CONDIVIDI
Le due "Torri Gemelle" di Oyala, la nuova capitale della Guinea Equatoriale.

Il 3 agosto 2015 in Guinea Equatoriale è stata inaugurata la nuova capitale politica del paese, Oyala.

I precedenti di nazioni in via di sviluppo che hanno voluto darsi maggior lustro a livello internazionale creando dal nulla nuove capitali sono numerosi ed illustri: dal Brasile di Kubitscek al Kazakistan di Nazarbaev, guardacaso tutti esempi di statisti “controcorrente”, illuminati ed ambiziosi, mossi da una forte volontà di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale sui loro paesi. Anche il presidente della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, mira ad entrare nell’Olimpo degli uomini che hanno segnato il presente ed il futuro del proprio paese, e dato anche un forte esempio di grandezza e di fierezza al resto del mondo.

Teodoro Obiang ha ereditato, nel 1979, un paese che malgrado le tantissime ricchezze era comunque in fortissime difficoltà: da quando la Guinea Equatoriale s’era resa indipendente dalla Spagna, nel 1968, ad allora, infatti, poco era effettivamente cambiato. La sua prima sfida è stata quindi quella di combattere il colonialismo e il colonialismo all’interno, per poi lanciare la controffensiva anche all’esterno.

L’alleanza con alcuni leader ritenuti “grandi oppositori globali” come Gheddafi e Chavez, da questo punto di vista, non è stata casuale. Tra Obiang e questi uomini, infatti, s’è subito instaurata un’intesa, quella che unisce i medesimi compagni di lotta e d’avventura.

Nel 1995 Obiang ha aperto al multipartitismo, inastaurando nel proprio paese la feconda stagione del pluralismo politico, innestatosi sul già preesistente pluralismo culturale. La cosa non è stata comunque prontamente riconosciuta da quei numerosi circoli occidentali per i quali la democrazia è solo mero parlamentarismo, o ancor meno mero liberismo economico, ma ciò non ha comunque scoraggiato la Guinea Equatoriale e il suo presidente dal continuare sulla loro strada, fatta di sviluppo e di emancipazione.

C’è da dire che fin dal 1983, con le elezioni parlamentari, e nel 1991, col referendum per approvare la quarta costituzione, il paese aveva già assaggiato la democrazia. E’ stato un processo graduale, che ha richiesto del tempo, perchè la democrazia (come ci insegnano anche le esperienze di quei paesi che hanno vissuto la cosiddetta “esportazione di democrazia” da parte dell’Occidente, sia in forma d’invasione militare che di “rivoluzione colorata”) non è certo un sistema che s’instaura in poche stagioni.

Altrimenti si rimane confinati al sistema del “parlamentarismo tribale” spacciato per democrazia che caratterizza molte nazioni africane, dove i partiti rappresentano gli interessi di un clan o di una tribù anzichè posizioni sociali ed ideologiche. Il linguaggio e la cultura della democrazia, ancor più del parlamentarismo, richiedono tempo e pazienza per essere innestati in un popolo, e la Guinea Equatoriale ha voluto seguire proprio per questo motivo un percorso progressivo e progressista, con tappe e scadenze da rispettare in modo sempre molto graduale.

Nel 1996, con la scoperta dei grandi giacimenti petroliferi che oggi sono il vanto del paese, è iniziato un enorme cambiamento nell’economia del paese, che s’è associato a quello politico. Di fatto la Guinea Equatoriale ha subito un’enorme trasformazione politica ed economica, e quindi anche sociale, con tassi di crescita pari al 33%. Dopo Angola e Nigeria, oggi la Guinea Equatoriale è il terzo produttore di greggio dell’Africa Subsahariana, e ciò l’ha resa talmente “appetibile” da aver indotto anche gli Stati Uniti a riprendervi le relazioni diplomatiche. Oggi anche le statunitensi ExxonMobil, Chevron Corporation-Texaco e Triyo Energia operano nel paese.

Nel 2004 il processo di modernizzazione politica e pluralista del paese ha rischiato una brusca interruzione a causa del tentato golpe da parte di Sir Mark Thatcher, figlio dell’ex premier britannico Margaret Thatcher.

Oggi la Guinea Equatoriale, nell’ambito dell’Africa Subsahariana, s’impegna a raccogliere insieme ad altri paesi la pesante eredità di Muammar Gheddafi, che aveva tentato d’unire l’Africa dandole anche una moneta comune prima della guerra e dell’assassinio del 2011. Teodoro Obiang ha ammesso di non potere e di non volere, da solo, raccogliere completamente quell’eredità, davvero molto importante, appellandosi alla buona volontà di tutti gli africani: perchè quel messaggio, quel lascito, è soprattutto un loro patrimonio.

Nel 2012 il PIL procapite è stato stimato in 26.487 dollari, il più alto di tutta l’Africa, mentre la bilancia commerciale è in forte attivo e l’inflazione risulta piuttosto bassa. Migliorano costantemente le condizioni del sistema sanitario e l’indice di sviluppo umano, che nel 2006 è stato stimato in uno 0,717. In passato, il paese dipendeva soprattutto dalla lavorazione del cacao, ma oggi solo il 50% (una percentuale di popolazione comunque sempre molto alta) dei lavoratori è impiegato nell’agricoltura, e il petrolio è la voce vieppiù importante nelle entrate economiche della Guinea Equatoriale. Anche il caffè, che in passato era il secondo genere esportato, oggi è in forte diminuzione: il paese è sempre più industriale e sempre meno dipendente dall’agricoltura.

Coi suoi 757mila abitanti, secondo il censimento del 2013, la Guinea Equatoriale è certamente uno dei più piccoli paesi del Continente Africano ma allo stesso tempo, grazie alla sua politica e alla sua storia, è anche uno dei più interessanti e di cui indubbiamente sarà sempre più opportuno parlare in futuro.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: redazione@opinione-pubblica.com

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here