François Fillon

Sarà François Fillon il candidato repubblicano alle presidenziali francesi che si svolgeranno tra l’aprile e il maggio del 2017. (1)

Sessantaduenne di Le Mans, uomo politico di lungo corso, già primo ministro dal 2007 al 2012 quando all’Eliseo risiedeva Nicolas Sarkozy negli anni della crisi globale, Fillon ha sbaragliato i più accreditati (da stampa e sondaggi) (2) concorrenti alle primarie del partito neogollista e liberale Les Republicaines (LR), soggetto politico fondato dallo stesso Sarkozy nel 2015 come successore dell’Union pour un mouvement populaire (UMP).

Protagonista di una campagna elettorale partita in sordina e contro ogni pronostico, al primo turno che ha ottenuto 1.751.057 (44,1% dei voti) con i quali ha preceduto Alain Juppé (1.133.590 voti, 28.66%), premier dal 1995 – 2004 sotto la presidenza Jacques Chirac e attuale sindaco di Bordeaux, suo avversario al secondo turno. (3)

Il ballottaggio è stato senza storia: François Fillon ha convinto gli elettori di centrodestra, conquistandone i favori e diventando il candidato repubblicano alle presidenziali di primavera. (4)

François Fillon non rappresenta, certamente, un vento di cambiamento ma ha saputo presentarsi (ed imporsi) agli occhi degli elettori di centrodestra francesi come il più affidabile a differenza di Sarkozy e dell’appesantito (politicamente) Alain Juppé.

Primo a scendere in campo e a candidarsi alle primarie (5) il 25 aprile dello scorso anno, Fillon è stato anche il primo tra i suoi contendenti a pubblicare un libro programmatico completo dal titolo parlante Faire (6), “Fare”, uscito nel settembre del 2015, dove sono elencate in modo dettagliato le maggiori riforme da attuare una volta eletto Presidente della Repubblica.

Faire quoi? Fare cosa una volta conquistato l’Eliseo? Innanzitutto François Fillon vuole che la Francia diventi un paese di libertà economica. Padre della nozione di autoentrepeneur, un regime per il lavoro autonomo creato nel 2008 per semplificare l’amministrazione sostituendo tutti i contributi sociali e tutte le imposte con un singolo pagamento proporzionale al fatturato, nel pensiero di Fillon esiste la volontà di ridare ai francesi la propria libertà: proponendo una politica economica di stampo liberista (“je propose aujourd’hui un projet de libération massive de l’économie“, “propongo oggi un progetto di liberazione massiccia dell’economia”), il candidato repubblicano vuol dimostrare che in politica il tempo delle promesse è passato e che adesso la politica deve fare.

Fillon ha ripetuto ha più riprese che la Francia non ha bisogno di qualche riforma ma di un vero e proprio shock viste e considerate alcune delle tendenze economiche che caratterizzeranno il 2017 di Parigi: deficit di bilancio presupposto al 4.7%, spese straordinarie annunciate dal Governo attuale ha fatto concretizzare la convinzione che il Paese sia sull’orlo del fallimento per l’esplosione della spesa pubblica, la bassa competitività del lavoro, gli sprechi del sistema.

Tre le priorità espresse dalla narrazione elettorale di Fillon: liberazione dell’economia, restaurazione dell’autorità dello Stato per proteggere i francesi, affermazione dei nostri valori (7).

Le principali misure previste dal programma politico di Fillon riguardano un taglio della spesa pubblica per 110 miliardi di euro, aumento dell’Iva del 2%, riduzione della pressione fiscale diretta per 50 miliardi di euro, cancellazione della patrimoniale, innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile, cancellazione del limite di 35 ore di lavoro settimanale.

Nel documento Mon projet pour la France: cadrage financier si legge che l’ambizione del candidato repubblicano è duplice: da una parte ricollegare la crescita con il pieno impiego perché ciascuno abbia la libertà di riuscire all’altezza dei propri sforzi e del talento, e restaurare l’autorità dello Stato al fine di assicurare la sicurezza collettiva così come la coesione sociale: chacun sera à nouveau fier d’etre Français (ciascuno sarà di nuovo fiero di essere francese).

Gli sforzi politici saranno orientati al 2022, anno della scadenza del mandato (eventuale): gli obiettivi fissati per la fine del quinquennio sono quelli di riportare il tasso di disoccupazione al 7% e ritornare ad un equilibrio di bilancio con una diminuzione della spesa pubblica al 49% (per il 2017 viene stimato un 56%).

