Cronache

    Festeggiati in tutta Italia i 25 anni d’Indipendenza dell’Eritrea

    Il 22 maggio in tutta Italia la Comunità Eritrea ha festeggiato i 25 anni d'Indipendenza del proprio paese. In questo articolo vi raccontiamo le celebrazioni di Bologna.

    Lo scorso 22 maggio in diverse città italiane si sono svolti i festeggiamenti per il venticinquesimo anniversario dell’indipendenza eritrea, da Milano a Bologna, da Roma a Catania. Come molti di noi sanno, infatti, il 21 maggio del 1991 le forze del Fronte Popolare di Liberazione Eritreo (FPLE) liberarono lo strategico centro di Dekhmare, per entrare poi trionfalmente ad Asmara quattro giorni dopo, il 24 maggio. Due anni più tardi, il 24 maggio del 1993, l’Eritrea diveniva ufficialmente indipendente dall’Etiopia, a seguito del vittorioso esito del referendum tenutosi negli ultimi giorni di aprile. La scelta di tenere le celebrazioni il 22 maggio, di domenica, rispondeva quindi alla volontà di celebrare tutti insieme quei giorni gloriosi, oltre che di consentire a più persone possibile di partecipare ai festeggiamenti, cosa certamente più facile in un giorno festivo anzichè feriale.

    A Roma la festa è stata onorata dalla presenza dell’ambasciatore dello Stato di Eritrea, ma anche nelle altre città sono convenute personalità importanti, la cui presenza ha sottolineato lo storico e profondo legame fra l’Italia e la Comunità Eritrea, presente da generazioni nel nostro paese e perfettamente inserita nel suo tessuto sociale ed economico.

    A Bologna, per esempio, dov’ero presente, sono intervenuti Antonio Mummolo, Consigliere della Regione Emilia Romagna, in rappresentanza del Governatore, e Claudio Mazzanti, Capogruppo del PD al Consiglio Comunale, in rappresentanza del Sindaco. C’erano poi Maurizio Iunghi, Segretario Generale della Camera del Lavoro di Bologna, CGIL, oltre a Simone Borsari, Presidente del Quartiere di San Donato, e Daniele Ara, Presidente del Quartiere Navile.

    Tutti hanno rilasciato importanti dichiarazioni a favore della Comunità Eritrea e di questo importante giorno di festa, e così hanno fatto anche altri graditi ospiti come il giornalista ed esperto di geopolitica Stefano Vernole e l’Avvocato Sebastiano Negri, grande estimatore dell’Eritrea. Anch’io ho tenuto un breve intervento, dove ho raccontato per sommi capi la mia decennale storia d’amore con l’Eritrea, avendo cominciato a scriverne proprio nel 2006, a quel tempo ancora su un modesto blog.

    L’Estragon, o Parco Nord, dove si è tenuta la celebrazione, è come sappiamo uno spazio molto vasto a Bologna, eppure l’affluenza è stata così copiosa che ne è risultato perfettamente riempito, soprattutto quando si tenevano le danze, a cui tutti hanno partecipato con grande entusiasmo.

    L’auspicio che tutti noi facciamo è che queste iniziative, a cominciare soprattutto da quella bolognese, essendo Bologna una città storica per la causa eritrea sin dai tempi della guerra per l’indipendenza, è che sensibilizzino sempre più l’opinione pubblica contribuendo così ad informarla correttamente sull’Eritrea e sulla sua situazione politica ed internazionale. Francamente l’impressione che ho riportato è che certe becere invettive che fino ad oggi abbiamo sentito contro l’Eritrea stiano progressivamente scemando. Nessun disturbatore si è presentato alla manifestazione, come invece era successo in altre precedenti occasioni. La caparbietà con cui la Comunità Eritrea porta avanti la propria causa, nel nome della verità, ha lentamente ma inevitabilmente sfiancato i detrattori e i seminatori di menzogne, che ormai sempre più stanno diradando i loro interventi e la loro presenza.

    Sfumata la cattiva propaganda, rimane dunque la verità, quella che quotidianamente, con grande pazienza ed umiltà, la Comunità Eritrea in Italia da sempre diffonde e difende. Intanto, buon Venticinquesimo all’Eritrea e agli eritrei: come si diceva un tempo, cento, anzi mille di questi giorni!

    Filippo Bovo

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    Nato a Pisa nel 1983. Direttore Editoriale de l'Opinione Pubblica. Esperto di politica internazionale e autore di numerosi saggi.

    UN COMMENTO

    1. Filippo Bovo Caro amico fedele fella Mia Terra nativa, Sei sempre stato coerentemente fermo a diffondete la dignità Eritrea, per questo ti ammiro. Sono una ex combattente, mi invii che non avevo compiuto 17 anni di età, rientrai in patria oramai a 32 anni con la mia amata Bandiera indipendente. O per fortuna o per altro non rimasi tra i nostri martiri, ma ti assicuro che lo rifarei ancora se si tratta della libertà e sovranità del mio amato Popolo eritreo. Grazie per il tu contributo. Con stima e affetto, la tua ammiratrice.

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