Proteste contro il G20 ad Amburgo.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la moglie Melania sono arrivati oggi a Varsavia, in Polonia, per la prima tappa del viaggio europeo che li porterà poi in Germania, ad Amburgo, dove il Presidente degli Stati Uniti parteciperà al suo primo G20. A margine del vertice Trump avrà il suo primo faccia a faccia con Vladimir Putin, oltre anche a incontri bilaterali con la cancelliera tedesca Angela Merkel ed il presidente messicano Enrique Pena Nieto.

Il G20 in programma domani e dopodomani ad Amburgo sarà caratterizzato da un clima d’alta tensione: clima, commercio e sicurezza globali sono le principali cause delle numerose frizioni fra gli Stati Uniti di Donald Trump e gli altri venti paesi più industrializzati del mondo.

Come se non bastassero le tensioni interne ed internazionali, fuori dalla sede del summit sono previste almeno una trentina di manifestazioni di protesta che le autorità tedesche intendono scoraggiare col dispiegamento di 20mila agenti in assetto antisommossa. I manifestanti scandiscono già slogan che promettono “l’inferno”.

“Spero che riusciremo a superare un certo numero di scogli, anche se non so a cosa assomiglierà il risultato finale”, ha commentato ieri la cancelliera tedesca Angela Merkel. Infatti, al di là dei temi tradizionali del G20, su questo summit (che non vedrà la presenza dell’Arabia Saudita, avendo quest’ultima disdetto la propria partecipazione) rischia di gravare una moltitudine di nuovi problemi internazionali.

Il primo è senza dubbio il programma nucleare nordcoreano. Alla vigilia del vertice è in programma un minisummit tra Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud proprio per discutere della “minaccia di Pyongyang”. Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping siederanno allo stesso tavolo durante il vertice, quantunque Washington accusi Pechino di non esercitare abbastanza pressioni su Pyongyang. Dal canto suo, la Cina chiede in cambio agli Stati Uniti di cessare le loro esercitazioni militari in Corea del Sud. Donald Trump ha avuto sulla Corea del Nord colloqui telefonici con Xi Jinping e col premier giapponese Shinzo Abe.

Il G20 di Amburgo segnerà anche il primo incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin. Gli Stati Uniti dicono di volere una relazione più “costruttiva” con la Russia, ma giunto a Varsavia Trump ha subito dichiarato quest’ultima “una nazione aggressiva e destabilizzante”. I rapporti tra le due superpotenze sono inoltre in sofferenza anche a causa del rafforzamento delle sanzioni contro Mosca volute da Washington la sua posizione nella crisi ucraina e per il suo sostegno al governo siriano del Presidente Bashar al Assad. In ogni caso Trump e Putin s’incontreranno, proprio per discutere di questi argomenti, mentre a quanto pare sarà diplomaticamente evitata la questione “Russiagate”.

A suo modo Donald Trump cerca di circoscrivere i fuochi e di tessere la propria tela diplomatica telefonando anche alla padrona di casa Angela Merkel, con cui i rapporti ultimamente non hanno proprio brillato in quanto a calore, e al premier Paolo Gentiloni, con cui ha convenuto sull’importanza degli sforzi messi in campo per contenere il fenomeno immigrazione parlando poi delle intese raggiunte al G7 di Taormina. Secondo Palazzo Chigi tali risultati “costituiscono una buona base per la discussione che si terrà alla fine di questa settimana ad Amburgo”.

La questione fondamentale dei nostri tempi, secondo Trump, è di “capire se l’Occidente abbia la volontà di sopravvivere”: questo è il messaggio con cui ha voluto farsi precedere ad Amburgo. “L’esperienza polacca ci ricorda che la difesa dell’Occidente in fin dei conti non è solo una questione di mezzi ma di volontà dei popoli di prevalere”, ha infatti affermato a Varsavia.

In ogni caso la sua decisione di ritirare l’adesione all’Accordo sul clima di Parigi e la linea isolazionista sul commercio globale rappresentano due grossi ostacoli al ricevimento di una piena comprensione e di un pieno ascolto da parte dei suoi partner europei.

 

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Nato a Pisa nel 1983. Direttore Editoriale de l'Opinione Pubblica. Esperto di politica internazionale e autore di numerosi saggi.