Berlusconi era spiato dall’americana National Security Agency. I vecchi sospetti sono diventati prove scottanti. Non è più complottismo da web ma realtà e verità storica.
La storia di quel burrascoso 2011 che segnò la fine della sua premiership, con l’impennata dello spread, la rottura con l’ex fedelissimo ministro Tremonti e gli avvisi di sfratto inviatigli dalla Bce, deve essere riscritta.
Le rivelazioni di Repubblica e L’Espresso sulla base dell’ennesimo flusso di file emerso dal caso Wikileaks, hanno innescato reazioni e prevedibili rese dei conti sia tra gli “amici” che tra i “nemici” del Cavaliere.
“Ci accingiamo a chiedere informazioni in tutte le sedi anche con passi formali sulla vicenda di Berlusconi”, ha affermato Matteo Renzi durante la riunione dei senatori a proposito dell’ipotesi di spionaggio nei confronti dell’ultimo governo eletto dagli italiani. La Farnesina ha convocato l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America John Phillips per avere chiarimenti.
Dura la reazione degli uomini vicini a Berlusconi. I presidenti dei senatori e dei deputati di Forza Italia, Paolo Romani e Renato Brunetta, hanno chiesto un incontro urgente al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega ai servizi segreti, Marco Minniti, già in carica nel 2013, all’epoca del governo Letta, quando esplose l’Nsagate.
“Dopo le gravissime notizie pubblicate questa mattina da La Repubblica, in merito alle intercettazioni della Nsa americana sul caso cosiddetto Wikileaks, chiediamo inoltre che il governo, auspicabilmente nella persona del presidente del Consiglio Matteo Renzi, venga al più presto a riferire in Parlamento”, annunciano gli “azzurri”.
Si muove anche il Copasir. Per Giacomo Stucchi, presidente del Comitato parlamentare di controllo dei servizi, è doveroso sottoporre la questione all’attenzione del sottosegretario Minniti nella sua audizione prevista per dopodomani”.
Romani chiama in causa anche Enrico Letta che a suo tempo definì non compromesse la sicurezza nazionale e la privacy dei cittadini italiani: “Mi sembra un fatto gravissimo che la Nsa si sia presa la libertà di intercettare sul territorio italiano al massimo livello e di questo non ha minimamente informato il governo italiano che, a fronte di alcune nostre interrogazioni, ha sempre detto che si trattava di fatti non veri. D’altra parte quello che è accaduto in Germania non fa che avvalorare ciò che aveva anticipato Assange”.
Il capogruppo alla Camera, Brunetta, chiede invece a Renzi l’istituzione di “una commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del 2011 e sulla crisi borsistica-bancaria del 2015-2016”.
A quanto pare, la Nsa avrebbe utilizzato una sua unità d’élite, lo Special Collection Service, per accerchiare Berlusconi e i suoi, tra il 2008 ed il 2011, mettendo sotto “controllo” cellulari e utenze fisse di alcuni suoi collaboratori in posizioni strategiche, come il consigliere personale per le relazioni internazionali Valentino Valentini, il consigliere per la sicurezza nazionale Bruno Archi, il rappresentante italiano presso la Nato Stefano Stefanini e l’allora consigliere diplomatico di palazzo Chigi, Marco Carnelos.
Il celebre Consiglio europeo di Bruxelles del 22 ottobre 2011, la conferenza stampa congiunta durante la quale, a una domanda sulla loro fiducia in Berlusconi e nella tenuta dell’Italia, i leader di Germania e Francia avevano risposto con un sorrisino beffardo e l’incontro a tre con le pressioni sul primo ministro italiano affinché annunciasse forti e concrete misure in modo da dimostrare che il suo governo è serio sul problema del debito”, erano noti anche nei minimi dettagli agli agenti dell’Nsa che come emerge da un documento top secret della stessa agenzia, datato 2010, spiavano le comunicazioni dell’ambasciata italiana a Washington e operavano la massiccia raccolta dei metadati degli italiani attraverso due team dello Special Collection Service: uno a Roma e l’altro a Milano.
Cade dunque il “mito” di quei giorni, scanditi da brindisi e “Bella Ciao” sul versante sinistro e sbandieramenti di vessilli statunitensi a destra. Era, è stata una colossale farsa, con spioni specializzati come attori protagonisti e i soliti, utili idioti a fare da comparse.
A libro paga i primi, inquadrati almeno come agenti; a gettone i secondi, da buoni fessacchiotti stagionali. Ma accomunati entrambi dall’amore per lo zio Sam.
Berlusconi rassegnerà le dimissioni il 12 novembre del 2011 e gli italiani, spiati come il premier, contrariamente a quanto riferito, ad ottobre 2013, ad una delegazione del Copasir dal vicedirettore dall’agenzia di intelligence, generale John Inglis, da quel momento non hanno più potuto scegliere il governo attraverso il voto.

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