Ardente simpatizzante delle politiche economiche di Margaret Thatcher (proprio per questo motivo è stato definito neothatcherista e ultraliberale dalla stampa d’oltralpe), del metodo creare o distruggere, stigmatizzante della disoccupazione, il Washington Post lo ha definito “uno strenuo sostenitore del libero mercato in una crociata tenace contro la stagnazione economica” (8) il cui programma di riforme forzate ricorda quello di Gerhard Schröder le cui riforme impopolari agli inizi degli anni 2000 permisero, in Germania, di abbassare il tasso di disoccupazione e rilanciare l’economia. Queste, però, altra faccia della stessa medaglia, fecero salire il numero dei lavoratori poveri.

Nel discorso politico di Fillon, non mancano i rimandi a Charles De Gaulle quando esprime la volontà di fare della Francia la prima potenza europea entro dieci anni (“ma France a vocation à etre la premiere puissance européenne avant dix ans”, 28 agosto 2016 (9)) attraverso il risanamento dei conti pubblici, rifiutando di allinearsi all’imperialismo di Washington (L’Europa non è indipendente (10)).

Il gollismo è morto il 28 aprile del 1969 con la morte del Generale e con la venuta meno del suo carisma e pragmatismo sostenuto da idee forti come l’indipendenza della Francia nell’interesse della Francia. Per l’economista francese Jacques Sapir, la Francia è uscita in modo temporaneo dalla Storia a causa del suo allineamento incondizionato con Germania e Stati Uniti. La politica estera di Fillon, nelle previsioni e nelle premesse, dovrebbe essere incardinata sul riequilibrio della posizione francese nel contesto internazionale.

Il 28 agosto 2016, parlando in pubblico, il vincitore delle primarie repubblicane ebbe a dire: “La Francia è come nessun’altra Nazione. La sua storia, le condizioni della sua unificazione, la profondità della sua cultura, la sua geografia, le prove che ha attraversato ne hanno fatto Nazione unica. Il nostro allineamento con la politica estera degli Stati Uniti, la nostra cancellazione a livello internazionale, la nostra sottomissione al processo deleterio decisionale europeo, generando dei piccoli compromessi mediocri, non sono compatibili con le aspirazioni dei francesi e il luogo che la Francia occupa ancora nel cuore di molti popoli in tutto il mondo. Dobbiamo riprendere il controllo del nostro destino”. (11)

Fillon intende marcare un approccio di realpolitik nei confronti della Russia di Putin: esiste un rapporto stretto e amicale tra i due politici ed una stima reciproca che risale a quando Fillon era il Primo Ministro di Sarkozy.

Le Monde ha scritto che Fillon ha già, in più di un’occasione, sostenuto una posizione conciliante verso Mosca e il suo leader specialmente su tematiche quali Ucraina e Siria.

Sul primo fronte, Fillon si è pronunciato a favore di una cancellazione delle sanzioni europee alla Russia adottate in seguito all’annessione della Crimea e ha sostenuto l’intervento russo in Siria per l’efficienza nella lotta contro lo Stato Islamico.

Su quest’altro fronte, Fillon e Putin sono accomunati dalla convinzione che Bashar Al-Assad rappresenti un baluardo contro il diffondersi della minaccia islamico-terrorista; minaccia presente nel pensiero di François Fillon che vi ha dedicato un libro, Vaincre le totalitarisme islamique (Vincere il totalitarismo islamico), scritto dopo gli attentati di Nizza in cui si spiega che non esiste un problema di religione in Francia quanto un problema con l’islam.

La strada da battere, invece, sarebbe quella di discutere con Mosca e Damasco al fine di per creare una “coalizione internazionale” che agisca “in modo coordinato” contro il gruppo Stato islamico perché il rifiuto di parlare con Al-Assad ha portato soltanto ad un situazione di stallo.

