Migranti: la nave Diciotti

“Un barcone con 450 clandestini a bordo è da questa mattina in acque di competenza di Malta, che si è fatta carico di intervenire. A distanza di ore però nessuno si è mosso, e il barcone ha ripreso a navigare in direzione Italia. Sappiano Malta, gli scafisti e i buonisti di tutta Italia e di tutto il mondo che questo barcone in un porto italiano non può e non deve arrivare”. A dare la notizia, con un post su Facebook, è il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Abbiamo già dato, ci siamo capiti?”, scrive il vicepremier.

 

❌Come promesso, io non mollo.Un barcone con 450 CLANDESTINI a bordo è da questa mattina in acque di competenza di…

Posted by Matteo Salvini on Friday, July 13, 2018

 

Un richiamo a Malta arriva anche dal grillino Toninelli. “Per la legge del mare è Malta che deve inviare proprie navi e aprire il porto. La nostra Guardia Costiera potrà agire, se serve, in supporto, ma Malta faccia subito il suo dovere”, scrive il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli in un tweet.

 

 

Il peschereccio partito dalla Libia, però, procede verso il nostro Paese e si trova ora a 20 miglia da Lampedusa. Potrebbe arrivare nella prima mattinata di domani a ridosso dell’isola. Ieri la “Diciotti”, oggi questo barcone. Se non è una strategia, è qualcosa che le assomiglia molto. Chi orienta i traffici di uomini ed imbarcazioni sta puntando a mettere il governo italiano di fronte al “fatto compiuto”, per farne emergere le contraddizioni interne, con l’appoggio di diverse “quinte colonne”, i cui nomi e volti stanno emergendo in maniera sempre più chiara.

Il porto di sbarco doveva essere identificato sul territorio maltese, in quanto l’evento si è verificato nell’area SAR maltese. Ma il governo di La Valletta non si è attivato, facendo trascorrere del tempo prezioso, e creando i presupposti per una probabile emergenza che metterebbe l’Italia alle strette.

La nota verbale inviata all’ambasciata di Malta a Roma dalla Farnesina in cui l’Italia chiedeva a Malta di ottemperare con la massima urgenza alle proprie responsabilità, identificando il porto di sbarco sul territorio maltese, considerato il coordinamento in capo al RCC di Malta, non ha sortito gli effetti sperati. E l’imbarcazione ha proseguito verso l’Italia entrando in acque italiane.

Inquietante, è quanto riferito successivamente a mezzo social dalle autorità maltesi. Dinamiche da taxi più che da imbarcazione con necessità di supporto e soccorso.

“Il Centro di coordinamento dei soccorsi di Roma ha notificato al centro soccorsi di Malta la presenza del peschereccio con circa 450 migranti a bordo quando la nave era a circa 53 miglia da Lampedusa e a 110 da Malta. Contattate, le persone a bordo ha detto che volevano procedere verso Lampedusa”. Lo scrive in un tweet il portavoce del governo maltese, Kurt Farrugia, omettendo furbescamente alcuni passaggi fondamentali.

Alle ore 04.25 di oggi, il Maritime Rescue Coordination Center italiano ha ricevuto una segnalazione su un’imbarcazione con circa 450 persone a bordo in area SAR maltese. Le autorità maltesi, immediatamente informate, pur avendo comunicato circa due ore dopo l’assunzione del coordinamento delle operazioni di soccorso e l’invio in area di un aereo che ha individuato l’imbarcazione alla deriva ancora in area SAR maltese, non hanno fatto arrivare le loro navi né dirottato sul posto unità mercantili in grado di prestare soccorso.

 

Si profila un altro probante banco di prova per la linea dura di Salvini e la tenuta di certi equilibri all’interno del governo giallo-verde. La giornata di ieri qualche strascico l’ha lasciato. L’ammorbidimento di Toninelli e Conte, l’intervento non smentito del Colle e l’eccessiva prudenza della Procura di Trapani, hanno consentito ai 67 migranti, compresi i due indagati per violenza privata, a bordo della nave “Diciotti” della Guardia costiera, di sbarcare.

La procura di Trapani, ha iscritto i due migranti sospettati di essere scafisti (un ghanese e un sudanese) nel registro degli indagati ma non ha emesso nessuna misura cautelare. “Evidenti prove fotografiche”, dicono fonti della Polizia, dimostrerebbero che i due rivoltosi che avevano minacciato l’equipaggio del rimorchiatore Vos Thalassa, sono due scafisti. Ma per ora sono a piede libero e sono arrivati comodamente in Italia a bordo della “Diciotti”, insieme agli altri migranti trasportati.

 

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