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Si scaldano i motori dell’edizione 2016 della Khurkhree National Premier League, il campionato mongolo, che seguiremo come ormai avviene da cinque anni (qui le edizioni precedenti 2011, 2012, 2013, 2014, 2015). Ma oltre alla curiosità che ci porta a sondare mondi calcistici così lontani, quest’anno avremo un motivo di interesse in più, visto che è stato ufficializzato il passaggio del portiere italiano Giacomo Ratto alla neofondata squadra dell’Ulaanbaatar City FC. Per la prima volta un calciatore italiano calcherà i campi del campionato del paese est-asiatico.

L’Ulaanbaatar City FC, fondato nel 2015 e al suo primo campionato (è una delle tre squadre esordienti oltre al Confinental e al Bayngol squadra fondata dal mitico Paul Watson, già protagonista in Micronesia), sarà la vera e propria mina vangate di questa Premier League: l’allenatore olandese Pieter De Jongh infatti potrà contare oltre che su Ratto anche su altri quattro stranieri di grande interesse come i russi Artyom Drobyšev (ex FC Čita), Ilyan Kungurov (ex FC Baikal Irkutsk) e Mikhail Gandilyan e il marocchino Ghassane El Barhami (con espereienze passate in Francia, Germania, Cina, Maldive e Sri Lanka).

Per l’occasione abbiamo intervistato in esclusiva proprio il nostro portabandiera, in questa sua avventura da pioniere del pallone, già alla sesta esperienza all’estero, dopo Svizzera, Malta, Panama, Nicaragua e Fiji.

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Giacomo Ratto, 29 anni, varesino, nella sua carriera vanta le giovanili del Varese e successivamente il passaggio al Gavirate. Nel 2010 varca il confine italosvizzero per firmare con l’AS Castello e successivamente con il Mendriso. Dal Canton Ticino il salto nel buio lo porta all’SK Victoria, campionato maltese, e poi ancora più lontano con, in sequenza, Tauro FC (Panama), UNAM Managua (Nicaragua) e Suva FC (Fiji), tre continenti. Ora arriva il quarto, con l’Asia e la Mongolia. Cosa ti ha spinto a questa particolare carriera da giramondo?

Quello che mi ha spinto a guardare oltre ai confini del nostro paese è la voglia di emergere, di prendere in mano la mía vita, e fare della mía passione il mío lavoro. Tutto sta nel saper “guardare oltre” molto spesso pensiamo che il calcio sia sólo Europa, ma esistono altri quattro continenti con campionati professionistici dove poter lavorare. Quello che ho fatto è proprio questo, ho guardato oltre ed ho deciso che la mía carriera sarebbe proseguita all’estero, un’opportunità lavorativa, e di conoscenza di nuovi stili di vita e di cultura calcistica. Se non sei valorizzato nel tuo paese, devi guardare oltre se pensi di avere le qualità per farlo, può andar bene o male, a me personalmente è andata bene.

La prima esperienza “esotica”, dopo la vicina svizzera, è a Malta. Come sei arrivato a giocare nella massima divisione dell’isola?

Malta è nata quasi per caso, stavo giocando in Promozione, e andavamo alla grande, terzi in classifica con ottime prestazioni della squadra e mie, ebbi un litigio con il presidente a causa di un infortunio, nonostante giocassi infortunato non mi pagava e me ne andai. Li decisi che dovevo dare una svolta, scrissi a squadre Maltesi, ma non ottenni risposta, quindi vidi che Mario Muscat, portiere leggenda del calcio maltese, aveva una scuola per estremi difensori, gli scrissi una mail, mandando Curriculum un vídeo… il 26 dicembre mi contattò dicendomi che mi avrebbe chiamato una squadra, l’ SK Victoria Wanderers. Il 3 gennaio 2013 firmai il mío primo contratto, con i maltesi. Arrivai che eravamo penultimi, e chiudemmo il campionato terzi. Fu una delle più belle esperienze della mía vita calcistica.

Poi si vola dall’altra parte del mondo, Panama e Nicaragua: cosa ti hanno lasciato queste esperienze?

Si, hai detto bene, dall’altra parte del mondo. A livello umano mi hanno lasciato tanto: amici, una cultura completamente nuova, anche a livello calcistico. Beh Panama e il Nicaragua sono molto diverse, Panama e una nazione sviluppata, il Nicaragua è in vía di sviluppo. Forse quello che più mi rimarrà dentro e il modo “soave” di vivere il calcio, una tensione giusta nel pre-gara, in uno spogliatoio Italiano sarebbe impensabile ascoltare la musica e cantare. Li il silenzio inizia quando il mister fa la tattica pre-gara, e poi vía a scaldarsi. Uno dei ricordi più belli è la prima gara in Nicaragua, Walter Ferretti-Unan Managua, più di 6000 persone allo stadio, un ambiente “caliente”, fu uno spettacolo giocai una grande gara, e arrivai secondo per vincere il premio dell'”hombre del partido”.

