Partigiani contro partigiani, Bersani contro Boschi e Fiano contro l’Anpi. Infuria la polemica nel Pd e dintorni in vista del referendum costituzionale di ottobre. A gettare altra benzina sul fuoco ci ha pensato Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme, distribuendo certificazioni di autenticità partigiana nel salotto televisivo di Lucia Annunziata.

Queste le parole pronunciate a “In mezz’ora”: “Come direttivo nazionale, l’Anpi ha sicuramente preso una linea. Poi però ci sono molti partigiani, quelli veri, che hanno combattuto, e non quelli venuti poi, che voteranno sì alla riforma costituzionale”.

A sostegno della sua tesi, la Boschi ha citato il 97enne partigiano Germano Nicolini, detto “diavolo” che ha già annunciato il proprio sì convinto al referendum renziano. Immediata la replica del partigiano Umberto Lorenzoni, nome di battaglia “Eros”: “E’ chiaro che il ministro Boschi non ha conosciuto i partigiani veri perché i partigiani veri voteranno tutti per il no. Non consentiremo che una dama bellina storpi la Costituzione conquistata con il sangue di migliaia di partigiani. L’Anpi ha votato e ha deciso all’ unanimità (solo 3 contrari) di dire no alla riforma. E la nostra posizione la porteremo avanti fino in fondo”.

Ancor più dura la risposta (attraverso facebook) di Pier Luigi Bersani: “Come si permette la ministra Boschi di distinguere tra partigiani veri e partigiani finti? Chi crede di essere? Siamo forse arrivati a un governo che fa la supervisione dell’Anpi?”. “È evidente, scrive ancora l’ex segretario Pd, che siamo a una gestione politica sconsiderata e avventurista. In nome di una mezza riforma del Senato si rischia di creare una frattura insanabile nel mondo democratico e costituzionale. Ieri Renzi è stato alla Brembo. Spero si sia fatto dare un freno di quelli buoni. E che lo usi subito”. 

A difesa della Boschi, è accorso invece il deputato del Pd Emanuele Fiano, che sui social ha lanciato un appello a non dividersi “su di un fatto storico conclamato e cioè che oggi l’Anpi è costituito al più di persone come me che Partigiani non sono stati”. Il deputato dem pubblica in allegato l’editoriale di Pierluigi Battista sul Corriere della Sera che esprime lo stesso concetto e poi affonda il colpo con un “velenoso” interrogativo: “Ma chi è della mia generazione o più giovane, o comunque non è stato Partigiano perché dovrebbe avere più titoli di me di attribuirsi un’eredità morale che gli permetta di schierare questa eredità contro o a favore di questa o quella iniziativa politica?”.

Ottobre non è poi tanto lontano e Renzi e le sue truppe governative si preparano ad una “conta” che potrebbe costar cara. La minoranza interna affila gli artigli e le opposizioni puntano sul “No” per mandare a casa il Governo e ritornare alle urne.

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