In attesa della discesa in campo ufficiale di Fabrizio Corona e con un Oliviero Toscani incisivo come una pistola ad acqua e con lo stesso rigore argomentativo di un pallone scorreggione, il centrosinistra si incolonna dietro Armando Spataro per cercare di scardinare Salvini.

L’orologio segna le 8.57 quando il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, con un tweet riferisce dello “straordinario intervento” dei Carabinieri a Palermo contro la “nuova cupola di Cosa nostra”. In un secondo cinguettio, Salvini annuncia che “a Torino altri 15 mafiosi nigeriani sono stati fermati dalla polizia, che poi ha ammanettato otto spacciatori (titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e clandestini) a Bolzano”.

 

“Ci si augura che, per il futuro, il ministro dell’Interno eviti comunicazioni simili o voglia quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso, così rispettando le prerogative dei titolari dell’azione penale in ordine alla diffusione delle relative notizie”, attacca Spataro. Il procuratore aggiunge: “Al di là delle modalità di diffusione, la notizia in questione è intervenuta mentre l’operazione era (ed è) ancora in corso con conseguenti rischi di danni al buon esito della stessa”.

Durissima la replica di Salvini: “Basta parole a sproposito. Inaccettabile dire che il ministro dell’Interno possa danneggiare indagini e compromettere arresti. Qualcuno farebbe meglio a pensare prima di aprire bocca. Se il procuratore capo a Torino è stanco, si ritiri dal lavoro: a Spataro auguro un futuro serenissimo da pensionato”.

Con Spataro, che con prosa da cattedratico ha bacchettato il leader del Carroccio anche sulla differenza tra fermo di pg e ordinanza di custodia cautelare, si schierano immediatamente il Pd, Leu e Saviano. Renzi chiede le dimissioni del Ministro.

In una diretta Facebook, Salvini rispedisce al mittente le accuse. “Non si permetta nessuno dire che il ministro dell’Interno mette a rischio un’operazione di polizia perché fa un tweet un’ora dopo la comunicazione ufficiale, afferma il ministro, quando un procuratore dice che con un tweet metto a rischio una operazione sbaglia, nei modi e nei tempi”. Nei modi, perché “tra istituzioni che si rispettano, ci si telefona”. Nei tempi perché “ogni mattina mi arrivano per sms tutte le operazioni compiute nella notte precedente”.

“Stamattina, racconta il vicepremier, mi alzo all’alba alle 6 a Bruxelles e alle 7.22 mi arriva un sms che mi riempie di gioia perché tra le altre operazioni delle forze dell’ordine mi si parla di una operazione contro i 15 esponenti della mafia nigeriana. Il tweet è stato fatto un’ora e mezza dopo: se alle 7.22 mi si comunica ufficialmente che viene realizzata questa operazione e io un’ora e mezza dopo ritengo mio dovere ringraziare gli agenti, mi si permetta di non essere attaccato da chi non sa le cose”.

Il comunicato del procuratore, le cui prese di posizione pubbliche contro il governo sono sempre più frequenti, è inopportuno. Salvini, simpatico o antipatico che sia, ha cinguettato sull’operazione di Polizia contro la criminalità nigeriana a Torino alle 08:57, dopo che la notizia era stata battuta dalle agenzie di stampa e riportata dai telegiornali. Aspetto che sarà probabilmente sfuggito a Spataro, nella fretta di impartire la lezioncina.

I lanci di agenzia, a blitz in corso, sono abituali. In molti casi, procure, questure o comandi dei carabinieri o della guardia di finanza comunicano che una operazione è in corso (limitandosi a fornire alcune informazioni essenziali) e che maggiori dettagli saranno diffusi qualche ora più tardi, nel corso di una conferenza stampa o attraverso un comunicato della magistratura o delle forze dell’ordine.

In un tweet di poche righe e con le scarne prime informazioni ricevute, è scontato che non si possa essere precisi. L’impressione è che il procuratore abbia voluto cogliere l’occasione per attaccare Salvini, dandogli tra le righe dell’inadeguato e dell’incompetente, come si evince dalle pedanti sottolineature delle imprecisioni contenute nel suo tweet.

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