giochi della mente

È tornato recentemente di estrema attualità il dibattito sull’inserimento di giochi della mente come dama, scacchi e poker sportivo ai Giochi Olimpici. La vera novità, però, è che in questo dibattito sono entrati anche i videogiochi a torneo, i cosiddetti e-sports, che muovono un giro d’affari sempre crescente e attirano milioni di appassionati in ogni angolo del globo.

Il prossimo anno, alle Olimpiadi estive di Tokyo, vedremo per la prima volta andare a caccia delle medaglie atleti di surf, skatebord, karate e arrampicata e assisteremo al ritorno di baseball e softball, già presenti ai Giochi nel 1992 e nel 2008. E già ci si interroga sulle discipline che arriveranno nella prossima edizione che si terrà a Parigi.

Sotto la lente di ingrandimento della Global Association of International Sports Federations sono finite l’International Federation of (Match) Poker, l’International Pole Sports Federation e l’International Table Soccer Federation, ovvero le federazioni di riferimento di poker sportivo, pole dance e calcio balilla.

Già oggi uno degli skill games di maggior successo e copertura mediatica internazionale, il poker sportivo sembra avere tutte le carte in regola per entrare nelle Olimpiadi. Innanzitutto, il primo requisito è rispettato: quello di essere praticato da uomini in 75 paesi su quattro continenti e da donne in 40 paesi su tre continenti. L’unica incognita riguarda le decisioni fin qui prese dal Comitato Olimpico Internazionale che come sempre avrà l’ultima parola sull’ingresso o meno della disciplina: al momento i giochi della mente sono stati sempre esclusi. Ma la speranza è ancora viva.

Intanto qualche piccolo passo avanti è già stato fatto, almeno a livello nazionale. Il CONI ha infatti aggiunto, nel 2013, nella lista degli sport riconosciuti anche la dama, gli scacchi e il bridge. Che il prossimo a essere inserito sia proprio il Texas Hold’em sportivo?

Se dovesse andare male gli appassionati di sport potrebbero consolarsi con le imprese dei videogiocatori. Nel 2017 Il Cio, al termine di un vertice tenutosi a Losanna, ha mostrato grande apertura verso le competizioni videoludiche e in un comunicato ha sostenuto per la prima volta che esse possono essere considerate “delle discipline agonistiche vere e proprie” e rientrare quindi all’interno del Movimento Olimpico. Nel frattempo, si è aperto il dialogo dello stesso comitato e del GAISF (Global Association of International Sports Federations) con l’industria del gioco e con i rappresentanti degli atleti “virtuali”. Obiettivo quello di capire se tutti i parametri per l’ingresso alle Olimpiadi sono rispettati e quello di stabilire le modalità di inserimento nel programma della rassegna a cinque cerchi.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.