In 48 ore il governo chiede 4 voti di fiducia su argomenti sensibili come la giustizia penale e civile e il green pass. Pochi parlano, molti tacciono, tantissimi pensano a tirare a campare. Il Parlamento è mortificato, il dissenso viene demonizzato, le presunte fronde interne svaniscono alla prova dei fatti. L’opposizione (Fdi, L’Alternativa C’è e singoli parlamentari del Misto) non ha il peso e le “sponde” necessarie per incidere. La deriva è davvero preoccupante.

Nei prossimi 100 giorni dovranno essere approvate ben 42 riforme necessarie per presentare il primo rendiconto ed ottenere la prima tranche del 2022 dei fondi previsti dal PNRR. Si tratta di provvedimenti molto significativi riguardanti Giustizia, Università, Politiche attive per il lavoro, Ambiente, Concorrenza e Fisco, destinati a cambiare il volto del paese. Misure strutturali pensate e decise nelle stanze del potere romano, lontane e lontano dal popolo.

A decidere e disporre sono solo il premier Draghi, il ministro dell’Economia Franco e quelli della Transizione ecologica e dell’Innovazione Cingolani e Colao. I sottosegretari fanno molta scena ma, alla prova dei fatti, al massimo riescono a garantire gli interessi delle rispettive “parrocchie di provenienza. I partiti, rappresentati da nominati e cooptati impegnati nella riconquista delle candidature “bloccate”, sono sempre più scollegati dai territori. Il Parlamento, e dunque il paese, è di fatto totalmente esautorato dalla discussione nel merito delle riforme scritte sotto dettatura dell’UE.

I famosi soldi del Recovery, vincolati al rispetto di rigide condizionalità, avranno costi economici e sociali ingenti per il popolo. Alla Camera e al Senato, a giudicare dall’andazzo di questi mesi, si procederà a colpi di fiducia, legittimando e coprendo politicamente in maniera autoritaria e verticistica le scelte di burocrati subordinati ad altri burocrati. I leader dei partiti che sostengono il “governo dei migliori”, faranno finta di litigare tra loro negli intervalli tra una votazione compatta e l’altra. Per tenersi buone le tifoserie, per non far capire agli elettori che non contano niente.

Da buoni esautorati quali sono, da meri esecutori degli ordini degli oligarchi del Draghistan.