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Il CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica) di Pavia è una struttura innovativa e tecnologicamente avanzata per il trattamento di tumori radiorestistenti o non operabili mediante l’uso di ioni di carbonio e protoni, ed è in funzione dall’Ottobre 2011.

L’adroterapia è una forma evoluta di radioterapia. A differenza di quest’ultima, che utilizza prevalentemente raggi x ed elettroni, l’adroterapia permette di colpire il tumore con fasci di protoni e ioni di carbonio.

Si tratta di particelle più potenti ed efficaci nel distruggere le cellule tumorali resistenti anche alla radioterapia. Con l’adroterapia inoltre si colpiscono in modo mirato le cellule tumorali, a differenza di ciò che accade con la radioterapia che irradia tutti i tessuti, anche quelli sani.

Per fare questo il CNAO utilizza un sincrotrone, ovvero un grande e complesso acceleratore di particelle che scompone gli atomi e dirige i fasci di particelle sui tessuti tumorali.

L’intero edificio del CNAO di Pavia è stato pensato in funzione di sincrotrone, che consiste in un macchinario di forma circolare con un diametro di 25 metri e una circonferenza di 80 metri.

I fasci di particelle qui prodotti, dopo avere subito ripetute accelerazioni nell’anello del sincrotrone, verranno estratti ad una energia di 250 MeV per i protoni e 480 MeV/U per gli ioni di carbonio.

Al CNAO si curano 23 tipi diversi di tumore tra cui i più aggressivi e resistenti alla radioterapia, e con percentuali di guarigioni molto superiori ai metodi convenzionali. Le prove scientifiche della effettiva efficienza di questa tecnica le ha fornite uno studio pubblicato su Lancet Oncology sui venti anni e gli 8.000 pazienti trattati al Nirs di Chiba, in Giappone, un centro che tratta i tumori con la stessa tecnologia installata al CNAO di Pavia: nei carcinomi adenoidei cistici delle ghiandole salivari c’è un controllo di malattia superiore all’80% , al 63% la sopravvivenza a 5 anni.

Per i melanomi delle mucose controllo della malattia del 75% e aumento della sopravvivenza a 5 anni del 50%. Controllo al 90% nei tumori del polmone in stadio T1a, T1b, T2. Nei sarcomi dell’osso risultati superiori a qualsiasi altro tipo di trattamento. E nei cordomi del sacro il controllo a 5 anni è stato dell’88% e la sopravvivenza sfiora l’86% (lancet oncology).

Il sincrotrone del CNAO è stato realizzato principalmente con tecnologia italiana e grazie alla collaborazione del CNAO con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dell’Università di Pavia e del CERN di Ginevra. Una tecnologia che alimenta grandi speranze alla guarigione dai tumori più resistenti alle terapie chemio o radio a raggi x, nata dalla fisica di base e figlia degli acceleratori di particelle come il gigantesco Large Hadron Collider del CERN, il cui sviluppo ha dato vita ad applicazioni cruciali nel campo della medicina.

Fabrizio Conti

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