salvini e di maio: stretta di mano

Luigi Di Maio risponde alle accuse delle opposizioni sulle parole pronunciate durante la manifestazione del 2 giugno: “Lo Stato da oggi siamo noi” aveva detto il vicepremier sul palco di Roma. Dopo alcune frecciatine provenienti dalle fila del Partito Democratico, arriva un messaggio del leader politico del Cinque Stelle, che su Facebook scrive: “Questo è uno dei libri più belli che ho letto, uno di quelli che ha fatto crescere in me la passione per la partecipazione politica. Questo è uno dei miei passi preferiti ‘Che cosa vuol dire libertà, che cosa vuol dire democrazia? Vuol dire prima di tutto fiducia del popolo nelle sue leggi: che il popolo senta le leggi dello Stato come le sue leggi, come scaturite dalla sua coscienza, non come imposte dall’alto’ “.

Questo è uno dei libri più belli che ho letto, uno di quelli che ha fatto crescere in me la passione per la…

Posted by Luigi Di Maio on Wednesday, June 6, 2018

Quello citato da Di Maio è un passaggio di “Lo Stato Siamo Noi”, testo di Piero Calamandrei, padre costituente, antifascista e fondatore del Partito d’Azione.

In mattinata l’altro viceministro, Matteo Salvini, ha rilasciato un’intervista a Radio anch’io, trasmissione di Radio1 condotta da Giorgio Zanchini. Il leader del Carroccio ha difeso il progetto fiscale del programma di governo: “La flat tax sarà un vantaggio per tutti” – ha sottolineato il Ministro degli Interni – “Se uno fattura di più e paga di più è chiaro che risparmia di più, reinveste di più, assume un operaio in più, acquista una macchina in più e crea lavoro in più. Non siamo in grado di moltiplicare pani e pesci. Ma l’assoluta intenzione è che tutti riescano ad avere qualche lira in più in tasca da spendere”. Salvini è stato intervistato anche su altri argomenti, su Fornero si punta al quota 100 e ai 41 anni di contributi, su immigrazione: “non metterei mai mia figlia su uno di quei barconi”; su Mafia si è congratulato con Conte per il suo discorso sulla criminalità organizzata.

Salvini è poi entrato anche nel merito della riforma del Trattato di Dublino: “questa era una pessima riforma, la Ue ha detto che non ci doveva lasciare soli, ma alla fine di tutto questo can can partoriscono un progetto che dice l’esatto contrario, arriva a dire che chi sbarca in Italia si ferma in Italia per almeno otto anni. La novità è che rispetto al passato al progetto di riforma della Bulgaria si è aggiunto anche il no di paesi come la Germania, l’Olanda e i paesi baltici”. Su Nord Africa il ministro ha spiegato: “sto cercando di capire qual è la situazione in Tunisia e in Libia, quando ho parlato dei tunisini non mi rivolgevo ai tunisini come popolo, ma è innegabile che più della metà dei detenuti tunisini detenuti in Europa sono in Italia e sono più di 2000, ed è innegabile che come dall’inizio dell’anno la nazionalità più presente per sbarchi in Italia è quella tunisina. Nella prossima settimana incontrerò il ministro dell’interno tunisino, perché parliamo di un paese libero con istituzioni democratiche che non ha guerra e non ha carestia”.

Salvini si è espresso anche sulla politica estera e sulle sanzioni russe: “L’importante è che riparta un principio di buona collaborazione, di buon vicinato e rapporti pacifici: io non sono né filorusso né filoamericano, né tifoso. Con la Russia bisogna avere buoni rapporti commerciali, perché la Russia è un partner strategico dal punto di vista energetico e dal punto di vista delle nostre imprese”. Non sarà facile per il nuovo governo far passare il messaggio del dialogo con tutti i paesi, poco fa Stoltenberg ha ricordato all’Italia l’importanza delle sanzioni alla Russia.

Sull’Europa: “Finalmente si smonterà l’eterno inciucio tra democristiani e socialisti, e forse si parlerà dell’Europa vera e non dello spread e delle banche. Il prossimo bipolarismo sarà tra chi ascolta i popoli e chi ascolta i mercati, i mercati vanno ascoltati perché ci sono i nostri  risparmi, però il diritto alla vita, il diritto alla salute, il diritto dei terremotati, che alcuni vincoli lasciano fuori di casa ancora, vengono prima dello spread

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