Silvio Berlusconi

Dopo lo sdoganamento per mano di Scalfari in funzione anti-M5S, le carezze della sinistra salottiera per usarlo come argine contro la Lega e la riproposizione della mitologia che lo riguarda da parte di Travaglio e compagnia, isterici nell’agitare il suo spauracchio a passo di danza “girotondeggiante” per spingere il Movimento Cinque Stelle e il Pd a siglare il contratto di governo, arriva la riabilitazione, in anticipo, ottenuta dal Tribunale di sorveglianza di Milano.

Un provvedimento che cancella tutti gli effetti della condanna che aveva subito nel processo sui diritti tv Mediaset e l’incandidabilità imposta dalla legge Severino. Adesso che è in dirittura d’arrivo l’accordo di governo tra M5S e Lega, Berlusconi viene tirato a lucido, con la possibilità di potersi ricandidare se si dovesse tornare alle urne.

L’ordinanza è immediatamente esecutiva, il che vuol dire che già da ieri Berlusconi è formalmente riabilitato a tutti gli effetti.

Un tempismo misto tra il magico ed il perfetto copione cinematografico. La decisione “giusta” al momento “giusto” che ridà forza a Berlusconi e potrebbe sparigliare le carte sul tavolo delle trattative politiche.

La decisione di concedere la riabilitazione all’ex premier, inizialmente prevista per il prossimo mese, è stata invece presa nel tardo pomeriggio di ieri dal Tribunale di Sorveglianza in camera di consiglio, vale a dire senza la presenza della difesa e del rappresentante della Procura Generale.

L’istanza era stata presentata il 12 marzo dagli storici legali del politico di Arcore, gli avvocati Franco Coppi e Niccolò Ghedini, che avevano depositato nella cancelleria l’istanza con la richiesta firmata dal loro assistito.

Da qualche giorno erano passati i tre anni che la legge prevede debbano trascorrere dalla espiazione completa della pena prima che si possa presentare la domanda.

Contro gli effetti negativi della legge Severino, gli avvocati di Berlusconi avevano anche fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, sostenendo che la norma avesse prodotto un effetto retroattivo sulla posizione giuridica del loro assistito. L’udienza di fronte ai giudici di Strasburgo si è svolta il 27 novembre dell’anno scorso. La decisione è prevista in autunno.

La riabilitazione, che secondo il codice penale “estingue le pene accessorie e ogni altro effetto penale della condanna”, può essere ottenuta soltanto dopo aver “adempiuto le obbligazioni civili derivanti dal reato” e dopo aver dato “prove effettive e costanti di buona condotta”.

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha fatto sua la disposizione della Cassazione secondo cui la pendenza di ulteriori processi penali a carico del leader di Forza Italia, “non rappresenta un ostacolo alla concessione della riabilitazione”. La Procura generale di Milano ha comunque il diritto di ricorrere in Cassazione sulla pesantissima ed importante decisione di ieri.

Esultano i berluscones ortodossi, sorridono gli “arcorizzati” della seconda ora sulla via che da Arcore porta a Bruxelles. Il Berlusconi 2.0 non rappresenta un pericolo per i signori dell’austerità e dei vincoli comunitari affama-popolo. L’eurocrazia val bene un caimano.

 

UN COMMENTO

  1. Ma non vale la pena perdere tempo su Berlusconi che non ha ancora capito che i voti arrivati al suo partito sono arrivati perchè trainati dalla Lega di Salvini.
    Berlusconi e il suo partito non fanno politica sono solo espressione di interessi e perciò destinati all’oblio.
    Questo è!

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