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Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati sono stati eletti rispettivamente Presidente della Camera e Presidente del Senato. 422 voti per Fico eletto al quarto scrutinio, 240 per Casellati, eletta alla terza votazione. Un’elezione, quella dei due presidenti, favorita dall’accordo Lega-Cinquestelle.

Matteo Salvini ha infatti rinunciato a qualsiasi nome legato al Carroccio, favorendo uno scambio di nomi tra Forza Italia e Cinquestelle. Il metodo imposto da Salvini è la parte più rilevante di questa votazione: il leader leghista dopo aver costretto Berlusconi a un passo indietro su Romani per un candidato condiviso anche dalle altre forze politiche, ha ottenuto un ammorbidimento anche da Di Maio, che ha ritirato la candidatura di Fraccaro, uomo di corrente, per ottenere la candidatura di Roberto Fico.

I deputati di Forza Italia non hanno partecipato alla prima ”chiama” della quarta votazione di Montecitorio, in attesa di verificare la tenuta dell’accordo al Senato. Alla seconda, invece, hanno votato Fico.

Ruolo marginale per il Pd, che da possibile prezioso interlocutore, è diventato spettatore. I voti dei “dem” sono andati ai candidati di bandiera Valeria Fedeli al Senato e Roberto Giachetti alla Camera.

Salvini ha gongolato davanti ai giornalisti in transatlantico: “Abbiamo dimostrato di essere veloci, avviando subito la legislatura, c’è molto da fare e da tagliare dei costi della politica” ha dichiarato il segretario del Carroccio. Alcuni opinionisti già parlano di grillusconi, come il Direttore de Il Foglio Claudio Cerasa, l’hashtag #grillusconi è già un trend popolare su twitter.

Roberto Fico nel suo discorso inaugurale oltre ai saluti di rito al suo predecessore, Laura Boldrini e al Presidente della Repubblica, ha ricordato l’eccidio delle Fosse Ardeatine nel giorno del suo anniversario e ha ammonito che questa deve essere la Legislatura del taglio dei costi della politica. Significativi i passaggi sulla possibilità di velocizzare l’iter delle leggi di iniziativa popolare, sulla tecnologia e lo sviluppo. Fico ha sottolineato che il Parlamento è il luogo dove si esercita la volontà popolare e che non utilizzerà scorciatoie (chiaro il riferimento alla tagliola e altri mezzi pro-governativi utilizzati dalla Boldrini durante la sua presidenza).

Fico è un grillino della prima ora. La sua scalata alla Camera (è il terzo napoletano salito sullo scranno più alto dopo Leone e Napolitano) parte da lontano, con la fondazione del primo meetup in Italia, “Amici di Beppe Grillo”, a Napoli.

Appassionate le sue battaglie contro la privatizzazione dell’acqua e contro i bond che mandavano in miseria i risparmiatori; le sue lotte per il wi-fi libero, la raccolta differenziata e la strategia “rifiuti zero”. Sempre in prima fila nei cortei ambientalisti a difesa del territorio campano, era al fianco di Grillo già nel 2005 quando si parlò per la prima volta di acqua pubblica a Napoli, in piazza Dante.

È stato il candidato grillino alla presidenza della Regione Campania e a sindaco di Napoli tra il 2010 e il 2011, ai tempi in cui il Movimento raccoglieva poco più dell’1%. Buoni rapporti con la stampa, a differenza di molti altri suoi colleghi di partito, e uno stile riconosciutogli anche dagli avversari. Non è un improvvisato o un “imbucato” dell’ultima ora. Per molti è la “sinistra” interna. Rappresenta il Movimento delle origini.

Profilo completamente diverso quello di Maria Elisabetta Alberti Casellati, prima donna a ricoprire il ruolo di Presidente del Senato.

Avvocato divorzista, eletta nel Consiglio superiore di magistratura nel 2014, nel 1994 è stata eletta per la prima volta con Forza Italia, e poi riconfermata negli anni a seguire con il Popolo della Libertà e poi di nuovo con Forza Italia.

Nei governi guidati da Berlusconi ha ricoperto due volte il ruolo di sottosegretario (al ministero della Giustizia e della Salute). A settembre 2014 il Parlamento l’ha eletta come componente del Consiglio Supremo della Magistratura.

Qualche anno fa hanno fatto rumore le sue posizioni sulle unioni civili, espresse durante un convegno sulla famiglia tenutosi nel 2016: “La famiglia non è un concetto estensibile. Lo Stato non può equiparare matrimonio e unioni civili, né far crescere un minore in una coppia che non sia famiglia. Le diversità vanno tutelate ma non possono diventare identità, se identità non sono”.

Casellati ha definito la sua elezione “un onore e una responsabilità che sento doveroso condividere proprio con tutte le donne che con le loro storie, azioni, esempio, impegno e coraggio hanno costruito l’Italia di oggi. Un grande Paese democratico e liberale in cui nessun obiettivo, nessun traguardo è più precluso”.

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