Attentato in Spagna: colpita la Rambla di Barcellona

Tredici morti, ottanta feriti: questo è il macabro bilancio dell’ultimo attentato a firma dell’ISIS, avvenuto ieri sulla Rambla di Barcellona, in Spagna. Giovani turisti che pensavano di concedersi una spensierata vacanza si sono ritrovati al centro di un folle gioco che li ha visti colpiti e stritolati al suolo alla stregua di veri e propri birilli.

Fra i feriti, come riportato anche dal nostro ambasciatore a Madrid, Stefano Sannino, anche tre italiani. Si teme pure per la vita di un italiano rimasto coinvolto nell’attentato di Barcellona, Bruno Gulotta, di Legnano, in Lombardia, che era in vacanza nella città catalana con la moglie e i figli. Gulotta, 35 anni, al momento dell’attacco si trovava sulla Rambla e sarebbe rimasto ucciso dal furgone piombato sulla folla. Al momento tuttavia non esistono ancora conferme ufficiali della notizia.

Ripulita nel corso della notte, oggi la Rambla è stata riaperta al passaggio pedonale, ma resta ancora interdetta al traffico veicolare. Nel frattempo numerosi turisti, sconvolti dall’avvenimento, stanno lasciando gli alberghi e gli appartamenti che avevano preso in affitto.

Sulla Rambla dopo l’attentato ha regnato un silenzio che probabilmente Barcellona mai prima d’ora aveva conosciuto. Nella notte si sentivano passare solo i furgoni blindati dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana che ha isolato quasi totalmente un’area che da Gran Via passando per calle Pelayo raggiunge Plaza de Catalunya e quindi la Rambla, fino al porto della città. Più in là, nella grande piazza centrale, lavoravano velocemente e sempre silenziosamente gli spazzini.

Il grande marciapiede centrale che porta alla statua di Cristoforo Colombo non è stato percorribile fino a stamani, dopo che la polizia ha provveduto ad isolarlo con gli appositi nastri. Nei primi duecento metri della Rambla, presidiata da decine di poliziotti, si potevano vedere alcune tracce del furgone che a zig zag proprio su quel grande marciapiede aveva seminato il caos.

Ma non è stata solo Barcellona a pagare all’ISIS il proprio tributo di sangue: anche a Cambrils, altra nota località turistica spagnola, è avvenuto un secondo e grave attentato. I due fatti sono di certo collegati fra loro: lo ha detto il ministro regionale degli Interni della Catalogna Joaquim Forn alla radio RA C1 nelle prime ore del mattino precisando che l’attentato ”segue la stessa traccia. C’e’ un collegamento”. La polizia non ha dato dettagli dell’attacco a Cambrils ma i media locali affermano che un’automobile avrebbe investito un mezzo della polizia oltre alla gente che si trovava nelle vicinanze.

Otto ore dopo l’attentato di Barcellona, lo stesso scenario stava dunque per ripetersi nella notte anche a Cambrils. Ne è convinta soprattutto la polizia locale, che in un blitz ha ucciso cinque sospetti terroristi, confermando in un secondo momento che il gruppo aveva investito alcune persone con un’automobile. Sono stati sei i civili feriti ed investiti.

Nelle prime ore del mattino la polizia aveva riferito che quattro sospetti terroristi erano stati uccisi a Cambrils in un intervento teso a ”rispondere ad un attacco terroristico”. La polizia regionale della Catalogna inizialmente ha mantenuto il riserbo, dichiarando di non poter dire come le sei persone fossero rimaste ferite, ed ha pubblicato sui social network la notizia di un’indagine in corso per verificare se i sospetti attentatori indossassero cinture esplosive da kamikaze, supposizione successivamente confermata.

Nel frattempo sono due le persone arrestate perché ritenute coinvolte nell’attentato di Barcellona, mentre altre due sarebbero in fuga. Posti di blocco sono stati allestiti alle principali uscite dalla capitale catalana. Un secondo furgone bianco collegato all’attacco a Barcellona è stato trovato nel villaggio di Vic, nei pressi della città: si ritiene che il mezzo sia stato usato per la fuga. Il piano era stato dunque molto ben congegnato da parte degli attentatori.

“Uno degli autori dell’attacco di oggi è stato ucciso in una sparatoria con la polizia a Sant Just Desvern“, ad una decina di chilometri a ovest di Barcellona, ha riportato il giornale La Vanguardia. Secondo le prime notizie, questi avrebbe tentato di forzare un posto di blocco costringendo la polizia ad aprire il fuoco.

Sempre secondo La Vanguardia, in un primo momento la polizia aveva fatto sapere di aver arrestato Driss Oukabir, la cui identità corrispondeva ai documenti forniti per noleggiare il furgone. Ma più tardi un uomo, sempre identificato come Driss Oukabir Soprano, si è presentato al commissariato di Ripoll, a Girona, dove risiede, denunciando il furto dei suoi documenti. Inizialmente infatti la polizia aveva diffuso la sua identità e la sua foto definendolo come colui che aveva affittato il furgone usato nell’attentato. Il sindaco della località ha confermato l’identità dell’uomo. Gli agenti stanno cercando di chiarire perché Oukabir non abbia denunciato prima il furto e sospettano del suo fratello minore, Moussa, ipotizzando che cerchi in qualche modo di proteggerlo.

“I terroristi non sconfiggeranno mai un popolo unito che ama la libertà di fronte alla barbarie. Tutta la Spagna sta con le vittime e le famiglie”, ha nel frattempo scritto su Twitter il premier spagnolo Mariano Rajoy, poco dopo l’attentato.

L’ISIS ha rivendicato l’attentato di Barcellona attraverso la sua agenzia stampa Amaq, definendo gli attentatori “soldati dello Stato Islamico”. Lo conferma anche il Site, il sito di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web, pubblicando una immagine della rivendicazione in arabo.

La Spagna, nei piani del Califfato, è una “terra dell’Islam”, che deve ritornare alla dominazione arabo-musulmana da cui era stata strappata dai cristiani con la Reconquista. Secondo molti osservatori, pertanto, questi attentati sarebbero funzionali a destabilizzare il paese e a propiziare il clima idoneo all’attuazione di questo progetto di violenta riacquisizione islamico-fondamentalista della Spagna. Un progetto che forse appare come remoto, viste le crescenti difficoltà militari dell’ISIS fra Siria ed Iraq, ma a cui i suoi uomini evidentemente non sono per nessun motivo disposti a rinunciare.

UN COMMENTO

  1. Considerato che ora sappiamo che gli attentatori assassini giustamente giustiziati dalla polizia catalana sono giovanissimi si potrebbe ipotizzare che ormai il daesh sia arrivato veramente alla sua fine.
    Infatti questa cosa richiama alla memoria l’uso di soldati bambini che Hitler fece usare alla fine della guerra ormai senza più risorse umane da utilizzare ….
    Per quanto riguarda la riconquista della Spagna fa parte di chicchessia islamico mi sembra solo un sogno da mentecatti …. Chiunque pensasse veramente una cosa del genere vive nel mondo dei sogni …
    Non esiste alcuna possibilità di una ipotesi del genere … Neanche minima …

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