Sono state oltre 200mila le persone che ieri hanno preso parte in Piazza Tienanmen a Pechino ai grandi festeggiamenti per il Settantesimo Anniversario della Repubblica Popolare Cinese, proclamata proprio il Primo Ottobre del 1949 da Mao Tse Tung dai prospicienti spalti della Città Proibita.

Il Presidente Xi Jinping, nel suo discorso celebrativo, ha non a caso sottolineato come questo rappresenti un momento di cui tutta la nazione cinese può legittimamente sentirsi orgogliosa. Anche se, in questi settant’anni, non sono mancati gravi errori legati in particolare ai Grandi Balzi in Avanti del 1957 e 1958 e la Rivoluzione Culturale iniziata nel 1966, è da notare come la Cina, forte anche della cultura e dell’esperienza derivati dai suoi cinquemila anni di storia, abbia saputo accettarli, riconoscerli e soprattutto impegnarsi per correggerli e superarli, diversamente da quanto s’è visto in altri Paesi, indipendentemente da quale che fosse il loro sistema politico ed economico.

Numerosi sono stati infatti i progressi e le conquiste del Paese nel corso degli anni: dalla completa elettrificazione di ogni villaggio fino alla sconfitta della povertà assoluta, che sarà di fatto completamente debellata nel corso del 2020. La Cina odierna è sempre più un paese avviato verso il benessere, come testimoniato anche dai salari medi in continua crescita, e che vedono alcune categorie di lavoratori ormai guadagnare di più che in Europa (un esempio fra tanti, i piloti e gli addetti di volo) o a livelli sempre più vicini (il minimo salariale di un operaio meccanico è ormai superiore agli 800 dollari, superiori per esempio a quanto percepito da molti suoi colleghi dell’Est Europa), a tacere delle sue start-up che hanno ormai superato in valore quelle USA. Il Paese nel frattempo investe enormemente nelle infrastrutture, essendosi ormai dotato di trentamila chilometri di ferrovie ad alta velocità, e nell’ecologia, risultando quello che negli ultimi anni ha più speso in energie pulite e in lotta alle emissioni, con risultati rimarchevoli, oltre ovviamente ai continui progressi nel campo del nucleare civile. In generale, sono numerosissime le conquiste sin qui raggiunte dalla Cina Popolare, si pensi per esempio anche alle telecomunicazioni e quindi pure al 5G, o al lancio in orbita avvenuto proprio in questi giorni di due nuovi satelliti per il suo sistema BeiDou concorrente ai vari GPS, Glonass e Galileo.

Come tuttavia rimarcato da Xi Jinping, sia questa volta così come in altre occasioni, il più grande merito della Repubblica Popolare è stato prima ancora quello d’aver sottratto la Cina ad un secolo d’umiliazioni e colonizzazioni subite dalle potenze straniere e dalla guerra civile che la divideva al suo interno. Ed infatti, considerando il bilancio dei settant’anni di storia della Cina guidata dal Partito Comunista, Xi Jinping ha usato queste parole inequivocabili: “Nessuna forza potrà mai minare lo status della Cina, o fermare il popolo e la nazione cinese dal marciare avanti”. Un messaggio, quest’ultimo, che sembra riferirsi anche agli Stati Uniti e all’Inghilterra il cui zampino, nei disordini di Hong Kong ormai trasformatisi in una vera e propria “rivoluzione colorata”, appare sempre più sfacciato ed evidente.

L’Avenue Chang’an, davanti a Piazza Tienanmen, ha visto la presenza di 15 formazioni di fanteria e 32 formazioni motorizzate, con un totale di quindicimila militari impegnati nella parata. Passandoli in rassegna a bordo della Hongqi, la poderosa limousine di Stato, Xi Jinping li ha salutati e ringraziati per il loro forte lavoro. In tale occasione sono stati dispiegati 580 vari tipi d’armamento, il 40% dei quali mai visti prima, tutti concepiti e prodotti in Cina: tra questi a cogliere l’attenzione degli osservatori esteri sono stati soprattutto i nuovi missili, il Dongfeng-17 di tipo convenzionale e il Dongfeng-41 di tipo strategico, intercontinentale e a testata nucleare. Il cielo vedeva invece l’azione dei nuovi caccia J-20 e bombardieri H-6N. Indubbiamente un grandissimo progresso per l’Esercito Popolare di Liberazione cinese, nato nel 1927 con soli ventimila soldati.

Centomila erano invece i civili che hanno marciato nella parata durata oltre due ore e mezzo, divisi anch’essi in 70 squadre a loro volta raggruppate in 36 gruppi maggiori, scandendo lo slogan “Realizzare insieme il Sogno Cinese”. La parata s’è concentrata soprattutto sulle grandi conquiste sociali, politiche, economiche e sportive del Paese nel corso degli anni: dai primi anni di ricostruzione della Cina alle riforme economiche iniziata da Deng Xiao Ping, dal ritorno di Hong Kong e di Macao alle Olimpiadi di Pechino del 2008.

Tra i partecipanti e gli spettatori delle parate, orgogliosi ed onorati per avervi potuto essere presenti, spiccavano sia ormai anziani pionieri che militari prossimi ai cent’anni d’età, come celebrità come Lei Jun, fondatore e CEO del colosso della telefonia mobile Xiaomi, e tante altre importanti figure del mondo cinese, sia delle arti che dell’industria.

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