Questa mattina abbiamo appreso una notizia sulla quale da tempo eravamo stati messi in guardia, ma che in ogni caso speravamo di non ricevere mai: la morte del grande Giovanni Mazzola.

Eravamo andati a conoscerlo poco più di un anno fa, a Pontedera, dove si trovava insieme ai parenti. In Italia si trovava per delle cure ad un brutto male che, purtroppo, dopo i primi successi ha alla fine avuto la meglio.

Poco prima, nel luglio del 2015 era stato gradito ed illustre ospite del matrimonio di Marco e Girom, ai quali rivolgiamo insieme ai parenti di Mazzola la nostra partecipazione più viva al loro dolore.

Da lì era la nata l’idea di un articolo-intervista, che prontamente Mazzola aveva accettato, perchè su certe cose che si raccontavano su di lui e sull’Eritrea a suo giudizio bisognava fare chiarezza. E così, poco dopo, lo incontrammo, a Pontedera, e fu un pomeriggio davvero piacevole.

Ci raccontò di tutto: le sue esperienze sportive, il suo successivo lavoro come sarto, la ditta di trasporti che fondò per dare da lavorare ai fratelli, la sua politica di riforestazione dell’Eritrea, il fatto d’aver propagandato il ciclismo non soltanto in patria ma pure nel resto dell’Africa. Parlammo persino di meccanica e di politica spicciola, insomma: di tutto e di più.

E poi ci offrì i suoi biglietti da visita, davvero curiosi e simpatici, dove amava farsi raffigurare come “il sarto del giardino”, perchè Mazzola oltre alla passione per la sartoria aveva anche quella del giardinaggio, e gli piaceva unire queste due passioni insieme.

Lo rivedemmo lo scorso maggio, quando a Pisa si celebrarono i 25 anni d’inpendenza dell’Eritrea: sempre gagliardo, Mazzola non si peritò di far aspettare i parenti che avevano da andar via per concedersi un ultimo ballo coi giovani eritrei. In quell’occasione c’erano anche i giovani campioni del ciclismo eritreo, a cominciare da Daniel Teklehaimanot. Fu commovente vedere Mazzola, decano del ciclismo eritreo, insieme coi suoi giovani e degni continuatori.

La redazione de “l’Opinione Pubblica” tutta si stringe intorno ai familiari e agli amici di Mazzola, esprimendo le proprie condoglianze più sincere e sentite.

7 COMMENTI

  1. Ho conosciuto Mazzola sin dalle sue prime vittorie come corridore di bicicletta, sino a vederlo onorato dalla convocazione a far parte della squadra etiopica alle olimpiadi di Roma. Ho seguito da cliente i suoi progressi nell’arte della moda maschile, sino a diventare il numero uno.Ho letto alcuni articoli su di lui , ma ho trovato delle carenze E’ stato per diversi anni Presidente del cub Junior, formato fa giovani italo/eritrei ed in quella carica ha contribuito a formare una squadra di calcio, molto apprezzara nel campiobato di seconda divisione : E’ stato anche Presidente della Casa vdegli Italiani per diversi anni ed in questa occasione ha provveduto più volte, a sue spese e con i suoi mezzi alla manutenzione ordinaria del cimitero civile di Asmara, dove vi sono tombe di italiani. Dal Governo Italiano è sato insignito del cavalierato della Repubblica Italiana .Mazzola è stato si un grande eritreo, ma anche , per la sua origine, un grandissimo Italiano. Riposa in pace caro amico e goditi la pace dell’eternità che ti sei meritato in questa terra.

  2. You will be missed deeply by those of us who had a chance to meet you and were fond of you. I hope one day your visions get realized for Eritrean sport, the beauty of Asmara not to forget all those sport memorabilia photos … One of Eritrea’s well known finest Gentlemen and thank you for my suit. I can’t forget when one day we were discussing and I asked you a question and you gave me an answer by just rolling your eyes, Eritrea will never know what it had .RIP Giovanni and my condolence to the family.

    • Ricordo con grande affetto l’incontro con Giovanni durante il mio viaggio umanitario nel 2010; mi invitò a cena a casa sua ad Asmara. Aveva raccontato che anni fa, pur non essendo medico, aveva organizzato, girando nelle scuole, la prevenzione di alcune malattie congenite del cuore, agendo sull’eradicazione della malattia reumatica, una delle cause più frequenti delle alterazioni delle valvole cardiache, mediante la bonifica dei focolai batterici nelle tonsille. Grande Uomo!!!
      Tratto da Wikinotizie, “Il viaggio umanitario del CISS in Eritrea “. “L’arrivo ad Asmara avviene al calare della notte, fra bellissimi alberi ricoperti di fiori azzurri. Il mattino successivo la spedizione riesce anche a trovare un po’ di Italia rimasta in Eritrea: nel centro di Asmara c’è un bar chiamato “Impero” dove è possibile fare colazione con cappuccino e brioche. Non mancano neppure italiani, sia pure d’origine: un sarto di nome Giovanni Mazzola si è offerto di aiutare la spedizione a sbrigare le pratiche burocratiche che si riveleranno essere piuttosto gravose: infatti il Ministero della Salute ha bloccato il furgone della Iveco di Asti con gli aiuti al porto di Massawa “.
      Un caro abbraccio alla moglie che ho avuto il piacere di aiutare. Pier Luigi Bertola Presidente onlus CISS.

      • Dal libro ” I miei avventurosi viaggi umanitari” Ed Albatros il filo.
        Il mattino andando in ambasciata a presentarci, e a chiedere informazioni per lo sdoganamento del furgone, ci imbattiamo in un negozio di sartoria dal nome italiano: Mazzola. Piero entra, parliamo con un personaggio affabile e gentile, che si rivelerà poi molto interessante.
        Nato in Eritrea da padre italiano e madre eritrea, aveva studiato sartoria a Bologna, nel 60 aveva partecipato alle Olimpiadi di Roma, vincendo una medaglia nel ciclismo nell’inseguimento a squadre su pista. Ci accoglie in un ambiente familiare offrendoci un caffè, s’informa sui nostri programmi impegnandosi ad aiutarci nello sdoganamento del furgone, che dovrebbe arrivare a breve al porto di Massaua.
        Il signor Giovanni Mazzola pur essendo sarto, ha avuto un’idea veramente geniale: poichè il reumatismo in Eritrea è una piaga sociale, ha pensato bene di andare nelle scuole dell’obbligo, a spiegare e illustrare le modalità, con cui dall’infezione delle tonsille la malattia può estendersi al cuore come anche alle articolazioni, al rene o al cervello.
        Ha fatto dei poster che ha affisso nelle scuole, da cui si capisce molto chiaramente l’intera evoluzione della malattia reumatica. E’ veramente eccezionale che una persona digiuna di nozioni mediche, abbia avuto l’intuito e la voglia di fare un lavoro simile. Dovrebbero dargli un’ onorificenza.

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