Emma Bonino in un incontro elettorale a Bari ha sostenuto che in Italia dovremmo smetterla con il latino e le lettere classiche, che secondo la leader di +Europa non preparerebbero bene al lavoro: “Voglio dire: va benissimo il boom del liceo classico – spiega la Bonino – ma servono più ingegneri e meno latinisti. Serve una scuola che avvicina al lavoro”.

In realtà la candidata del centrosinistra dice in parte una verità nota da tempo, con le materie umanistiche e i relativi percorsi di laurea l’occupazione è sempre più difficile, soprattutto per il naturale sbocco che classicisti e letterati hanno finita la loro formazione superiore, cioè l’insegnamento. Tuttavia il boom del quale parla la Bonino è un semplice aumento di iscrizioni al liceo classico registrato lo scorso anno. La percentuale di iscritti al licelo classico è in realtà abbastanza bassa, a farla da padrone sono gli iscritti al tecnico, circa il 30,3% degli iscritti alla scuola media secondaria. Dietro di loro si piazzano gli iscritti al liceo scientifico, con il 25,1%, seguiti dai professionali, che risultano essere il 15,1% del totale degli iscritti. Davanti al classico si piazzano anche il linguistico e le scienze umane, come si può verificare in questo articolo del Corriere della Sera.

Come si può notare c’è una certa preferenza per la formazione tecnica e scientifica, che costituisce più del 50% degli iscritti alle scuole medie superiori. Per quanto riguarda il dato sugli ingegneri essi costituiscono il 18% dei laureati in Italia ogni anno, con un trend in aumento e una presenza di laureati di sesso femminile superiore alla media europea, ben il 30%, contro il 25% di Francia, il 22% del Regno Unito e il 19% della Germania e dei paesi Scandinavi. Dato nel 2015 riportato qui.

Dove l’Italia viene a mancare è nella media di laureati Stem (lauree tecniche e scientifiche) che si attesta attorno al 25%, contro il 29% del Regno Unito e il 37% della Germania. Ma questo dato va rapportato un altro record negativo per il nostro paese. Abbiamo la percentuale più bassa di laureati in europa, soltanto il 18% della popolazione, contro le medie ben più alte di altri membri dell’Ue e non solo.

Dunque non abbiamo certo un paese di latinisti, ma un paese nel quale il numero cittadini che riescono a completare la formazione di terzo livello è scarso. Qui però bisognerebbe aprire un discorso lungo sul ruolo della scuola e della formazione in Italia e in generale sulla cultura scientifica. Nel nostro paese abbiamo preferito valorizzare dal punto di vista sociale e culturale né il latinista né l’ingegnere (o lo scienziato), ma piuttosto l’avvocato, il magistrato, il grande manager di azienda che esce dalla Bocconi o il commercialista nel piccolo e furbetto capitalismo italiano, fatto di faccendieri e parolai.

Ma questa è un’altra storia… La Bonino in una campagna elettorale, nella quale ha speso i peggiori slogan dell’europeismo neoliberista più antipopolare, almeno questa se la poteva risparmiare.

UN COMMENTO

  1. Mi domando: ma la signora in questione è un ingegnere????
    No!!!! e allora??? Anche lei una “latinista” …
    Ma per favore !!!!!!

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