La sezione antiterrorismo della Digos di Torino ha concluso questa mattina un’operazione nei confronti di tre persone responsabili di detenzione di armi da guerra e armi da sparo.

Le indagini erano iniziate circa un anno fa quando la questura di Torino, coordinata dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, aveva monitorato alcune persone legate a movimenti politici dell’ultra destra e che avevano combattuto nella regione ucraina del Donbass a sostegno della giunta di Kiev e contro gli indipendentisti filo-russi.

Un’area, quella a sostegno dei maidanisti e dell’ultra-nazionalismo ucraino, che sul versante politico ha visto in prima fila anche esponenti del Pd, quello stesso partito che adesso, in maniera molto maldestra, chiede a Matteo Salvini e Giorgia Meloni di pronunciarsi sull’accaduto.

Il 4 gennaio 2014 l’allora europarlamentare Pd Gianni Pittella, arringò i manifestanti antigovernativi in piazza Maidan a Kiev, la capitale dell’Ucraina portando “il saluto dell’Europa che crede nella libertà e nella democrazia”.

 

 

Ancora più scandalosa fu l’accoglienza riservata dal presidente della Camera, Laura Boldrini, al presidente della Rada ucraina Andriy Parubiy, le cui simpatie per il nazional-socialismo erano note in mezza Europa.

Ma torniamo ai fatti di cronaca. Alla fine grazie ad intercettazioni e pedinamenti si è scoperto che un uomo di Gallarate, in provincia di Varese, deteneva illegalmente una santabarbara e si era anche messo in evidenza per la compravendita di un missile.

Il missile aria-aria Matra è un modello in uso alle forze armate del Qatar e risulta di fabbricazione francese, assemblato nell’ottobre 1980. E’ stato sequestrato all’interno di un hangar dell’aeroporto di Rivanazzano Terme, nel Pavese, dove era presente molto altro materiale (tra cui due contenitori di lanciarazzi) che ora gli specialisti dell’esercito dovranno inventariare ed esaminare.

Gli investigatori della Digos hanno sequestrato anche 9 fucili d’assalto, una pistola mitragliatrice, 7 pistole, 3 fucili da caccia, 20 baionette quasi un migliaio di cartucce e molti parti di armi.
Stemmi e cartelli di esplicita ispirazione nazista sono stati trovati nell’abitazione della persona arrestata.

Tre gli arresti eseguiti nell’ambito dell’operazione del Servizio Antiterrorismo dell’Ucigos e della Digos di Torino. Tra questi c’è Fabio Del Bergiolo, 50 anni, ex ispettore antifrode delle dogane che nel 2001 si era candidato al Senato, per Forza Nuova, nel collegio di Gallarate (Varese). All’operazione hanno partecipato anche le sezioni antiterrorismo delle questure di Varese, Pavia, Novara e Forlì-Cesena.

Proprio nella città romagnola sono stati fermati, in un albergo vicino all’aeroporto, lo svizzero Alessandro Monti, 42 anni, e l’italiano Fabio Bernardi, 51 anni. I due, secondo gli investigatori della Digos, sono coinvolti nel tentativo di mettere in commercio il missile.

Da un’intercettazione risulta che il terzo arrestato, Fabio Del Bergiolo, ne proponeva la vendita a 470mila euro e, tra i contatti che aveva preso, figurava anche il funzionario di uno Stato estero.

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