Il trionfo dell’agonismo e delle ripartenze, così si può riassumere in poche parole questo Europeo francese che si sta avviando alle ultimissime battute. Portogallo e Francia, le due squadre finaliste che si affronteranno nella finalissima di domenica allo Stade de France, sono due formazioni che, un po’ tradendo il loro tradizionale calcio fatto di frizzi e lazzi, hanno costruito le loro fortune su un calcio pragmatico, pane e salame, che ha saputo badare al sodo e sfruttare al meglio gli episodi . Fernando Santos e Didier Deschamps sono stati a mio avviso gli artefici assoluti di quest’impresa perché hanno saputo plasmare un undici coriaceo che ha saputo centellinare l’apporto discontinuo delle loro stelle (Pogba da una parte, Cristiano Ronaldo dall’altra) ed esaltare le qualità in campo aperto delle giovani stelle Griezmann e Renato Sanches. Comunque vada, entrambi i tecnici hanno svolto un lavoro egregio che merita di essere evidenziato.

Portogallo – Galles (2-0): ha vinto come prevedibile la squadra con il tasso tecnico maggiore. La differenza l’ha fatta infatti l’assenza di Ramsey nelle file gallesi giocatore che, assieme al monumentale Bale, vale la metà della squadra. Si può dire che è stato anche il trionfo dell’opportunismo sulla generosità: Bale infatti ha giocato a tutto campo provando inutilmente a caricarsi sul groppone la sua modestissima e stanchissima truppa, il suo compagno CR7 invece ha pascolato per il campo per un tempo e al momento decisivo è salito in cielo per regalare alla sua squadra il gol della finale. Il Portogallo vince così la sua prima partita dell’Europeo ma, se vincerà la prossima contro i padroni di casa, sarà campione d’Europa! This is football!

Germania – Francia (0-2): un altro 2-0 ha deciso questa sfida, mai banale per ovvi motivi politici, che ha regalato alla Francia il biglietto per la finalissima. La Germania se avesse fatto la Germania, adattandosi pragmaticamente all’avversario, probabilmente avrebbe passato il turno. I tedeschi infatti, contrariamente a quanto fatto con l’Italia, hanno impostato la sfida con un gioco d’iniziativa, fatto di un possesso palla sterile quanto inefficace. I tedeschi infatti hanno pagato la presenza di un centravanti impresentabile ad alti livelli (Gomez, non che l’omologo Giroud sia molto meglio!) ma soprattutto l’assenza di mezze punte capaci di saltare sistematicamente l’uomo, questo perché i giocatori teutonici sono sempre troppo lineari e privi di pura inventiva. La Francia invece ha un giocatore, Griezmann, che negli spazi aperti lasciati dagli avversari ci sguazza come un pesce nell’acqua. Ora possiamo dirlo, questo è stato l’europeo di Antoine Griezmann che, oltre che ad essere capocannoniere della rassegna, ha il padre alsaziano e la madre di origine portoghese, una semplice coincidenza o un segno del destino?

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