A seconda di chi verrà eletto negli USA, la situazione nel Donbass ucraino potrebbe restare la stessa (o addirittura migliorare) oppure precipitare. La situazione nel Donbass potrebbe precipitare se venisse eletta la Clinton, fautrice dello scontro con la Russia. La sua elezione darebbe via libera a Kiev

Secondo fonti di Donetsk, si presagisce il ritorno dei giorni più bui della stagione estiva del 2014, quando i golpisti ucraini attaccarono i civili nuovorussi con artiglieria e bombardieri. A Donetsk, infatti, i bombardamenti sono di nuovo effettuati sopratutto con armi pesanti.

Questa ritorno di fiamma non è casuale: l’artiglieria ucraina sta aumentando di precisione nel colpire la città e sta mirando a punti precisi. La scorsa settimana, per quattro giorni i bombardamenti sono stati particolarmente forti e terribili.

Secondo testimonianze russe in visita nel Donbass, l’impressione avuta era surreale: una bella città nell’Europa centro-orientale, con un milione di persone, esposta ai bombardamenti dei golpisti ucraini. Donetsk, che era considerata la città più verde dell’Unione Sovietica, nonostante la guerra, rimane una delle città più pulite fra quelle che (almeno secondo ucraini e occidentali, che non riconoscono l’indipendenza delle repubbliche del Donbass) appartengono all’Ucraina

Come affermano testimoni oculari, per le strade (almeno, nel centro) è difficile trovare un mozzicone di sigaretta o un pezzo di carta. Questa pulizia sorprendente, in relazione ai bombardamenti, aumenta ancora di più la sensazione di surrealismo. L’Ucraina è orgogliosa del fatto di essere un Paese europeo, mentre di fatto sta distruggendo la sua città più europea.

Militari e civili del DNI attendono, da un momento all’altro, l’offensiva dell’esercito ucraino. Secondo gli ufficiali dell’esercito della Repubblica del Donbass, l’Ucraina ha portato sul confine con la Repubblica tutti i pezzi di artiglieria e di lanciarazzi multipli, oltre che tutti i veicoli blindati. Vicino alla linea di confine ha anche aperto ospedali da campo, segno certo di preparazione alla guerra.

Ma ora gli ospedali ucraini adiacenti alla Repubblica del Donbass sono pieni di feriti. Ciò è dimostrato non solo nelle fonti del DNI, ma anche dai social network di Kharkiv e di altre grandi città dell’Ucraina.

Riguardo ad una guerra ormai vicina, si sono espressi anche politici ucraini ed americani. Nei giorni successivi al sabotaggio organizzato dall’intelligence militare dell’Ucraina in Crimea, tutte queste affermazioni suonerebbero più come le dichiarazioni fatte dai politici alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale.

Il 18 maggio, il presidente ucraino Poroshenko ha detto che si aspetta “un’invasione russa su larga scala in tutte le direzioni.” Ha promesso che sarà dichiarata la legge marziale ed una nuova mobilitazione, se la situazione nel Donbass e in Crimea si dovesse aggravare. Parlando dei militari, Poroshenko ha detto con orgoglio che solo nel 2015, si sono arruolati 45 mila volontari nelle Forze Armate Ucraine. In realtà, gli ucraini non sono guidati solo dal patriottismo: nel Paese, che presenta una disoccupazione ed una povertà elevatissima (come calcolato dal Global Finance Magazine, l’Ucraina è al secondo posto nella lista dei Paesi più poveri d’Europa), il servizio militare è forse l’unico modo per salvarsi dalla povertà. Un altro modo è l’emigrazione in Russia, come hanno fatto 2,5 milioni di cittadini ucraini secondo dati ufficiali delle autorità di migrazione russe.

Secondo alcuni esperti russi, le dichiarazioni bellicose del presidente Poroshenko sarebbero volte a spingere, invano, il presidente Putin ad una soluzione militare al conflitto con l’avversario “debole”, ovvero l’Ucraina. Il 19 agosto, il vice presidente americano Biden, in una conversazione telefonica con Poroshenko, ha espresso preoccupazione “in connessione all’aggravarsi della situazione nel sud-est dell’Ucraina.” Biden ha esortato l’Ucraina e la Russia a “de-degenerare la situazione.” Il giorno successivo è seguita una mossa lenitiva del Pentagono: l’ammissione che il movimento di truppe russe al confine con l’Ucraina non è un segno di preparazione per un’invasione, ma legato alle prossime esercitazioni militari. Gli USA influenzano il conflitto, tanto che per de-escalare il conflitto potrebbe essere sufficiente una telefonata dalla Casa Bianca al presidente Poroshenko.

La pazienza del presidente russo Vladimir Putin con il vicino bellicoso è degna di meraviglia (e, secondo molti russi, di censura). Il 19 agosto ha tenuto una riunione del Consiglio di sicurezza, appositamente convocata in Crimea, dove ha parlato degli sforzi compiuti per garantire la sicurezza degli abitanti della penisola.

Riguardo agli atti recenti di sabotaggio, ha spiegato la riluttanza di Kiev riguardo alle disposizioni delle convenzioni di Minsk. Preoccupante il secondo motivo, che, secondo la versione di Putin, ha spinto il regime di Kiev al sabotaggio: per nascondere i propri fallimenti economici e sociali. Kiev non può aspettarsi di vincere contro la Russia, né una vittoria facile contro la Repubblica del Donbass; ma le scelte a disposizione del regime sono limitate: una lunga guerra, con decine di migliaia di morti e centinaia di migliaia di rifugiati nel Donbass, o  un sanguinoso colpo di stato a Kiev. La prima opzione è chiaramente preferibile, in quanto permetterebbe di salvare le vite e il denaro della classe dominante. E, soprattutto, otterrebbe il favore di alcuni ambienti a Washington, che potrebbero trarre beneficio da una guerra contro una “terribile Russia” alla vigilia delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Poroshenko ha detto che spera in una vittoria della Clinton, antagonista della Russia nella corsa presidenziale negli Stati Uniti. Per l’Ucraina, il risultato delle elezioni statunitensi potrebbe essere fondamentale.

Silvia Vittoria Missotti

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non alimentare discussioni polemiche e personali, mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected]

Inserisca il suo commento
Inserisca il Suo nome