Per quanto riguarda l’Unione Europea, nonostante sullo sfondo del discorso di Fillon De Gaulle proietti l’ombra della propria statura politica, il candidato conservatore sembra essere più vicino a Jean Monnet: seppur critico verso Bruxelles, Fillon non riesce a tagliare i ponti con l’europeismo e supplica “per una sovranità europea dove l’indipendenza deve essere fatta attraverso una vera moneta di riserva vera moneta di riserva e gradualmente imporla come valuta di regolamento. Il precedente, ai miei occhi, è l’armonizzazione fiscale delle nazioni che hanno scelto di avere l’euro in compartecipazione. Io propongo un’agenda vincolante che armonizzerà in cinque anni i tassi e le basi d’imposta sulle società, e, in dieci anni, l’insieme della fiscalità delle imprese. Questo non può essere fatto senza un governo economico della zona euro che dovrà essere istituito senza più tardare” (12). 

Questa insistenza nel volere un Governo della zona euro irrita non poco Berlino che mantiene sospetti sull’azione di Parigi vista come una ricerca proseguire in vecchi progetti mai completati volti a rendere decidue le restrizioni europee in materia di deficit nei conti pubblici (13).

Come scrive Le Point, una eventuale vittoria del candidato della destra repubblicana alle prossime elezioni presidenziali potrebbe fare scontrare due differenti visioni di Unione Europea sostenute da Parigi e Berlino: se Angela Merkel, infatti, propende per una visione più federalista, Fillon propone una Europa degli Stati e delle identità nazionali alle dipendenze delle istituzioni europee. (14)

Questo tipo di ragionamenti è, per ovvie ragioni, post-datato alla cerimonia di insediamento all’Eliseo. Per adesso, l’unica certezza è che sarà François Fillon a correre alla carica di Presidente della Repubblica francese per il partito Les Republicaines. 

Que sera, sera..

Andrea Turi

NOTE
1.Il primo turno si terrà il giorno 23 aprile, mentre il ballottaggio il 7 di maggio.
2. I sondaggi pubblicati fino a qualche giorno prima del voto suggerivano che al secondo turno sarebbe stata una sfida tra Nicolas Sarkozy e Alain Juppé.
3. Il primo turno delle primarie del partito Les Republicaines ha segnato la fine della carriere politica del proprio fondatore, Nicolas Sarkozy la cui terza posizione (816.720 voti, 20.6%) ha il significato di una pesante sconfitta e susseguente resa politica.
Sarkozy si è complimentato con il suo ex primo ministro e si è spinto per un endorsement a favore di Fillon: “Francois è colui che ha capito meglio di tutti le sfide che si presentano alla Francia. Voterò per lui al secondo turno. Non sono riuscito a convincere una maggioranza di elettori. Rispetto questa scelta. Mi congratulo con Fillon e Juppé, due personalità di grande spessore che onorano la Francia. È tempo per me di cominciare una vita con più passioni private e meno passioni pubbliche. Francese sono e francese resto, tutto quello che riguarda la Francia mi toccherà sempre nel profondo del cuore. Nessuna amarezza, nessuna tristezza”.
4. Questi i risultati del secondo turno delle primarie repubblicane:
François Fillon – 807.663 voti (68.6%)
Alain Juppé – 369.406 voti (31.4%)
5. Quelle che si sono tenute nel mese di novembre sono state le prime elezioni primarie dello schieramento di centrodestra, mentre i socialisti adottano tale sistema già da molti anni.
6. Attraverso il suo libro, François Fillon ritorna su differenti momenti della sua vita personale e politica. I 25 capitoli di cui si compone Faire gli permettono di portare all’attenzione del lettore le riforme che egli vuole mettere in atto per ridare alla Francia il gusto della libertà.
7. Les 15 mesures phare de François Fillon – François Fillon 2017.
https://www.fillon2017.fr/participez/15-mesures/
8. https://www.washingtonpost.com/world/francois-fillon-frances-conservative-front-runner-promises-the-return-of-the-traditional-right/2016/11/22/a528a252-b0bd-11e6-bc2d-19b3d759cfe7_story.html?utm_term=.832ab0278a57
9. http://rakotoarison.over-blog.com/article-sr-20161122-fillon.html
10. https://www.rt.com/news/367691-trump-fillon-french-election/
11. Il discorso di Fillon è riportato in http://rakotoarison.over-blog.com/article-sr-20161122-fillon.html
12. Séance Publique, François Fillon, Faire, veille generaliste, N. 5, 18.02.2016, p. 5.
13. http://www.lepoint.fr/europe/les-positions-pro-russes-de-francois-fillon-inquietent-en-allemagne-28-11-2016-2086237_2626.php
14. ibidem.

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