L’orrendo crimine si sarebbe consumato a Boostedt, nello Schleswig-Holstein nel nord della Germania, dove un iracheno ha scoperto suo figlio di quattro anni nella toilette di un centro per i richiedenti asilo insieme a un afghano di 22 anni che, a quanto sembra, lo stava costringendo ad avere rapporti sessuali.

La torbida vicenda, risalente al 29 marzo scorso, ma emersa solo da pochi giorni, è al vaglio della giustizia tedesca. Secondo il giornale tedesco Holsteinischer, l’orco, un afghano di 22 anni, si sarebbe inizialmente giustificato dicendo che il bambino gli aveva chiesto aiuto per andare alla toilette.

Ma pochi minuti dopo, il piccolo ha confessato alla sua famiglia che il suo aguzzino lo avrebbe avrebbe costretto ad avere un rapporto sessuale. Secondo il procuratore, l’analisi del DNA avvalorerebbe la testimonianza della vittima.

Il richiedente asilo afgano continua a negare l’accusa, ribadendo la sua versione dei fatti. Sul banco degli imputati è finito anche un altro afghano di 29 anni sospettato di essere suo complice. Avrebbe minacciato il fratello della vittima con un coltello, mentre i due bambini giocavano insieme, consentendo al violentatore di dare sfogo ai suoi istinti più beceri.

Quasi 600 migranti vivono nel centro rifugiati situato a Boostedt, a nord di Amburgo.

I casi di violenza sessuale in Germania si stanno moltiplicando in maniera preoccupante: a fine di luglio, un eritreo di 40 anni con lo status di rifugiato era stato arrestato per aver violentato una donna anziana in un cimitero nel land della Renania Settentrionale-Westfalia.

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