Seconda ondata di arresti per lo scandalo Mafia Capitale, quella sorta di Cupola de noantri che gestiva le immense risorse messe a disposizione per quelle che i benpensanti definiscono “politiche dell’accoglienza”, ma che servono solo ad arricchire le tasche di persone senza scrupoli ed ideali. Nonostante i media di sinistra, per non irritare il neoduce Matteo Renzi, abbiano messo l’accento sull’arresto di Luca Gramazio, ex consigliere capogruppo Pdl in Consiglio comunale e poi in Regione, lo scandalo ha riguardato l’intero arco politico, da destra, a sinistra, all’intramontabile centro. Molti hanno finto dispiacere o inquietudine per quello che sta emergendo dall’attività investigativa degli inquirenti, soprattutto per le telefonate in dialetto romano degne di una commedia italiana degli anni Settanta; noi, invece, non ci siamo per nulla stupiti di quanto emerso. Da anni lo diciamo a gran voce: l’immigrazione è un’immensa fonte di reddito, grazie ai cospicui finanziamenti pubblici elargiti al di fuori di qualunque controllo che un serio Stato di diritto dovrebbe porre in essere. Eppure tutti fanno finta di niente. Ma grazie a scandali come questo di Roma Capitale, la realtà, seppur lentamente, sta emergendo.

Come ormai tutti sanno, per ogni singolo immigrato lo Stato italiano paga circa 35 euro al giorno. Di questi, le cooperative del settore riescono a trattenere per sé almeno 4 euro. Calcolando che nel solo 2015 gli sbarchi hanno già raggiunto quota 51405, calcolate voi quanti soldi si possono fare i novelli schiavisti. Eppure, a guardare i dibattiti televisivi, sembra che lo scontro politico in materia non riguardi mai questi soldi ma faccia riferimento unicamente a posizioni (pseudo)ideologiche. Infatti, di solito, la sinistra accoglie favorevolmente l’immigrazione, arrivando a definirla addirittura una risorsa per il nostro paese; dall’altra parte la destra urla il proprio disappunto con slogan identitari e parlando di tutela dell’ordine pubblico.

In quest’ultimo campo, a farla da padrone, si trova in prima fila la Lega Nord, soprattutto con l’avvento della segreteria Salvini. Il Carroccio ha infatti radicalmente virato a destra, cercando di copiare il modello Front National che tanto successo sta avendo oltralpe. Al momento questa politica sta dando ottimi frutti nelle urne ma, come spesso succede per le posizioni eccessivamente populiste, la possibilità di un crollo elettorale è sempre dietro l’angolo. Ma siamo proprio certi che la Lega rappresenti un pericolo razzista, come dicono a sinistra, che spesso parlano di “ombre del Terzo Reich” con riferimento al Carroccio?

A noi sembra proprio di no. E’ vero che Salvini e gli altri esponenti leghisti non perdono occasione per attaccare l’immigrazione ma i fatti sembrano dire il contrario. Ricordiamo infatti che è tutt’ora vigente la legge Bossi-Fini, da molti osteggiata come legge di estrema destra e neorazzista. Gli antagonisti dei centri sociali ne propongono la disobbedienza civile da anni. Ma siamo proprio certi che sia questa la realtà?

Leggendo bene le norme di legge, la situazione appare ben diversa. Facciamo un esempio molto semplice. Per ottenere il permesso di soggiorno di lungo periodo è richiesto un reddito minimo pari a 5830,63 euro annui, cioè circa 485 euro al mese. Vi sembra possibile che una persona possa vivere con un reddito così basso? Eppure, potendo dimostrarne l’esistenza, riuscirebbe ad ottenere il tanto agognato permesso di soggiorno di lungo periodo. Come vedete, il vero obiettivo della Bossi-Fini non è il contrasto dell’immigrazione ma un altro: la regolarizzazione degli stranieri presenti sul suolo nazionale. In altre parole, lo Stato italiano ha calato le braghe nella difesa dei confini nazionali. L’unico interesse reale è ridurre il più possibile la presenza di clandestini in Italia. Da qui, probabilmente, anche in ambito leghista, i numerosi elogi dell’extracomunitario bravo ed onesto lavoratore e gli strali contro i clandestini.

Come vedete ciò che accomuna l’intero arco politico è la non volontà di contrastare il fenomeno immigratorio. Alcuni perché ci guadagnano un sacco di soldi, altri per una ridicola ideologia neoegualitarista, altri ancora perché ritengono il fenomeno ineluttabile. Questi ultimi, purtroppo, rappresentano la maggioranza, anche tra i politici. Eppure basterebbe poco per contrastare realmente l’immigrazione. Pensiamo ad esempio alla preferenza nazionale in ambito lavorativo. In piena crisi economica, lo Stato italiano dovrebbe ridurre le tasse agli imprenditori che assumono lavoratori italiani. Certo, questi ultimi non accetterebbero mai le odiose condizioni di lavoro che spesso gli stranieri si trovano a dover subire. E allora, come direbbe Dante, “Lasciate ogni speranza, voi che entrate” nel moderno Sistema neoliberista. Siamo tutti fratelli: europei, asiatici, americani, africani. Tutti accomunati dal medesimo destino: carne da macello del capitalismo post-moderno. Alla faccia della modernità, i lavoratori stanno tornando alle odiose condizioni dell’Ottocento. Auguri a tutti quanti (noi)!

Alessandro Cavallini

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