Theresa May
Theresa may al G20 di Hangzhou (Cina)

Ad Hangzhou (Cina), città elogiata da Marco Polo, di cui divenne anche Governatore (“La più nobile città del mondo e la migliore“), si è tenuto il G20 (4-5 Settembre), il primo per il Premier britannico Theresa May. In accordo con le previsioni di gran parte dell’opinione pubblica mondiale, uno dei principali argomenti di discussione è stato l’esito referendario del 23 Giugno e il futuro del Regno Unito fuori dall’Unione europea.

Nonostante lo scetticismo dilagante, manifestato soprattutto dalla ostilità nippo-americana e i riflettori puntati sul governo inglese, ritenuto non in grado di affrontare efficacemente un eventuale recesso, la May ha ribadito davanti ai più importanti Capi di Stato e di Governo le intenzioni di rendere il Regno Unito leader nel mercato globale nonostante (e soprattutto grazie a) l’uscita dall’UE, le cui pratiche non inizieranno prima della fine dell’anno. Poiché “Brexit means Brexit“, la May ha rivendicato l’esigenza di dover dare ascolto al popolo britannico, rendendo esecutiva la loro volontà espressa alle urne non appena i tempi saranno maturi.

Poco prima della partenza per la Cina, tra l’altro, il primo Ministro del Regno Unito è stato chiamato ancora una volta ad esprimersi sul voto di giugno, avvertendo l’elettorato di dover metter in conto alcune difficoltà durante il percorso di addio all’UE, ma che non poteva non essere ottimista sul futuro della quinta potenza economica mondiale, in grado di riconquistare autonomamente una posizione privilegiata negli affari interni: “Gli Inglesi vogliono avere modo di controllare il flusso di persone provenienti dall’Unione europea che entra nel Paese, si aspettano di vedere le opportunità di lavoro, le opportunità economiche”, ha dichiarato la First Lady, oltre che a livello globale: “Vorrei che il Regno Unito diventasse leader nel mercato mondiale”, spiega ancora la May.

Dichiarazioni tradotte poi in veri e propri successi diplomatici, dal momento che durante il G20 la May ha incassato le rassicurazioni di Corea del Sud e Singapore, due delle tre principali piazze finanziarie dell’Asia, e di Messico e India circa la possibilità di revocare le barriere commerciali esistenti tra i suddetti Paesi, mentre dall’entourage inglese trapela l’intenzione del governo cinese di dar vita ad un accordo bilaterale di natura commerciale tra Cina e Regno Unito, nonostante le tensioni tra i due Stati per la fase di stallo causata dal temporeggiamento della May sulle trattative circa la costruzione di un nuovo reattore nucleare nella centrale di Hinkley Point, progetto in cui sono stati investiti ingenti capitali cinesi.

La Brexit sarà un successo“: chissà che non sia arrivato il momento di crederci sul serio.

Mauro Gagliardi

Mauro Gagliardi
Classe '92. Eurocritico, Studente di Giurisprudenza presso Sapienza - Università di Roma. Appassionato di Geopolitica, Storia, Economia e Filosofia.