CONDIVIDI
Johan Crujff e Pep Guardiola

Il 3-4-3 (1988 – oggi)

Il secondo (ed ultimo) modulo che prevede una linea difensiva a tre difensori è il 3-4-3.

Nonostante le apparenze questo sistema di gioco è totalmente diverso dal 3-5-2. Se quest’ultimo può a tutti gli effetti considerarsi un’evoluzione in chiave moderna del Catenaccio, il 3-4-3 è all’opposto un sistema di gioco che affonda le proprie radici nel calcio olandese. Ed è forse l’unico schieramento tattico contemporaneo che cerca di rifarsi abbondantemente al vecchio WM.

Se il 3-5-2 è un modulo quindi più portato alla copertura degli spazi e al contropiede e con movimenti molto semplici ed essenziali, il 3-4-3 è invece più adatto ad un calcio arioso e offensivo con soluzioni e letture tattiche molto più complesse ed ardite.

Il 3-4-3 a Rombo ed il Barcellona di Crujiff

Questo modulo fu sperimentato per la prima volta in Olanda alla fine degli Anni Ottanta con un inedito centrocampo a rombo.

Già da questo fattore si può capire come questo sistema di gioco assomigliasse molto al vecchio WM. La difesa infatti era composta da un solo centrale, simile al centre-half del WM, mentre gli altri due componenti del trio difensivo giocavano quasi a ridosso delle fasce, con compiti simili a quelli dei terzini di fascia.

La peculiarità del 3-4-3 di stampo olandese stava nel rombo di centrocampo, simile al quadrilatero del Sistema. Il vertice basso, in fase di non possesso palla, spesso si abbassa sulla linea dei difensori, formando così una difesa a quattro e un centrocampo a tre, che assieme ai tre attaccanti (due ali pure ed un centravanti) formavano un 4-3-3 in fase di non possesso.

Questo modulo fu usato con particolare successo dal Barcellona di Johann Crujiff negli Anni Novanta. L’ex fuoriclasse dell’Ajax può essere considerato a tutti gli effetti il padre putativo di questo sistema di gioco peculiare oltre che l’ispiratore del suo allievo Pep Guardiola, che in quella squadra rappresentava il vertice basso del centrocampo a rombo, l’uomo adibito a cambiare il sistema tattico a seconda delle fasi di gioco.

Il Barcellona in posa con la Coppa Campioni 1992

Il 3-4-3 in linea

In Italia il 3-4-3 è stato declinato con una variante diversa a quella di stampo olandese, cioè con il centrocampo in linea e non a rombo, per poter coprire al meglio gli spazi sul terreno di gioco.

Da Zaccheroni…

L’artefice di questa trovata tattica fu Alberto Zaccheroni, un tecnico formatosi alla scuola sacchiana del 4-4-2, che però si accorse che giocando con un difensore in meno e un attaccante in più si poteva ottenere un gioco più fluido, con più fantasia ed imprevedibilità in attacco. Grazie a questa tattica il “Zac” fece vedere ottime cose alla guida dell’Udinese oltre che vincere uno scudetto (piuttosto fortunato a dire il vero) con il Milan.

…A Gasperini

Il 3-4-3 in linea in fase difensiva comunque si trasformava spesso in un 4-4-2. Uno dei due laterali (solitamente quello di destra) scalava sulla linea dei difensori mentre uno dei tre attaccanti passava sulla linea dei centrocampisti.

Un altro tecnico italiano “profeta” del 3-4-3 è Giampiero Gasperini, che ha ottenuto ottimi risultati alla guida del Genoa e, adesso, dell’Atalanta, dove per altro ha emendato il modulo in un più difensivo 3-4-1-2.

Il 3-4-3 in linea

Dal 3-4-3 al 3-6-1?

Le rettifiche tattiche apportate da un tecnico come Gasperini ci fanno capire che nel calcio di oggi è raro vedere sui campi di gioco il 3-4-3 in linea.

Contro mediane a tre giocare con due soli uomini a centrocampo significa esporre il settore nevralgico del gioco a costante inferiorità numerica. In secondo luogo i tre attaccanti sono di troppo quando si affrontano squadre che giocano corte e con tanti elementi nella zona di centrocampo. Inoltre se i movimenti a scalare e i sincronismi a osmosi tra reparti vengono a mancare il rischio di squilibrio tattico è altissimo.

Per lo stesso motivo è molto raro vedere proposto un sistema di gioco come quello adottato da Crujiff con il centrocampo a rombo. Il sistema olandese abbisogna di giocatori tecnici, polivalenti e addestrati fin dalle giovanili a certi movimenti tattici per evitare situazioni di squilibrio tattico. È anche per questo motivo che molti epigoni di questo sistema di gioco lo hanno emendato con l’irrobustimento del reparto di centrocampo, formando così sistemi di gioco molto particolari come il 3-4-2-1 o il 3-1-4-2 fatti vedere in tempi recenti da Guardiola al Bayern Monaco e al Manchester City che di fatto possono essere classificati come un inedito 3-6-1.

Le follie del “Loco” Bielsa

L’allenatore che ha più di tutti legato indissolubilmente il suo nome al 3-4-3 è un argentino, Marcelo Bielsa.

“El Loco” è stato infatti uno dei tecnici più originali degli ultimi vent’anni, capace di estrarre il massimo da squadre non trascendentali  sulla carta (Newell’s Old Boys, Nazionale cilena per fare due esempi) attraverso un approccio maniacale e di rigore quasi scientifico.

Particolare e quasi unico al mondo è il 3-4-3 utilizzato dal tecnico argentino che prevede tre difensori centrali, tre centrocampisti, tre mezze punte ed un solo attaccante (3-3-3-1). Singolare è anche la classificazione dei sistemi di gioco di Bielsa: il tecnico di Rosario ha infatti individuato ventotto sistemi di gioco diversi in base agli schemi e ai movimenti che si possono apportare sul terreno di gioco.

Marcelo Bielsa

Riferimenti bibliografici: Tattica: Principi Idee, Evoluzione (Francesco Scabar 2015)

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: redazione@opinione-pubblica.com

LASCIA UN COMMENTO