Luigi Di Maio, Matteo Salvini

Ottobre. Poco più di quattro mesi fa si insediava il nuovo governo. Era la la vigilia della festa della Repubblica quel giorno, quasi un segno premonitore, a significare che “qualcosa” di nuovo era finalmente alle porte. E così è stato. Eh sì, perché il governo giallo-verde, almeno finora, è riuscito in imprese degne della migliore tradizione politica nostrana.

Prima fra tutte, la riappropriazione di quel minimo di sovranità politica che ogni Stato dovrebbe esercitare per considerarsi tale; infatti, per la prima volta dopo decenni, viene ristabilito il primato della politica sulla tecnocrazia, sulla fredda economia e sulla finanza. Dopo tanto, troppo tempo, finalmente lo Stato torna a fare lo Stato, i cui rappresentanti, talvolta sbagliando, stanno governando il paese in totale autonomia decisionale, respingendo con fermezza ogni tipo di intromissione di entità terze; quali lobbies, mercati e Commissione Europea.

Tutti quanti ricorderanno le parole di Gunter Oettingher all’indomani delle ultime elezioni politiche italiane, “I mercati insegneranno agli italiani come votare”, ecco, l’attuale Governo sta dimostrando al mondo intero che il destino degli italiani dipende dagli italiani stessi, e che nessuno può osare mettere in discussione la sovranità popolare. Altro aspetto importante, strettamente connesso al primo, è l’aver infranto tutti quei tabù che costituivano la struttura portante dell’Unione Europea, facendone emergere tutte le contraddizioni da sempre esistite; perché diciamocelo, l’Unione Europea non è altro che un sistema di regole fondato sull’ipocrisia, sull’egoismo, sulla chiusura mentale e sull’intolleranza verso ogni forma di opposizione. Si certo, abbiamo la pace, la libera circolazione di merci e persone, la stabilità dei prezzi, ma arrivati a questo punto urge ripensare il tutto, perché a lungo andare, la situazione diverrà presto insostenibile.

Il primo tabù infranto, per esempio, riguarda il fenomeno dell’immigrazione, nei confronti del quale il Ministro Salvini ha affermato un concetto tanto semplice quanto razionale, e cioè che l’accoglienza o riguarda tutti, o non riguarda nessuno. In seguito a tale dichiarazione il sistema ha iniziato a scricchiolare, mostrando al mondo intero la falsità dei “paladini dei diritti umani”, come la civilissima Spagna, o il liberale Macron, sempre pronti a ricordarci che l’accoglienza è un dovere morale, per poi defilarsi sistematicamente ogni qual volta gli stati dell’eurozona devono farsi carico di una quota-parte dei migranti.

Il secondo tabù infranto invece, ha a che fare con questioni di natura finanziaria, nella fattispecie, il recente aggiornamento del Documento di Economia e Finanza. La decisione di innalzare il livello di indebitamento al 2,4%, cautelativamente al di sotto della “fatidica” soglia del 3%, non rappresenta soltanto uno mero provvedimento di carattere finanziario, ma un grido di guerra nei confronti di chi per anni ci fatto i conti in tasca, di chi ci ha sempre impedito di attuare politiche monetarie espansive, di chi nel nome dell’austerità sarebbe disposto perfino a farci morire di fame pur di chiudere in attivo un bilancio.

L’attuale governo non è certo il migliore che si possa desiderare, tanto ancora dovrà essere fatto, ma quel che è certo è che la coalizione Lega-Cinque Stelle sta provando concretamente ad invertire il corso degli eventi, e ben vengano i provvedimenti non convenzionali, quelli inusitati, quelli che fanno rabbrividire i “Signori di Bruxelles”, perché finora ogni intervento di tipo “mainstream” ha miseramente fallito. Per dirla con Ezra Pound, “ogni uomo merita che le sue idee vengano esaminate una alla volta”.

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