“Siamo dei pionieri”, musica e parole di Stanley “Stan” Foster, commissario tecnico della peggior nazionale di ogni tempo: l’under 23 della Stati Federati di Micronesia. “Pionieri” da 114 gol subiti in tre gare. Un bottino da incubo, anche per un ferreo decubertiano…altro che partecipare! Ma per Stan non ci sono problemi: ha allestito una squadra in quattro e quattr’otto, con elementi che giocano a calcio da pochissimo tempo. Poco più di sei mesi. Anche perché da quelle parti c’è tanto altro da fare: Micronesia è un paradiso terrestre. Mare, spiagge, paesaggi incontaminati, chi ha voglia di giocare a calcio? Infatti la nazionale maggiore è sparita da ormai 12 anni dopo un tentativo abbozzato a cavallo del nuovo secolo, tra il 1999 e il 2003, con l’intermezzo del trionfo nella autoorganizzata Micronesia Cup, contro una selezione improvvisata delle Isole Marianne Settentrionali (vittoria 7-0) e una squadra “internazionale” chiamata Crusaders (vittoria 4-1 nel gironcino e 14-1 nella finalissima!). L’eroe di quell’intermezzo fu Peter Paul Igesumal, bomberissimo locale capace di mettere a segno 11 reti nella manifestazione. Qualcuno provò a risollevare le sorti della nazionale, come ad esempio Paul Watson un allenatore inglese che poi raccolse le sue memorie micronesiane nel libro “Up Pohnpei”. Ma i frutti non arrivarono mai. Per ritornare al “calcio che conta” bisogna attendere il 3 luglio 2015, Giochi del Pacifico, al Bisini Sports Complex, Port Moresby, Papua Nuova Guinea. I micronesiani, con la selezione olimpica (under-23) si incontrano contro Tahiti. I tahitiani da quelle parti sono una potenza calcistica. Nel resto del mondo sono ricordati per la partecipazione folkloristica alla Confederation Cup del 2013, guadagnata dopo aver strappato alla Nuova Caledonia, che a sua volta aveva cacciato fuori la Nuova Zelanda, la Coppa dell’Oceania. Un’impresa non da poco. La vittoria di Tahiti è scontata. Un po meno nel risultato: 30-0. Si, trenta a zero. Un gol ogni tre minuti, circa. Con la prima resistenza superata dopo 1 minuto e 50 secondi, grazie alla rete di Michel Maihi. Poi via, uno dietro all’altro, con l’aggravante di un arbitro che concede ben 6 minuti di recupero.

Michel Maihi 2’, 34’, 46, 52’, 86’, Manuaarii Hauata 9’, 48’, 90’+6’, Tevairoa Tehuritaua 12’, 20’, 40’, 45’+2’, Mauarii Tehina 24’, 38’, 49’, 54’, Louis Petitgas 34’, Yohan Tihoni 50’, 51’, 90’+1’, Fred Tissot 60’, 64’, 66’, 75’, 82’, 85’, Teheiarii Taupotini 63’, Raimanu Tetauira 90’, 90’+2’, 90’+4’

La straripante vittoria però accende un vortice forsennato: se prima della manifestazione i tre punti contro i micronesiani erano scontati ora diventa una corsa contro la storia e contro la differenza reti. Fiji e Vanuatu devono segnare il più possibile. Il 5 luglio i fijani fanno meglio. E superano il precedente record (Australia – Samoa Americane 31-0): alle spalle dei due malcapitati portieri, Walter Pengelbew e Dominic Gadad, finiscono rispettivamente 21 e 17 reti. 38 in totale. Il secondo, che è il capitano della squadra, ha però l’attenuante: “la prima volta che ho giocato in porta era una settimana fa”. Ci credo, sarebbe un centrocampista!

Christopher Wasasala 2′, 6′, 27′, 29′, 30′, 36′, 52′, 56′, 65′, Antonio Tuivuna 4′, 9′, 28′, 43′, 45′, 45+4′, 70′, 85′, 90+3′, 90+6′, Iosefo Verevou 8′, 26′, 40′, 45+2′, 45+3′, Napolioni Qasevakatini 10′, 12′, 24′, 59′, 67′, Garish Prasad 21′, 63′, 64′, 75′, 80′, Tevita Waranaivalu 47′, Manasa Nawakula 79′, 88′, Ratu Nakalevu 90+5′

Ma l’epica è raggiunta nell’ultima gara: Micronesia – Vanuatu. Finale 0-46. Zero a Quarantasei. Nemmeno uno scapoli/ammogliati di fantozziana memoria. Rercord. Totale, inarrivabile. Un gol ogni due minuti. Il resto è mancia. Jean Kaltack, bomberone ventenne dell’Erakor Golden Star, ne mette dentro 16, superando l’australiano Archie Thompson che ne aveva segnati 13 contro le Samoa. Doppio record, quindi.

Tony Kaltack 2′, 18′, 27′, 49′, 53′, 56′, Bill Nicolls 3′, 16′, 37′, 45+3′, 50′, 57′, 61′, 64′, 65′, 72′, J. Jean Kaltack 4′, 6′, 17′, 34′, 37′, 44′, 45′, 45+2′, 47′, 54′, 59′, 60′, 66′, 73′, 90+3′, 90+4′, Barry Mansale 12′, 20′, 29′, 30′, 36′, Dalong Damalip 14′, 45+1′, Brian Kaltack 23′, Nilua Nicky Nikiau 55′, Nemani Rogara 68′, 89′, Zica Manuhi 74′, Cristopher Andrew 90′

Alla fine gioiscono tutti. Tranne i vincitori. Gioiscono gli organizzatori: mai così tanta attenzione sui Giochi. Gioscono i micronesiani: “siamo dei pionieri” e tanta simpatia suscitata, oltre che grande pubblicità. Piangono i giocatori di Vanuatu: il più classico dei biscotti tra Fiji e Tahiti (0-0) qualifica le due squadre. Vanuatu a casa, nonostante una differenza reti da record. I micronesiani torneranno a casa. E tra onde, sole, spiagge e mare, ci crediamo, penseranno poco a queste sconfitte. Ma per tutti resteranno loro i grandi “eroi al contrario”.

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