Al BOAO Forum for Asia (BFA) del 26-29 marzo 2019 cui ha partecipato come invitato anche il Ministro Tria e delegazioni italiane di studi economici, ma che è stato ignorato dalla nostra stampa focalizzata sulle elezioni europee, sono stati toccati argomenti che ci riguardano molto da vicino. Il tema del BOAO Forum era “il futuro condiviso, l’azione concertata, lo sviluppo comune”, e al suo interno i concetti più discussi sono stati quelli di economia mondiale aperta, multilateralismo, sviluppo orientato all’innovazione e sviluppo di alta qualità. La plenaria di apertura ha visto il Premier cinese Li Keqiang pronunciare un discorso sul significato della cooperazione e dell’apertura nel mondo di oggi.

L’Europa, al momento, rimane sostanzialmente diffidente verso l’iniziativa del Forum asiatico, mentre gli USA sono infastiditi e contrari.

Ma spieghiamo un po’ che cosa è questo organismo: Il BOAO è l’equivalente asiatico di Davos, fondato dalla Cina ed altri Paesi asiatici e modellato sul Forum economico mondiale che si tiene annualmente appunto a Davos, in Svizzera; la sua sede è Bo’ao, provincia di Hainan, in una delle isole (Hainan Dao – Sud del Mare) del Golfo del Tonchino, l’ultima ad essere conquistata dall’Esercito di Liberazione e oggi meta turistica.

Da almeno 15 anni il Forum, che è organizzazione non governativa e senza scopo di lucro, offre una piattaforma di dialogo di fascia alta per governi, imprese, esperti e studiosi per discutere insieme le questioni più urgenti, approfondire temi strategici, economici e culturali non solo per l’Asia ma con un panorama mondiale, raccogliendo relatori e partecipanti da tutti i continenti. Il Segretariato del Forum ha sede a Pechino. Annualmente partecipano osservatori e inviati degli Stati occidentali, nonostante i malumori americani, i cauti consigli e la cecità europea.

Facendo un passo indietro, il tema proposto nell’annuale BOAO Forum già nell’aprile 2015 fu: Asia’s New Future: To-wards a Community of Common Destiny. Il Presidente Xi Jinping ha esposto i criteri generali: diritti uguali per tutti (ma i paesi più grandi devono assumersi più responsabilità), principio di non interferenza negli affari interni degli altri Stati, sviluppo comune e cooperazione, economia aperta nel mondo. La strategia adottata è Free trade agreement, cioè cooperazione regionale in campo finanziario, connettività, sicurezza per “Imparare insieme a migliorare il grado di civilizzazione, dare valore alle differenze” e ancora costruzione di una comunità di destino condiviso, infrastrutture, smog, salute, e tanto altro.

La nuova logica di espansione economica, secondo gli auspici del Presidente Xi jinping, si deve prospettare come win-win che in linguaggio sportivo significa ‘nessun vincitore’ e, a ben guardare, riflette le indicazioni tattiche e strategiche di quella Arte della Guerra tramandata oralmente dal VI secolo avanti Cristo, e fertile insegnamento per ogni scuola di Management. Al BOAO Forum 2015 sono state inoltre ribadite le due grandi iniziative delle nuove Vie della Seta (terrestre e marittima), obiettivo per cui il Presidente cinese ha chiamato a raccolta tutti i paesi asiatici nello sforzo di infrastrutturazione dei grandi assi logistici, con il contributo della Asian Infrastractural Investment Bank (AIIB). La Cina ha ottenuto così una posizione determinante in importanti organismi multilaterali, dopo che per anni aveva chiesto – senza ottenere risposte – di avere più voce in capitolo nella Banca Mondiale (controllata dagli Stati Uniti) e nel FMI (guidato dall’Europa)

Nell’aprile 2018 il BOAO sembrava pensato per placare i timori di una guerra commerciale USA-Cina, e il discorso del Presidente Xi Jinping, ancora ricco di tranquillizzanti metafore cinesi (poco comprese dagli occidentali), ha sottolineato la fase di apertura dell’economia cinese, condannato la guerra fredda e la “mentalità a somma zero” e sostenuto con orgoglio la lunga marcia di sviluppo economico della Cina, dall’adesione al WTO al più importante progetto di integrazione eurasiatica, la Belt and Road Initiative (BRI).

Ma durante il BOAO 2018 è stato anche percepibile che per il prossimo futuro l’economia cinese potrebbe mettere in scena un’altra svolta: consolidarsi come una Mecca dell’high-tech oppure scegliere strategicamente di aprire la sua economia alle multinazionali statunitensi. Tenendo conto delle “carenti” risposte USA, la prima ipotesi (5G) è già diventata possibile e reale…

Maria Morigi

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