Ieri, poco dopo le dieci del mattino, il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping insieme alla moglie Peng Liyuan e a tutta la delegazione al seguito, è partito dall’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo, alla volta di Nizza. I tempi della visita in Europa, decisamente stretti, hanno infine costretto la coppia presidenziale ed il relativo entourage a saltare la tappa a Mondello, in realtà non prevista nel programma iniziale ma ad un certo punto ipotizzata ed auspicata dagli organizzatori e dai padroni di casa. I commercianti, che speravano in una foto ricordo, sono rimasti un po’ delusi, ma sotto sotto sanno che ci sarà un’altra occasione per rivedere il Presidente, ora che anche fra la loro Sicilia e la Cina, due antichissime e ricchissime culture, s’è finalmente rotto il ghiaccio.

A salutare il corteo di auto che ha accompagnato Xi Jinping da Villa Igea, l’albergo dove il Presidente ha trascorso la notte insieme alla moglie, fino all’aeroporto, c’era in mattinata anche una folta rappresentanza della comunità cinese di Palermo. Al momento del congedo, nei confronti del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Micciché, Xi Jinping ha usato parole di sentito ringraziamento: “Siamo affascinati dalla vostra accoglienza”. Chi è stato in Sicilia sa che l’ospitalità da quelle parti non è soltanto sacra, ma addirittura squisita.

Dal canto suo, Micciché ha raccontato con soddisfazione ai giornalisti che Xi Jinping e Peng Liyuan sono rimasti profondamente colpiti dal vedere Palazzo Reale, realizzato dai Normanni, e sede della più antica assemblea parlamentare del mondo. Xi Jinping avrebbe detto che un simile palazzo ben meriterebbe di figurare fra le tappe della Nuova Via della Seta, mentre Peng Liyuan avrebbe invitato il governatore siciliano a venire in Cina, per ricambiare la sua ospitalità.

Un primo piccolo segno del passaggio di Xi Jinping in Sicilia, comunque, già c’è: Air China attiverà un volo che collegherà tre volte alla settimana Palermo con la Cina, per la precisione con Pechino o con Chengdu, capoluogo della provincia sudoccidentale del Sichuan. E’ un primo e piccolo passo, che però servirà a portare sull’isola almeno 1200 turisti cinesi a settimana. A colpire Xi Jinping e Peng Liyuan, a Palermo, c’era stata anche l’improvvisa comparsata del piccolo “puparo”, che oltre ad incantare col suo magico spettacolo di pupi siciliani ed epica del Ciclo Carolingio ha abbracciato il Presidente cinese infrangendo il protocollo diplomatico: un momento affettuoso e paterno, che rimarrà nel cuore e nella memoria di entrambi i protagonisti.

A Roma, invece, Xi Jinping ha firmato il famoso Memorandum of Understanding, un documento che com’è noto ha diviso in opposte fazioni la politica italiana e persino quella di tutto l’emisfero occidentale, dall’UE al G7 agli USA. Contrarissimi Forza Italia e Fratelli d’Italia, per non parlare del Partito Democratico e di +Europa, a comporre un vero e proprio asse bipartisan di sinofobi e “sinoscettici” recisamente contrari ad ogni sia pur avvicinamento alla Cina: si capisce, quest’ultima è la principale responsabile del ridimensionamento dell’importanza globale dei loro patrocinatori, ovvero gli Stati Uniti. Sostanzialmente hanno cercato di rendersi utili al padrone fino all’ultimo, e men che meno demorderanno in futuro. Anche nella Lega, una delle due forze della maggioranza di governo, si respira comunque un po’ la stessa aria, anche se è il siciliano Geraci, proprio in quota al partito di Salvini, uno dei massimi artefici del dialogo italo-cinese.

Il vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ed il Presidente della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme, He Lifeng, hanno firmato a Villa Madama il Memorandum sulla Nuova Via della Seta. Parlando di “una grande occasione per l’Italia”, il Primo Ministro Giuseppe Conte così ha commentato: “Sul piano della cooperazione economica, l’obiettivo per l’Italia è quello di riequilibrare la bilancia commerciale e intensificare i flussi di investimento tra i due Paesi. Su questo fronte ci aspettiamo importanti ricadute positive. Il tutto, tengo a ribadirlo ancora una volta, senza alcun rischio per la sicurezza nazionale”. Un commento che allude anche alle polemiche sulla sicurezza strategica e militare relativa alla questione del 5G, tecnologia che nel caso italiano sarà di provenienza cinese e che ha mandato su tutte le furie i vertici europei, statunitensi e della NATO. Nuova Via della Seta e 5G sono due questioni separate, ma per i detrattori del partenariato italo-cinese fra i due temi non c’è praticamente alcuna separazione e l’uno implica l’altro. Intanto, a sottolineare come il governo italiano continui a riscuotere sempre maggior spazio e visibilità in politica estera, dopo anni in cui l’Italia era stata ripiegata su sé stessa e prona agli ordini del fronte “euro-americano”, arrivano le parole di Xi Jinping: “E’ stato un grande successo, ringrazio di cuore il governo italiano”.

Un’idea interessante, e che sicuramente desterà l’attenzione di molte piccole e medie imprese italiane, sono i cosiddetti “Panda Bond”, di cui la stampa italiana ad oggi non ha ancora parlato sufficientemente: si tratta, in sostanza, di un piano da cinque milioni di renmimbi (la valuta nazionale cinese, detta anche yuan), in obbligazioni gestite da Cassa Depositi e Prestiti e da Bank of China, per sostenere le aziende italiane che faranno affari in Cina. Ciò fa di Cassa Depositi e Prestiti il primo istituto di promozione europeo ad entrare nel mercato cinese con uno strumento di questo tipo, e dopo Filippine e Polonia l’Italia sarà il terzo paese al mondo ad emettere obbligazioni in renmimbi a sostegno di investimenti istituzionali ed infrastrutturali in Cina. Tutto ciò, nell’ottica della Nuova Via della Seta, avrà un valore importantissimo: si tratterà di uno strumento chiave per cementare il legame fra i due paesi, Cina ed Italia.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.