Esplodono otto bombe in venti giorni, la criminalità fa sentire la sua voce con dei tonfi che preannunciano una nuova ondata di violenza e terrore ma il problema dei problemi sembra essere solo ed unicamente il baciamano di un uomo umile al ministro dell’Interno Matteo Salvini, arrivato d’urgenza ad Afragola, popoloso centro della smisurata provincia napoletana, per dare un segnale di presenza e d’attenzione da parte dello Stato che rappresenta e del Governo di cui fa parte.

Molti cercano di camuffarsi dietro un anti-Salvinismo che fa tanto chic ma si vede e si capisce lontano un miglio che a muoverli è solo il vecchio e rancoroso odio di classe. Lo scandalo, per quanto ci riguarda, non è il baciamano al ministro di una persona che da anni cerca di mettere il piatto a tavola percorrendo chilometri e chilometri a piedi, anche sotto la pioggia, per cercare di vendere calzini, ma la rabbia borghese di tanti che tentano di ergersi a maestri di dignità, sbeffeggiando con ferocia un cinquantenne sul cui volto sono ben visibili i segni di una vita che quando abiti nei “grigi” (le case popolari più grigie del cielo piovoso che ha fatto da cornice alla giornata) non è la stessa di chi risiede a via Chiaia a Napoli, a via Montenapoleone a Milano o sull’Appia Antica a Roma. Ma di quale dignità si parla, esattamente?

Quella del silenzio e dell’omertà per mera convenienza personale mentre il pentapartito lucrava sul terremoto e con la complicità di funzionari, giudici, preti, forze dell’ordine e tecnici deportava migliaia di persone in rioni dormitorio come il tristemente noto Salicelle? Oppure la dignità di svendere diritti individuali e collettivi in cambio di carriere sindacali o accademiche veloci? O è la dignità degli occhi chiusi e dei nasi tappati mentre in cambio di soldi e posti di lavoro, tanti indignati facevano intombare tonnellate di rifiuti tossici anche sotto la loro stessa casa?

Per caso è quella stessa dignità che spinge tanti principi dei Fori (di vario tipo…), scribacchini, medici, ingegneri ed architetti a prostituirsi quotidianamente baciando altre parti del corpo ai potenti di turno per accaparrarsi incarichi, promozioni e accessi privilegiati alla Regione o al Parlamento?

“Salvini non mi ha dato niente, ho fatto un gesto d’amore perché non ho mai visto un presidente così, per me è bravo”, si difende Francesco, questo il nome dell’uomo preso di peso e buttato in un tritacarne mediatico per quel baciamano che molti hanno definito un “orrore”. Ma loro, i benpensanti, non ne vogliono sapere.

La vera prova di dignità sarebbe evitare di impartire certe ridicole lezioni, visto e considerato che la realtà quotidiana della Campania e dell’intero Meridione (senza dimenticare le tante realtà difficili anche al Centro e al Nord) è la prova inconfutabile di anni di collusione, contiguità, servilismo e tradimento di tanti padri e di tantissimi figli che oggi farebbero meglio ad evitare di scrivere o di parlare di un valore che non hanno e non conoscono.

In alternativa, tanti moralisti e moralizzatori potrebbero rinunciare ai posti di lavoro, ai titoli accademici, ai soldi e agli incarichi ottenuti con i baciamani “profumati”, in cachemire, seta e perizomi, loro e dei loro genitori, zii, amici e parenti. Questo sì che sarebbe davvero dignitoso.

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