nove persone, tra cui otto cristiani copti, sono rimaste uccise in due attentati avvenuti oggi in Egitto.

Il più sanguinoso, con un bilancio di sette vittime (sei civili ed un poliziotto) è avvenuto alla chiesa di Mar Mina di Helwan, a sud del Cairo: secondo il ministero dell’Interno egiziano, l’attacco è stato compiuto da un uomo armato a bordo di una motocicletta, che ha tentato di superare il perimetro di sicurezza intorno alla chiesa. L’azione delle forze di sicurezza poste intorno all’edificio ha impedito che il terrorista riuscisse nel suo intento, e s’è conclusa col suo arresto. Secondo i testimoni, che hanno parlato all’agenzia Associated Press, dopo gli spari fuori dalla chiesa c’era sangue ovunque.

In un altro attacco, avvenuto sempre nella stessa località, sono stati uccisi altri due cristiani copti. Non è tuttavia ancora chiaro se gli attentatori facessero parte del medesimo commando. Ad essere colpito è stato un negozio di proprietà di copti ortodossi, nello stesso quartiere della chiesa di Mar Mina.

Secondo Associated Press, dal dicembre del 2016 ad oggi ci sono stati almeno 100 morti e centinaia di feriti in varie azioni terroristiche a danno della minoranza cristiana copta. L’attacco più sanguinoso, rivendicato dall’ISIS, è avvenuto durante la domenica delle Palme.

La scorsa settimana centinaia di manifestanti hanno circondato una chiesa da essi definita come “clandestina” a sud del Cairo, urlando slogan anticristiani, esigendo la demolizione dell’edificio, distruggendone gli interni ed assaltando i fedeli che vi si trovavano.

Nonostante gli indubbi sforzi del governo di Al Sisi si riaffermare la laicità nel paese, il clima per i copti, in Egitto, si sta facendo sempre più caldo, e il ricordo dell’antica e pacifica convivenza con le altre fedi appare vieppiù lontano.

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