CONDIVIDI
le pen macron

Il primo turno delle elezioni presidenziali ha dato il proprio verdetto: Emmanuel Macron (En Marche!) e Marine Le Pen (Front National) saranno i due candidati che si sfideranno per l’Eliseo.

I risultati delle urne confermavano le previsioni dei sondaggi di opinione non solo nei fatti ma anche nelle percentuali che i candidati avrebbero riportato al primo turno.

Al secondo turno si scontreranno le due contrapposte visioni del mondo e del futuro, quella sovranista e populista di Le Pen e quella elitaria rappresentata dall’ex banchiere dei Rothschild.

Dopo che le urne hanno decretato i nomi dei due contendenti alla Presidenza di Francia i mercati, i media nazionali ed internazionali e le istituzioni europee hanno recepito positivamente il responso del voto e l’affermazione dell’outsider Emmanuel Macron.

Interessanti, in questa ottica, i dati relativi agli indici delle borse con i mercati che sembrano incoronare l’ex ministro dell’economia come prossimo inquilino dell’Eliseo. Il giorno successivo, infatti, l’indice Cac40 della borsa di Parigi ha fatto registrare un +4.14% seguita dalle altre più importanti piazze finanziarie europee: Milano ha chiuso con un +4.78%, Francoforte a +3.37%, Londra a +2.11% mentre l’indice Standar & Poor’s 500 ha registrato un +1%; l’euro è risalito mentre è sceso lo spread tra Bund e i titoli periferici.

Sondaggi e appelli al voto: tutti uniti con Macron

Alle 20 di domenica 23 aprile, alla chiusura delle urne un sondaggio “istantaneo” condotto da France Television – Radio France dava a Macron la vittoria al secondo turno su Marine Le Pen con un risultato schiacciante: 62% contro 38%.

Tale tendenza è confermata da un recente sondaggio condotto dall’istituto Ipsos una settimana dopo il primo turno.

Votare per il presidente in pectore Macron per fermare l’avanzata dei frontisti di Marine Le Pen è la parola d’ordine dei partiti sconfitti al primo turno, dei socialisti e dei repubblicani. François Fillon, ha dichiarato: “dobbiamo scegliere chi è preferibile, l’astensione non fa parte dei miei geni, soprattutto quando c’è un partito estremista, conosciuto per la sua violenza e l’intolleranza. Il suo programma porterebbe il paese al fallimento, aggiungerebbe caos europeo. Non c’è altra scelta che votare per Emmanuel Macron”.

Dai repubblicani ai socialisti. Quale voce più autorevole per appoggiare la corsa di Macron se non quella del presidente uscente François Hollande che si è espresso così in diretta televisiva: “Voterò per Emmanuel Macron. La presenza dell’estrema destra fa di nuovo correre un rischio al Paese. La sua lunga storia, i suoi metodi, i legami con gruppi estremisti ovunque in Europa, ma soprattutto le conseguenze che avrebbe l’applicazione del suo programma sulla vita del nostro Paese. Impossibile tacere, non ci si può rifugiare nell’indifferenza, si impone la mobilitazione e la chiarezza, voterò Emmanuel Macron“.

Macron ha incassato anche l’endorsement di Barack Obama che in un video ha espresso la propria simpatia per il candidato euro-atlantico perché punta sulla speranza – quella hope tanto cara alla narrazione dell’ex Presidente statunitense – e non sulla paura: “le elezioni francesi sono di importanza capitale e per questo motivo appoggio Emmanuel Macron per guardare al futuro“.

Macron presidente. Lo dicono i numeri?

La migliore prestazione elettorale del Front National potrebbe non bastare a Marine Le Pen che si ritrova con l’ingrato compito di conquistare una fetta di elettorato pari al 30% e, per questo, ha puntato decisa su un discorso politico che facesse appello al popolo contro le élite, delle quali Macron è parte.

Macron è considerato da molti il prossimo presidente e, a guardare i numeri, a ragione. La matematica secondo Matthieu Le Crom, giornalista di Le Vent s’est levé, condanna la leader del Front National mentre, per il blogger Federico Dezzani, è proprio il ragionamento matematico che soggiace al paradosso del marchese di Condorcet ad aprire le porte dell’Eliseo a Le Pen.

Le proiezioni sulle intenzioni di voto per il secondo turno sembrano – con i sondaggi tutto è possibile e niente è sicuro – consegnare la palma della vittoria al fondatore di En Marche!

Gli unici voti sicuri che confluiranno al Front saranno quelli che verranno dall’elettorato sovranista di Debout la France guidata da Nicolas Dupont – Aignan (al primo turno 1.695.000 voti, 4,70%)con il quale la Le Pen ha siglato un accordo elettorale.

Intanto, il confronto – scontro televisivo che si è tenuto mercoledì 3 maggio e durante il quale Le Pen ha cercato la rissa verbale con Macron senza, però, riuscire a spostare gli equilibri nelle intenzioni di voto dei francesi: Macron 61% – Le Pen 39%.

Numeri che il voto di domenica archivierà sotto la voce: “voci elettorali”.

APPENDICE

A – La geografia del primo turno

Il primo turno ha fotografato una Francia elettorale spaccata in due: in giallo le circoscrizioni in cui si è affermato Macron, in grigio quelle dove ha vinto Le Pen. Le “isole” blu e rosse fanno riferimento, rispettivamente, alle affermazioni di Fillon e Melenchon.

B – Le tematiche più importanti nella scelta del candidato al primo turno

C – La percezione della personalità e dei programmi dei candidati da parte dell’elettorato francese

D – Il futuro della Francia se vincesse…

 

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: redazione@opinione-pubblica.com

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here