Poi è arrivata l’esperienza nella Champions League oceanica nelle Fiji: paradisi terrestri che attirano molti calciatori italiani in cerca di fortuna, ma anche un torneo importante che garantisce un posto al Mondiale per Club. Che tipo di calcio si gioca da quelle parti?

Si un paradiso terrestre, spettacolare!!! Ho visto dei posti e un mare che probabilmente se non fosse stato per il calcio non avrei mai visitato. Ho conosciuto anche un grande amico e compagno di squadra, nonché ottimo giocatore, lo spagnolo Adrián Garrido Medina Ho conosciuto altre persone fantastiche, dei “ragazzi” spagnoli, un nicaraguense, un italiano, che lavoravano per la Comunità Europea, che mi hanno aiutato tanto in alcuni frangenti. Il calcio in Oceanía, escludendo i Neozelandesi, è molto fisico, corrono come matti, tatticamente molto povero, tecnicamente ci sono alcuni ragazzi molto validi, diciamo che sono rari, più che altro sono fisicamente dei mostri.

Ora hai scelto la Mongolia. È vero che ci fu già un contatto qualche anno fa?

Si è vero. Dicembre 2014, un agente di Singapore mi mandò un offerta del Khoromkhon per giocare l’AFC Cup. Parlai con il club nicaraguense e rescissi il contratto, rifiutai un’ offerta dal Costa Rica, dal Municipal Liberia accettai la proposta del Khoromkhon. Era un’occasione unica, il mio contratto era esclusivo per l’AFC Cup, era l’opportunità che aspettavo da una vita, giocare una competizione internazionale, l’equivalente della nostra Europa League. Purtroppo 2 giorni prima della partenza per tornare in Italia, l’agente mi comunicò che il Khoromkhon sarebbe stato escluso dall’AFC Cup 2015 e sarebbe entrato nel nuovo format del 2016. Mi trovai senza squadra, e senza tempo per sentire di recuperare in Costa Rica o Nicaragua, poiché stavo tornando in Italia.

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L’Ulaanbaatar City FC è una squadra di nuova formazione, cosa ti aspetti da questa prima stagione di Niislel League?

Io ho firmato con L’Ulaanbaatar City FC, con un obiettivo chiaro. Vincere il titolo, quindi ciò che mi aspetto è di finire il campionato a ottobre alzando il titolo.

Hai già conosciuto allenatore e compagni? Conosci già qualcosa del calcio mongolo?

No i compagni non li conosco, so che ci sono tre russi e un marocchino e potrebbero arrivare nuovi stranieri. Si l’allenatore lo conosco, diciamo che è colui che ha fatto si che io firmassi in Mongolia. Pieter De Jongh lo contattai quando era allenatore Del Cape Town FC, gli mandai Curriculum e vídeo siccome ero interessato a giocare in Sud Africa, e dopo aver controllato mi disse che era interessato a me e mi avrebbe contattato. Nel frattempo firmò con l’Ulaanbaatar City, quindi mi propose questa nuova meta. Del calcio Mongolo conosco poco, sarà una scoperta continua, giorno per giorno.

Hai un messaggio da lanciare ai tuoi colleghi che vogliono seguire i tuoi passi?

Un vero e proprio messaggio non ce l’ho da mandare, forse il messaggio è l’intervista stessa. Quello che mi sento di dire, è che se si ha delle capacità e si vuole far della propria passione un lavoro, a volte bisogna avere il coraggio di rischiare…c’è un mondo la fuori pieno di opportunità, basta saperle cogliere, e non fermarsi alla prima difficoltà.

Nel frattempo continua il cammino del calcio mongolo verso il futuro: dopo il pionierie Murun Altankhuyag, primo professionista mongolo e ad un passo dal campionato serbo, due giovanissimi calciatori mongoli Ganbold Ganbayar e Soyol-Erdene Gal-Erdene hanno mostrato ottime qualità con le squadre giovanili del Barnet FC, squadra inglese di League Two.

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Responsabile delle pagine sportive. Nato a Trieste, ha scritto "Con lo Spirito Chollima", "Patria, Popolo e Medaglie", "Vincere con Gengis Khan" e "Due a zero". Gestisce il blog "Chollima Football Fans"

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