In Sicilia è nato “Sud Chiama Nord”. A guidare la nuova formazione politica sono l’europarlamentare (ex M5s), Dino Giarrusso, e l’ex sindaco di Messina, Cateno De Luca.

Nel corso della presentazione al Palazzo dei Normanni del nome e del simbolo, sono state anche ufficializzate le cariche: Giarrusso sarà il segretario nazionale, De Luca il coordinatore. Con loro anche Ismaele La Vardera, un’altra ex ‘iena’, nelle vesti di presidente del neonato partito.

“Sarà un movimento popolare e al tempo stesso un partito che, ispirandosi ai principi autonomistici e federativi dei territori, vuole definire ed attuare un concreto patto di solidarietà tra Sud e Nord, integrando un nuovo quadro di politiche nazionali ed europee finalizzate a eliminare le sperequazioni sociali economiche ed infrastrutturali tra il Meridione e il resto dei territori europei che non rendono competitivo il sistema Italia”, spiegano in una nota Giarrusso e De Luca.

“Dobbiamo dare lavoro ai nostri cittadini, non parlare astrattamente di lavoro. Dobbiamo assicurare sicurezza alle nostre città facilitando autenticamente la funzione delle forze dell’ordine, non parlare di sicurezza in modo generico, come se dipendesse dal caso. Sappiamo che garantire una maggiore efficienza, competitività e miglior tenore di vita al Sud avrebbe un eccellente impatto positivo – economico, sociale e di sviluppo – anche per tutte le regioni del Nord Italia, creando finalmente un paese che corre compatto alla stessa velocità, e che sarà molto più competitivo non solo in Europa ma nell’ormai globalizzato mercato mondiale”, prosegue la nota.

Il primo test saranno le regionali in Sicilia, alle quali i due fondatori di “Sud Chiama Nord” si presenteranno in ticket: De Luca presidente, Giarrusso vice.

Giarrusso e De Luca concludono concludono: “Aver unito il nostro cammino ha già creato due terremoti: fra cittadini e amministratori locali, perché in moltissimi vogliono salire a bordo, e fra i vecchi partiti perché in tanti presi dal panico ci hanno offerto qualunque cosa pur di recedere ed accasarci con loro. Noi preferiamo l’entusiasmo del popolo alle lusinghe dei partiti, e andiamo dritti per la nostra strada: a Novembre la Sicilia si risveglierà finalmente liberata, e da lì partirà un nuovo cammino affinché sia libera l’Italia intera”.

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica

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