La fotografia in oggetto dimostra palesemente due cose: in Italia (e presumibilmente in Europa) non esiste alcuna organizzazione terroristica strutturata, o pseudo tale, che abbia concretamente l’intento di commettere attentati; tutte le misure di sicurezza – almeno quelle adottate finora – sono totalmente inefficaci contro eventuali attacchi terroristici.

Andiamo con ordine. La foto in questione è stata scattata all’aeroporto di Treviso in un pigro lunedì pomeriggio di inizio giugno. Non si tratta, quindi, di un giorno con elevati picchi di viaggiatori. In coda, nella hall, si possono contare più di cento passeggeri ritratti nella foto, mentre un’altra cinquantina circa non sono visibili poiché più a destra e più a sinistra della foto. L’area in questione – come in tutti gli aeroporti d’Italia del resto – non è “area stagna” ed è accessibile a chiunque, anche armato con una mini bomba atomica (giusto perché una reale bomba atomica ha dimensioni che non ne consentirebbero un facile trasporto).

Ciò premesso, con una elementare analisi dei fatti, si possono dedurre le due affermazioni succitate.

Ciò è ampiamente dimostrato dalla foto in questione, poiché basterebbe che un singolo elemento malintenzionato si armasse – e non è difficile reperire armi o esplosivo al mercato nero come numerose indagini hanno confermato – e si presentasse in una qualsiasi area sovraffollata priva di sicurezza preventiva. Basti pensare agli aeroporti o all’ingresso del Duomo di Milano, solo per citarne alcuni. È chiaro, dunque, che qualsiasi malintenzionato intento a suscitare scalpore con atti terroristici avrebbe vita facile, a dispetto di tutte le misure di sicurezza di cui spesso, e a sproposito, si sente parlare. Il malintenzionato non necessiterebbe di un’organizzazione solida alle spalle, né di finanziamenti, né tanto meno di un addestramento particolare. Dopotutto non si tratta di pianificare un colpo di Stato. Allora perché, se siamo realmente circondati da malintenzionati, terroristi o aspiranti tali, ed è così semplice mettere in atto una strage, nulla di simile è ancora accaduto in Italia? Ed anche in Europa, possiamo dire che è stato davvero minimo il numero di attentati realizzati rispetto a quello che potenzialmente potrebbero essere portati a termine. I conti non tornano.

Si potrebbe anche, a questo punto, aprire una digressione sul terrorismo mediorientale e su quanto sia in realtà controproducente geostrategicamente per esso effettuare attacchi in Occidente.

È palese inoltre l’inadeguatezza delle misure di sicurezza adottate. Questo è chiaro a tutti, così come è evidente che la militarizzazione delle strade non è la corretta soluzione anti-terrorismo, che va ricercata invece nelle azioni politiche in primis. Proprio perché il terrorismo, quando vuole realmente agire, diviene un nemico invisibile e non contrastabile con le classiche misure di sicurezza, sorgono spontanee alcune domande. Che scopo hanno allora tutti i provvedimenti presi, in particolare quelli restrittivi della privacy? Se non sono funzionali alla sicurezza contro il terrorismo a chi o cosa sono funzionali?

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